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Green Hill, Cancellieri: "Approfondire"

Il ministro dice di volerci vedere chiaro sul caso

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"Ho chiesto a Brescia un rapporto dettagliato". Dopo la consegna da parte del sindaco di Montichiari delle 17mila firme, il titolare del dicastero ha già dato una sua prima risposta

Montichiari, 9 dicemrbe 2011 -«Ho chiesto a Brescia un rapporto dettagliato. Voglio vederci chiaro». All’indomani della consegna da parte del sindaco di Montichiari delle 17mila firme contro Green Hill, il ministro dell’Interno, Cancellieri, ha già dato una sua prima risposta. E sempre ieri una delegazione di manifestanti ha incontrato il questore di Brescia, Lucio Carluccio. C’è movimento, dunque, attorno alla vicenda, ma non si placa il botta e risposta fra il sindaco Zanola e l’ex ministro al Turismo, Brambilla, giunta ieri a Montichiari per espiremere sostegno agli otto manifesanti che da sabato hanno iniziato lo sciopero della fame.

«Il sindaco la deve smettere di scaricare sugli altri le responsabilità. Green Hill deve chiudere. Non darò tregua a questo lager e a tutti quelli che lo proteggono fino a quando lo scempio non sarà chiuso». E continua: «La commissione Affari sociali in Parlamento — ha proseguito la Brambilla — ha approvato la norma che emenda la legge comunitaria per vietare in Italia l’allevamento di animali da laboratorio. L’emendamento in questione dovrebbe arrivare in aula per la discussione al massimo verso la metà di gennaio. Dobbiamo fare in fretta, è necessario interrompere questo orrore senza perdere altro tempo prezioso».


Intanto ieri Elisabetta Cattaneo, a nome del Comitato “Fermare Green Hill”, ha ribadito la posizione del gruppo: «Non molliamo fino a quando non vedremo i cani fuori dall’allevamento. Chiediamo che il sindaco Zanola revochi immediatamente l’autorizzazione a Green Hill, prima di ricevere risposte da Roma e prima della pronuncia della Procura che ha avviato un indagine. E’ ora di finirla di perdere tempo è per questo che noi continueremo a vigilare». 

di Luca Marinoni

 

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montichiari

Green Hill, stop allo sciopero della fame

Ore: 09:08 | sabato, 10 dicembre 2011

Obiettivi raggiunti: «Il problema è stato sollevato a livello nazionale e la proposta di deroga alla legge comunitaria arriverà in Parlamento a gennaio. Oltretutto abbiamo ricevuto la solidarietà di tante, tantissime persone. Non crediamo che, almeno in questa fase, si possa ottenere di più… ».
Insomma: i 7-8 attivisti che, in piazza del Municipo, da una settimana stanno protestando per chiedere la chiusura di Green Hill, dove si allevano cani destinati alla sperimentazione, si ritengono «più che soddisfatti». Per questo hanno deciso che lo sciopero della fame è finito: 3 o 4 sono già tornati alle loro case e alla loro quotidianità; altri quattro sono rimasti a Montichiari, ma in forma di «volontariato».

«La protesta è ufficialmente finita - dice Adriana Amerighi -. Visto che dalla Questura avevamo ottenuto il permesso fino a quella data, andremo avanti alla spicciolata fino al 13 dicembre. Stiamo qui ancora due o tre giorni anche perché alcuni sostenitori hanno detto che nel fine settimana verranno a trovarci, giusto per ribadire il no a Green Hill. Ma lo sciopero della fame è concluso». Concluso per ora. «Se le cose non andranno come devono andare siamo pronti a riscendere in piazza. Ci è stato assicurato che a gennaio la proposta dell'on. Brambilla di una deroga alla legge comunitaria, capace di chiudere per sempre tutti gli allevamenti del genere, arriverà in Parlamento».

Ma la contestazione ora prosegue lontano dalla piazza. I responsabili di Green Hill sono stati denunciati per maltrattamenti sugli animali da Stefano Fuccelli, presidente del Partito animalista europeo. E l'eurodeputato Andrea Zanoni (Idv) ha sottoposto il caso a un rappresentante del Commissario Ue alla Salute, John Dalli.

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L'allevamento lager Alla spicciolata si scioglie il presidio in piazza. Ma qualcuno resta fino a dopodomani

«Ci fermiamo ma non molliamo»

E la protesta contro Green Hill arriva nella piazzetta di Capri Istituzioni Domani a Roma il prefetto incontra il ministro: potrebbe spuntare il caso Green Hill

«Interrompiamo, ma non ci fermiamo». Il messaggio è chiaro: sgomberate le trincee, si continua a combattere da lontano. E se la guerra è quella per far chiudere Green Hill - l'allevamento di Montichiari che sforna beagle destinati ai laboratori di tutta Europa - non ci sono dubbi che continuerà fino a quando non sarà smantellato. A prometterlo è Adriana Amerighi, cuoca di Pisa che con la figlia per una settimana ha aderito al presidio autonomo organizzato nella piazza del municipio, con tanto di sciopero della fame. Anche lei, come altri cinque attivisti, ieri è tornata a casa. Ma in fondo, la stessa promessa è racchiusa nelle 17 mila firme che il coordinamento nazionale e il comitato locale «Fermiamo Green Hill» hanno raccolto nelle ultime settimane: consegnate al Viminale per mano del tanto contestato sindaco di Montichiari, Elena Zanola, accusata di immobilismo. Insomma, molte anime, un solo obiettivo.
Si riduce dunque l'accampamento solidale intessuto nel cuore di Montichiari. E di certo qualche risultato l'ha raggiunto, non senza polveroni e polemiche: sensibilizzare le coscienze, attivare la magistratura, mobilitare le istituzioni, compreso il ministro dell'Interno Anna Maria Cancellieri in persona, che ha chiesto a Brescia un dossier dettagliato sul caso «per vederci chiaro». In prima fila, con i termos a bordo piazza o a Montecitorio, anche l'ex ministro Michela Brambilla. O i microfoni di Striscia la Notizia. A conoscere gli attivisti c'è andato pure il questore Lucio Carluccio, che ha autorizzato il presidio fino a dopodomani. O il prefetto, Narcisa Brassesco Pace, che non ha mai distolto l'attenzione dalla vicenda, pur senza clamori: anzi, proprio il caso Green Hill potrebbe fare capolino in un incontro che lo stesso prefetto avrà domani a Roma su altri temi con il ministro Cancellieri.
«Certo, andarcene con i cani sarebbe stato meglio, ma siamo contenti di quanto siamo riusciti ad ottenere - spiega Amerighi -: risvegliare le coscienze con la nostra indignazione e portare Green Hill all'attenzione di tutta Italia - spiega Amerighi -. Senza dimenticare che dopo il via libera della commissione Affari sociali, la proposta di deroga alla legge comunitaria che autorizza simili allevamenti arriverà alla Camera in gennaio. Non ci resta che aspettare fiduciosi: le indagini e l'iter legislativo». Aspettare. E non mollare. «Perchè in questa fase sappiamo di non poter ottenere nulla di più» dicono gli attivisti.
A Montichiari, intanto, restano cinque dei ragazzi che il 3 novembre avevano aderito allo sciopero della fame, «insieme a decine di persone che vengono a trovarci, ci portano bevande calde e si confrontano con noi», conferma Marco, che arriva da Arcore. E se a loro si uniranno altri simpatizzanti che hanno condiviso questa battaglia in rete, non è dato di saperlo con certezza. Attenzione però, «se ci saranno ulteriori insabbiamenti o se le cose non andranno come devono, siamo pronti a scendere di nuovo in piazza. Niente più compromessi», assicura Amerighi.
Green Hill è entrato in Parlemento, al Viminale, a Bruxelles, al ministero della salute e al palagiustizia. Ma anche a Bruxelles. E a Capri. Sì perché nella piazzetta più amata dai vip la notte scorsa alcuni striscioni sono stati affissi sull'albero di Natale comunale e sul campanile dell'orologio. Un gesto a sorpresa, per mano di un gruppo di giovani animalisti del posto: sull'albero ecologico addobbato tricolore è stato piazzato un enorme striscione con scritto «Fermiamo Green Hill». A non fermarsi è la battaglia.
Mara Rodella
mrodella@rcs.it

Mara Rodella

11 dicembre 2011

(modifica il 12 dicembre 2011)

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UN PIANO DIABOLICO: TRA VIAGGI A ROMA E CONFERENZE STAMPA

La Zanola va a Roma. Ci va con il vicesindaco di Montichiari, tale Gianantonio Rosa, già sindaco per due mandati consecutivi e impossibilitato per questo mandato alla candidatura, sostituto da una sua collega di partito. A quanto dicono maligne voci a Montichiari e dintorni è lui che veramente decide il bello e il cattivo tempo  in Comune. Ma si sa, sono solo voci di paese. Fatto sta che è sotto il mandato di Rosa che Marshall ha acquistato Green Hill e che ha cominciato la sua espansione da 1 a 5 capannoni, diventando così il più grande allevamento di cani da laboratorio in Europa. Zanola e Rosa vanno a Roma dopo aver spedito una lettera al Ministero dell’Interno e al Ministero della Salute. E dopo aver reso pubblico il loro impegno con comunicati stampa e indicendo una conferenza stampa per le 18.00 del giorno stesso, mercoledì. Con quale vero scopo vanno a Roma i due?

Secondo alcuni giornali, stando alle dichiarazioni della Zanola, ci vanno per portare le 17.000 firme e per farsi addirittura portavoce dell’antivivisezionismo, chiedendo al Governo di cambiare le leggi in merito. Si può pensare che visto il pressing che il Comune e sindaco di Montichiari stanno ricevendo quest’ultima si sia finalmente decisa  a fare il possibile per chiudere Green Hill. Tanto che in alcuni comunicati dice di avere l’intenzione di chiuderlo e di star vagliando diverse ipotesi, perfino una molto fantasiosa per motivi di ordine pubblico, e di andare a chiedere consulto0 al Ministero della Salute.

Il vicesindaco di Montichiari Gianantonio Rosa

In realtà il loro viaggio è tutto un inganno, un’abile messinscena per far cascare nella trappola giornalisti e animalisti poco informati e continuare la politica fatta di scaricabarile sempre più in alto, arrivando adesso perfino a dire che la soluzione spetta alla Comunità Europea.

Utilizzando scaltramente le 17.000 firme presentate dal Comitato Montichiari Contro Green Hill, la Zanola ha cercato di rimediare alla sua pessima immagine pubblica fingendosi lei stessa interessata alla causa, portando quei faldoni al Ministero personalmente. Un’abile mossa per mostrare ai giornali una sua sensibilità e la sua voglia di ascoltare i cittadini, quelli bravi però. Con quelli “cattivi”, che lei ha definito sui media come dei teppisti, “deficienti” e con altre motivazioni che non siano la chiusura dell’allevamento Green Hill, non vuole niente a che fare. Di sicuro non ce ne dispiace molto, né ci pentiamo di aver portato migliaia di persone nelle strade del paese, così come non ci pentiamo di avere reso pubblico e visibile il problema Green Hill quasi due anni fa. Ma siamo anche sicuri che questa sua opera di divisione tra animalisti buoni e cattivi non sta funzionando.
Quello che la Zanola sta comunicando in sostanza non è solo una sua fittizia sensibilità per i cani di Green Hill, ma anche che solo con le buone maniere e una protesta educata e civile, che si limiti alla raccolta delle firme, si ottiene qualcosa e il sindaco si muove. Non stiamo certo qui attaccando l’utilizzo della petizione da parte del Comitato, che sta facendo un ottimo lavoro di informazione sul territorio e non si limita nemmeno alla raccolta delle firme, ma stiamo attaccando l’utilizzo strumentale di questa petizione da parte del sindaco e del Comune di Montichiari. Quello che loro vogliono è la calma, che il movimento faccia passi indietro e lasci respiro dopo tutto questo pressing. E  non devono averla!

Che il viaggio di Zanola e Rosa non sia il segno di un cambiamento lo dimostra chiaramente, nero su bianco, la lettera che il sindaco ha scritto ai Ministeri. In questa c’è scritto che “I sopralluoghi e le relazioni di Asl (che è l’autorità comunale competente) sono stati costantemente positivi e questo mi impedisce qualsiasi intervento in quanto l’allevamento rispetta la normativa vigente(…)”. Ancora una volta la Zanola presenta solo una verità distorta, a difesa di Green Hill e dell’operato di Asl e Comune. Della perquisizione del 30 settembre in cui sono state rilevate gravi irregolarità nemmeno una piccola menzione. Le parole della Zanola servono solo per presentarsi come una povera martire che non può proprio fare niente e che è diventata oggetto errato di una protesta. Poveretta, diranno i disinformati. Che furba, dicono invece coloro che sanno e conoscono bene la faccenda.
Se dal Comune ci fosse veramente, come sbandierato in questi giorni sui media, una volontà di risolvere la questione, avrebbero ben altro atteggiamento. Di sicuro approfondirebbero la problematica, chiederebbero ragguagli sulle irregolarità riscontrate il 30 settembre dalle guardie eco-zoofile, incontrerebbero il magistrato che sta indagando e che ha spiccato il mandato di perquisizione, così come proprio il Prefetto di Brescia avrebbe ordinato alla Zanola di fare. Di sicuro si presenterebbero a Roma, al Ministero, organo che è sopra la Asl di Brescia e Montichiari, e chiederebbero di confutare ogni dubbio e controllare loro stessi quei registri che sembrano diventati oggetto di uno scandalo.
Ma invece nulla.

Le prove di quanto diciamo sono nella conferenza stampa, convocata ad arte subito dopo il ritorno da Roma.
La Zanola usa la conferenza per annunciare a tutto il mondo che anche da Roma le hanno detto che lei non può fare nulla. Lei ci avrebbe provato e vorrebbe tanto chiudere quel posto, ma sembra proprio che non può. Ma la Zanola non si limita a difendersi, fa anche di più. Usa la conferenza per attaccare il movimento che si sta creando contro Green Hill, per attaccare noi del Coordinamento Fermare Green Hill, e anche e soprattutto per dire che perfino le immagini riprese all’interno di Green Hill sono false, soprattutto quelle dei cadaveri tirati fuori dai frigoriferi! Accanto a lei siede il comandante die vigili, Leali, presente anche lui mentre venivano riprese quelle immagini, ma non dice niente. Silenzio assenso. Le immagini sono false. La loro parola conta dopotutto, solo la loro parola. Tanto che Leali dice di avere visto lui stesso i registri tanto al centro dello scandalo, e pertanto ci sono. Se lo dice lui ci sono. Per la Zanola e Leali che ci fosse una nostra attivista come consulente durante la perquisizione la rende invalida, cosa che non sono certo loro a dover decidere. Ma che invece la nostra attivista quei cadaveri mutilati tirati fuori dai frigoriferi li ha visti davvero e può dirlo pubblicamente non conta nulla?

A Montichiari tira una strana aria. Le autorità stanno facendo cerchio attorno a Green Hill per difenderne a più non posso l’esistenza e bloccare le possibilità di chiuderlo. Quali motivi ci sono dietro? Ad ognuno la sua risposta.

Ma se sperano di fermare la rabbia si sbagliano di grosso. Le ingiustizie e i comportamenti scorretti non fanno che aumentarla la rabbia che proviamo tutti, a decine di migliaia, per il destino di quei cani! Che ci siano persone che possono fare qualcosa ma chiudono gli occhi, non può che far bollire ancora di più il sangue alle persone dotate di sensibilità. Il gioco della politica è questo dopotutto, un gioco sporco, fatto troppo spesso di ombre e di potere, denaro, avidità e menzogne.
E quanto sta accadendo a Montichiari è per tutti un’altra lezione di come si muovono le cose e di come debba venire da noi prima di tutto un cambiamento, prendendoselo e pretendendolo, senza aspettare che cali dall’alto!

Continuiamo quindi con la pressione sul Comune di Montichiari, sul sindaco e sul vicesindaco.
Queste tutte le mail e i numeri di telefono:

Telefono del Comune: 030/96561

Fax del Comune: 030/9656382

Numero segreteria del Sindaco: 030/9656290

Numero telefonico della segreteria del Vicesindaco: 030/9656290

E-mail: ufficio.protocollo@cert.montichiari.it, sindaco@montichiari.it, segreteria@montichiari.it, protocollo@montichiari.it, messi@montichiari.it, albo@montichiari.it, personale@montichiari.it, urp@montichiari.it, ragioneria@montichiari.it, tributi@montichiari.it, anagrafe@montichiari.it, elettorale@montichiari.it, serviziallapersona@montichiari.it, commercio@montichiari.it, manutenzioni@montichiari.it, verde.arredourbano@montichiari.it, cimitero@montichiari.it, urbanistica@montichiari.it, ecologia@montichiari.it gianantonio.rosa@montichiari.it