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LA REPUBBLICA
20/10/2005
Test tossici, dalle cavie ai geni
Norme europee
Per milioni di animali e migliaia di sostanze il futuro sarà "REACH", la
normativa la cui applicazione dovrebbe entrare a regime in oltre 11 anni
a partire dal 2006 e che moltiplicherà per le aziende la documentazione
richiesta per l'immissione sul mercato di tutte le sostanze chimiche.
"Rigorose procedure porteranno alla sostituzione delle sostanze più
pericolose per la salute dell'ambiente e dell'uomo", dice l'eurodeputato
italiano Guido Sacconi, relatore ufficiale per la "REACH", "uno dei
punti sui quali si lavora di più riguarda il contenimento dei test sugli
animali e lo sviluppo e l'utilizzo di test alternativi". La proposta
prevede tra l'altro l'esecuzione di test di tossicità per 30.000
sostanze commercializzate prima del 1981 che non hanno mai subito
controlli rigorosi. Per eseguire i test
previsti dalla "REACH" sono necessari 1700 animali tra cavie, conigli,
cani, scimmie e altri ancora per ogni singola sostanza. Fino a 50
milioni di animali sacrificati nei laboratori di tutta Europa.
E questo senza considerare le nuove
sostanze. Claude Reiss, tossicologo molecolare direttore
di ricerca al Cnrs di Parigi ha osservato come "ormai non sia più il
tema etico sull'uso del modello animale ad essere criticato quanto,
piuttosto, la sua validità scientifica che ha portato a disastri
farmacologici ben noti a tutti". Le strade da percorrere sono altre. Una
di queste è la tossicogenomica, scienza in pieno sviluppo negli Stati
Uniti dove viene addirittura promossa dalla Fda e dall'Epa, le agenzie
federali del farmaco e dell'ambiente. In pratica si tratta di studiare
il nucleo delle cellule e il comportamento di decine di geni. È la
tecnica "Dna array", le cellule in coltura vengono esposte in diversi
momenti e a diverse concentrazioni ad una sostanza da testare e si
osservano i geni attivati e codificati con colori diversi. Il test è
rapido e con bassi costi. (mp. s.)
MARKETPRESS INFO
Bruxelles, 26 aprile 2004 - L'inizio
della Settimana Mondiale per gli Animali da Laboratorio è stata
contrassegnata il 20 aprile da rinnovati tentativi da parte della
Coalizione europea contro la vivisezione (Eceae) di fare pressione,
sia sulla Commissione Europea che sull'industria chimica europea, per
ridurre il numero di esperimenti eseguiti sugli animali. Le
manifestazioni davanti alla sede del Consiglio europeo delle
federazioni dell'industria chimica (Cefic) a Bruxelles, Belgio, si
sono svolte sullo scenario delle discussioni in corso sulla proposta
di nuovi regolamenti per le sostanze chimiche. I test sulle sostanze
chimiche rappresentano una questione controversa da quando la
Commissione Europea ha reso note le proposte per la nuova strategia
Reach (registrazione, valutazione e autorizzazione delle sostanze
chimiche) nell'ottobre 2003. La Commissione offre le seguenti
giustificazioni a una revisione dei test sulle sostanze chimiche:
"L'attuale quadro legislativo per le sostanze chimiche è inadeguato.
Non ha prodotto informazioni sufficienti riguardo agli effetti delle
sostanze chimiche sulla salute umana e sull'ambiente e laddove vengono
individuati dei rischi è lento nel valutarli e nell'introdurre misure
di gestione del rischio. Queste carenze hanno posto potenzialmente a
rischio la salute umana e l'ambiente. Il sistema attuale ha inoltre
ostacolato la ricerca e l'innovazione, facendo sì che l'industria
chimica della Ue restasse indietro ai propri omologhi statunitensi e
giapponesi a tale riguardo." Anche l'Eceae sostiene la necessità di
nuove normative, esiste il timore che l'obbligo di nuovi test si
traduca in un aumento del numero di esperimenti sugli animali. "Se
l'obiettivo del sistema Reach è tutelare l'uomo e l'ambiente dalle
sostanze chimiche tossiche, avvelenare a morte gli animali non è il
modo per raggiungerlo," ha affermato Emily Mcivor, coordinatrice
politica Ue presso l'Unione britannica contro la vivisezione (Buav),
che presiede l'Eceae. L'eceae considera prioritaria la convalida di
metodologie alternative per i test e ha fatto appello all'industria
chimica perché agevoli tali processo il 20 aprile. "Quanto meno le
aziende chimiche dovrebbero consentire che i propri dati sulle
sostanze e sui test esistenti siano utilizzati per studi di
validazione condotti dal Centro europeo per la convalida di metodi
alternativi (Ecvam), in modo tale da poter approvare più rapidamente
nuove prove che non prevedano l'uso di animali," ha affermato Mcivor.
"Devono consentire alle autorità di regolamentazione l'uso dei test
non sugli animali messi a punto internamente all'azienda, ma ancora
più urgente è che tali multinazionali offrano finanziamenti
sostanziali anziché limitarsi a un'adesione puramente formale allo
sviluppo di nuovi test senza animali, in modo tale che le
sperimentazioni sugli animali per le prove di tossicità siano
sostituite entro la scadenza prevista dal Reach." La coalizione cita
prove a sostegno del fatto che i test non condotti sugli animali sono
più affidabili ed efficienti dei metodi di sperimentazione
tradizionali, a supporto del suo appello alla Commissione e
all'industria chimica. Una relazione di marzo, compilata per l'Eceae e
il Buav dalla Dott.ssa Gill Langley, illustra come i test sugli
animali possano essere sostituiti con metodi alternativi. Per ogni
area di sperimentazione, vengono descritti il test sugli animali e il
relativo equivalente senza l'uso di animali. Vengono illustrati nel
dettaglio i difetti scientifici del metodo affermato, oltre agli
interventi necessari per introdurre l'utilizzo dei nuovi test. I
metodi alternativi combinano le procedure in vitro e procedure
computazionali per creare strategie "graduali". Una strategia graduale
prevede un inizio con metodi di screening rapidi e semplici, il
passaggio a test specifici per i meccanismi tossici e successivamente
a test in vitro più sofisticati. Per alcune sostanze, è possibile
ottenere risultati conclusivi in una prima fase del processo, rendendo
così superflua l'esecuzione di tutte le fasi per tutte le sostanze
chimiche. L'eurodeputata britannica Caroline Lucas ha accolto con
favore la relazione, che dimostra "quanto sono stati fuorvianti i test
sugli animali per la passata normativa sulle sostanze chimiche, quanto
è inefficace la sperimentazione sugli animali come controllo della
sicurezza ambientale o umana e con quanta urgenza dobbiamo passare a
un approccio più moderno, affidabile, che eviti l'impiego di animali."
In una recente risposta ai timori circa le implicazioni del sistema
Reach sulla sperimentazione animale, la Commissione Europea ha
ribadito il proprio sostegno a un più intenso sviluppo di metodi di
test alternativi. Nel Quinto Programma Quadro (Pq5) per la ricerca, la
Commissione ha quindi finanziato più di 43 progetti di ricerca per
metodi in vitro, con circa 65 milioni di euro. Nel Pq6, i ricercatori
vengono sollecitati "più che mai" a presentare progetti idonei,
secondo la Commissione. "Ciò dovrebbe infine portare a metodi di test
alternativi, convalidati a livello internazionale, in grado di fornire
risultati unanimemente accettabili per le autorità di
regolamentazione," afferma la Commissione.anche il Centro Comune di
Ricerca (Jrc) della Commissione sta rivestendo un ruolo di primo piano
nell'ambito di un'iniziativa dell'Ocse per la convalida di metodi
informatici e la Commissione ha avviato la revisione della Direttiva
86/609/Cee sulla protezione degli animali da laboratorio. Per maggiori
informazioni su Reach, si può visitare il sito: http://europa.Eu.int/comm/environment/chemicals/reach.htm Per
vedere la relazione Buav/eceae, visitare il sito: http://www.Buav.org/pdfs/thewayforward.pdf
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