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La procura alza il tiro, intanto il tribunale del riesame conferma il sequestro
Cani contesi, ipotesi di sevizie


ANCONA - Il tribunale della libertà conferma il sequestro dei 102 cani contesi e intanto la procura alza il tiro, contestando reati più gravi agli autisti dei Tir che li stavano trasportando dalla Grecia alla Germania. E’ successo tutto ieri mattina, durante l’udienza davanti ai giudici del Riesame che esaminavano l’istanza di dissequestro presentata dall’avvocato Marco Manfredi, legale dei due trasportatori ellenici indagati. Il pm Stefania Ciccioli s’è presentata con un nuovo provvedimento di sequestro, in aggiunta a quello che aveva messo i sigilli al carico di animali il 19 marzo scorso, ipotizzando due reati nuovi: l’utilizzo di documentazione falsa e soprattutto l’articolo 544-ter del codice penale. E’ il reato di maltrattamento di animali per il quale il codice prevede la reclusione da tre mesi a un anno o la multa da 3.000 a 15.000 euro per chiunque con “crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le sue caratteristiche ecologiche”. Senza scomodare a sproposito ipotesi inquietanti, tipo una tratta di animali destinati alla vivisezione o ai combattimenti, è il segnale che la procura vuole verificare con scrupolo quale fosse l’effettiva destinazione dei 102 bastardini sequestrati a bordo di non Tir appena sbarcato ad Ancona dalla Grecia. Alcune associazioni animaliste greche, tedesche e olandesi assicurano che non c’è alcun giallo e che quei cagnolini erano destinati in affido a bambini e famiglie. Ma qualcosa non torna nei documenti di accompagnamento, una specie di “passaporto” in cui per ogni animale c’è una foto e indicazioni sulla provenienza. Così la procura ha incaricato i carabinieri del Nas di Ancona, comandati dal capitano Antonio Esposito, di fare chiarezza su quel carico. Ieri gli investigatori del Nucleo Antisofisticazioni hanno interrogato Yiannis Vassilliu, l’autista al volante del Tir della ditta International Horse Transport, specializzata nel trasporto di cavalli purosangue, che stava portando i cani in Germania. E’ indagato a piede libero insieme all’altro autista della sua ditta, Panagiotis Perros, che guidava un altro autoarticolato. “Il mio assistito ha spiegato chiaramente di aver preso i cani con tutti i documenti e con l’incarico di consegnarli in quattro tappe prestabilite, tre in Germania, una in Olanda. Non ha commesso reati, l’hanno cercato perché è specializzato nel trasporto di cavalli purosangue”. L’accusa di maltrattamenti, secondo l’avvocato Manfredi, è frutto di un equivoco. “I cani viaggiavano a bordo dei due Tir - spiega il legale -, poi a un certo punto il comandante del traghetto ha avuto una segnalazione da alcune associazioni animaliste greche e così ha informato gli autisti che forse i cani sarebbero dovuti tornare indietro. Così li hanno caricati su un solo camion”. Ieri intanto il Riesame ha respinto la richiest di dissequestro, dunque gli animali restano nei canili di Osimo e Falconara. A far scattare l’allarme in porto erano state alcune associazione di animalisti greci. Poi altre organizzazione elleniche e dei Paesi dove i cani erano diretti, si sono rivolte all’ Unione europea per chiedere il dissequestro degli animali. E dall’Austria s’era persino scomodata Fiona Swarovski, erede della dinastia dei cristalli nonché moglie del ministro della finanze Grasser, arrivata ad Ancona per reclamare 54 cani.