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20 aprile 2007, oggi in edicola:
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La procura alza il tiro, intanto il tribunale
del riesame conferma il sequestro
Cani contesi, ipotesi di sevizie
ANCONA - Il tribunale della libertà conferma il sequestro dei 102 cani
contesi e intanto la procura alza il tiro, contestando reati più gravi
agli autisti dei Tir che li stavano trasportando dalla Grecia alla
Germania. E’ successo tutto ieri mattina, durante l’udienza davanti ai
giudici del Riesame che esaminavano l’istanza di dissequestro
presentata dall’avvocato Marco Manfredi, legale dei due trasportatori
ellenici indagati. Il pm Stefania Ciccioli s’è presentata con un nuovo
provvedimento di sequestro, in aggiunta a quello che aveva messo i
sigilli al carico di animali il 19 marzo scorso, ipotizzando due reati
nuovi: l’utilizzo di documentazione falsa e soprattutto l’articolo
544-ter del codice penale. E’ il reato di maltrattamento di animali
per il quale il codice prevede la reclusione da tre mesi a un anno o
la multa da 3.000 a 15.000 euro per chiunque con “crudeltà o senza
necessità, cagiona una lesione ad un animale ovvero lo sottopone a
sevizie o a comportamenti o a fatiche o a lavori insopportabili per le
sue caratteristiche ecologiche”. Senza scomodare a sproposito ipotesi
inquietanti, tipo una tratta di animali destinati alla vivisezione o
ai combattimenti, è il segnale che la procura vuole verificare con
scrupolo quale fosse l’effettiva destinazione dei 102 bastardini
sequestrati a bordo di non Tir appena sbarcato ad Ancona dalla Grecia.
Alcune associazioni animaliste greche, tedesche e olandesi assicurano
che non c’è alcun giallo e che quei cagnolini erano destinati in
affido a bambini e famiglie. Ma qualcosa non torna nei documenti di
accompagnamento, una specie di “passaporto” in cui per ogni animale
c’è una foto e indicazioni sulla provenienza. Così la procura ha
incaricato i carabinieri del Nas di Ancona, comandati dal capitano
Antonio Esposito, di fare chiarezza su quel carico. Ieri gli
investigatori del Nucleo Antisofisticazioni hanno interrogato Yiannis
Vassilliu, l’autista al volante del Tir della ditta International
Horse Transport, specializzata nel trasporto di cavalli purosangue,
che stava portando i cani in Germania. E’ indagato a piede libero
insieme all’altro autista della sua ditta, Panagiotis Perros, che
guidava un altro autoarticolato. “Il mio assistito ha spiegato
chiaramente di aver preso i cani con tutti i documenti e con
l’incarico di consegnarli in quattro tappe prestabilite, tre in
Germania, una in Olanda. Non ha commesso reati, l’hanno cercato perché
è specializzato nel trasporto di cavalli purosangue”. L’accusa di
maltrattamenti, secondo l’avvocato Manfredi, è frutto di un equivoco.
“I cani viaggiavano a bordo dei due Tir - spiega il legale -, poi a un
certo punto il comandante del traghetto ha avuto una segnalazione da
alcune associazioni animaliste greche e così ha informato gli autisti
che forse i cani sarebbero dovuti tornare indietro. Così li hanno
caricati su un solo camion”. Ieri intanto il Riesame ha respinto la
richiest di dissequestro, dunque gli animali restano nei canili di
Osimo e Falconara. A far scattare l’allarme in porto erano state
alcune associazione di animalisti greci. Poi altre organizzazione
elleniche e dei Paesi dove i cani erano diretti, si sono rivolte all’
Unione europea per chiedere il dissequestro degli animali. E
dall’Austria s’era persino scomodata Fiona Swarovski, erede della
dinastia dei cristalli nonché moglie del ministro della finanze
Grasser, arrivata ad Ancona per reclamare 54 cani. |
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