IL SECOLO XIX
13 GENNAIO 2008
 
Coldiretti: no a carne e latte ottenuti da bestiame clonato
dopo il parere dell'agenzia europea
 
ROMA. Per la scienza, almeno secondo gli studi ad oggi disponibili, la carne e il latte provenienti da bestiame clonato non sono pericolosi e possono dunque essere consumati dall'uomo. Ma la notizia che l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha avviato una consultazione per comprendere se esistono o meno controindicazioni al consumo di prodotti da animali clonati ha già provocato una vera e propria alzata di scudi: la maggioranza degli italiani, secondo un sondaggio, sarebbe contraria ed anche gli chef, Vissani su tutti, non ci stanno.
La prospettiva di menu a base di bistecche "clonate" sembra dunque non convincere l'opinione pubblica, come dimostra un sondaggio della Coldiretti: in Italia, sulla base del sondaggio, meno di 1 su 10 (8%) ritiene infatti che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi possibile consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione. E ai dubbi si aggiunge la rabbia, quella del presidente Coldiretti Sergio Marini, che annuncia: «Siamo pronti a una forte mobilitazione per impedire che arrivi sulle tavole una allucinante realtà di cui né le imprese, né i consumatori europei avvertono certamente il bisogno».
Si tratta, spiega l'organizzazione agricola, «di un'azione resa urgente dopo la pubblicazione del progetto di parere dell'Efsa, che sostiene che non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali, dando un sostanziale via libera alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate».

GIORNALE DI VICENZA
13 GENNAIO 2008
 
CIBI TRANSGENICI. La Coldiretti si mobilita
Coro di no alle carni clonate volute dalla Ue
L’Efsa: nessuna differenza in termini di sicurezza. Ma la maggioranza degli italiani non li vuole
 
ROMA - Per la scienza, almeno secondo gli studi ad oggi disponibili, la carne e il latte provenienti da bestiame clonato non sono pericolosi e possono essere consumati dall’uomo. Ma la notizia che l’Agenzia europea per la sicurezza alimentare (Efsa) ha avviato una consultazione per comprendere se esistono o meno controindicazioni al consumo di prodotti da animali clonati, ha già provocato una vera e propria alzata di scudi: la maggioranza degli italiani, secondo un sondaggio, è contraria e anche gli chef, Vissani su tutti, non ci stanno.
La prospettiva di menu a base di bistecche «clonate» non convince l’opinione pubblica, come dimostra un sondaggio della Coldiretti: in Italia meno di 1 su 10 (8%) ritiene che la scienza abbia dimostrato che questi alimenti sono perfettamente equivalenti agli altri ed è quindi possibile consentirne la vendita senza alcun tipo di indicazione. E ai dubbi si aggiunge la rabbia, quella del presidente Coldiretti Sergio Marini, che annuncia: «Siamo pronti a una forte mobilitazione per impedire che arrivi sulle tavole un’allucinante realtà di cui né le imprese, né i consumatori europei avvertono il bisogno. Si tratta», spiega, «di un’azione resa urgente dopo la pubblicazione del progetto di parere dell’Efsa, che sostiene che non ci sono differenze in termini di sicurezza per questi alimenti che presentano componenti nutrizionali nella normalità rispetto a quelli ottenuti dagli altri animali, dando il via libera alla vendita di latte e carne provenienti da maiali e mucche clonate». La mobilitazione si svolgerà in Italia e in Europa durante la consultazione avviata dall’Efsa.

IL TEMPO
13 GENNAIO 2008
 
Non c'è pace per la «mitica» bistecca. Prima il rischio sulla diffusione della Bse, o morbo della «mucca pazza» che ha fatto letteralmente crollare le vendite di carne bovina e ha bandito per ben cinque anni dalle tavole degli italiani l'amata Fiorentina.
 
Damiana Verucci
 
Ora l'allarme generato dal comitato scientifico dell'Efsa (l'Agenzia europea per la sicurezza alimentare) che ha dato un primo parere favorevole all'uso degli animali clonati per fornire carne, latte e formaggi. Così la domanda non sembra tanto fuori luogo: «Mangeremo bistecche clonate?». E via all'onda di polemiche.
Hanno cominciato gli animalisti della Lav mettendo in discussione le ricerche, ha rilanciato Legambiente, prendendo di mira proprio l'Agenzia per la sicurezza alimentare. Durissima anche la Coldiretti che ha già avvertito: «Non si potrà capire dall'etichetta se si sta consumando carne o bevendo latte proveniente da una filiera clonata». La decisione dell'Efsa non arriverà comunque prima del prossimo aprile, intanto per i consumatori abituali di bistecche è un altro colpo basso. Perché al di là delle ricerche scientifiche e dei pareri sulla clonazione, chi ama la buona cucina vuole che sapori, odori, fragranze restino quelle di sempre. Ci sarà infatti un motivo se nonostante siano passati decenni, cambiate mode e tendenze, aumentate le teorie mediche e salutistiche, la bistecca sia rimasta sempre la bistecca e mangiarla soli o in compagnia una delle abitudini preferite dagli italiani.
In macelleria è il taglio di carne più richiesto, al ristorante quello più prelibato. C'è chi la preferisce alla griglia, chi appena scottata in padella, niente burro solo un filo d'olio, magari a cottura ultimata. Amica delle diete, ottima accompagnata da qualsiasi verdura e particolarmente gustosa con un piatto di scottanti patatine fritte. E poi lei, la principessa delle bistecche, la mitica Fiorentina, sparita per ben cinque anni quando imperversava il rischio Bse e si impose con provvedimento legislativo l'asportazione della colonna vertebrale con il midollo spinale degli animali da macellare. Il suo ritorno, il 1 gennaio 2006, è stato salutato in ogni Regione d'Italia e lei, la Fiorentina, è tornata in poco tempo la protagonista delle tavole degli italiani. Impossibile imitarla.
Da «beef-steak», ovvero costola di bue, è derivato il nome della nostra bistecca la quale non è altro che una braciuola con il suo osso, grossa un dito o un dito e mezzo, tagliata dalla lombata di vitella. La storia della bistecca fiorentina è antica almeno quanto la città da cui prende parte del suo nome. Tuttavia la sua tradizione, la sua celebrità, si possono far risalire alla celebrazione della festa di San Lorenzo, il 10 agosto, quando la città si illuminava della luce di grandi falò, dove venivano arrostite grosse quantità di carne di vitello poi distribuita alla popolazione. Quella tradizione e quella sorta di sacralità è rimasta pressoché intatta in Toscana dove la Fiorentina non ha eguali. Da queste regione arrivano ricette ma soprattutto consigli che sono una specie di diktat. Su tutti: come cuocerla (interessante il sito lacucinatoscana.it).
Innanzitutto la qualità della carne che deve essere eccellente e che andrebbe comprata al massimo 1-2 giorni prima. Poi il metodo. Da evitare nel modo più assoluto piastre, griglie a gas, elettriche, con pietre laviche e via dicendo. Resta la griglia ma anche in questo caso è indispensabile saperci fare. Allora, scaldare la griglia con un'abbondante brace di carbone di legna. La brace deve essere ben viva ma senza fiamma. Mettere su la carne "in piedi", ovvero dalla parte dell'osso, senza condimento per non indurirla e girarla una sola volta cucinandola 3-5 minuti per parte, finché non sarà scomparsa dall'osso ogni traccia di sangue. Quanto alle ricette c'è solo l'imbarazzo della scelta (tra i vari siti Internet: gamoto.net;cucinaericette.it;buonissimo.org;ricetta-online.c om/bistecca.asp).