Notificata dai pubblici ministeri Maria Cristina Gargiulo e Paolo Sirleo
La “tutela” dei cani, contestata l’associazione per delinquere
A quattro indagati del primo troncone di inchiesta che si estende sempre più. Contestati una serie di falsi materiali e ideologici. Il giudice per le indagini preliminari ha concesso altri sei mesi di indagini alla Procura. Richiesta assistenza alle autorità giudiziarie estere per svolgere accertamenti su alcuni territori europei ove venivano inviati i cani
5-5-2007  )  Napoli - Le accuse al momento sono pesanti e tali da far riflettere su quanto è accaduto nella “gestione” dei cani sull’isola d’Ischia. Ne sono consapevoli i sostituti procuratori della Repubblica Maria Cristina Gargiulo e Paolo Sirleo che conducono le indagini con l’ausilio degli agenti del commissariato di Ischia diretti dal vice questore Antonio Vinciguerra. I magistrati hanno chiesto al giudice per le indagini preliminari una richiesta di proroga di ulteriori sei mesi nei confronti di quattro indagati che fanno parte del primo troncone per le ipotesi di associazione per delinquere finalizzata alla commissione di una serie di falsi così come previsto e punito dall’art. 488 in relazione al falso materiale commesso dagli indagati non pubblici ufficiali, mentre per il solo pubblico ufficiale anche di falso ideologico. Le indagini sono talmente complesse che non consentono allo stato di poterle chiudere nei termini previsti dal codice e per tale motivo il giudice per le indagini preliminari ha autorizzato la pubblica accusa a proseguire nell’accertamento disponendo la notifica agli indagati. Che sono N. C., C. D. S., e M.B. dipendenti dell’Asl Napoli 2. Ed ancora C. P. e la signora E. S.. Decisione maturata allorquando ci sono state altre iniziative della stessa magistratura che hanno portato ad eseguire una serie di perquisizioni domiciliari e in attività ad esse collegate nei confronti di alcuni dei quattro che hanno ricevuto la richiesta di proroga e per altri soggetti per i quali si sta procedendo separatamente al fine di verificare il loro coinvolgimento o meno. La magistratura intende accertare se vi è stato un qualche traffico illecito o una cattiva gestione degli animali raccolti sull’isola d’Ischia. Capire se sussiste un connubio tra ufficio pubblico e soggetti privati che hanno interesse in questo settore. Il tutto è nelle mani degli agenti della Polizia di Stato che stanno verificando altri aspetti della vicenda che potrebbe portare molto lontano, al di là dei confini nazionali. Tant’è vero che pare che sia stata richiesta una rogatoria alle autorità giudiziarie e di polizia per svolgere alcuni accertamenti che diventano in questo momento indispensabili. Non più tardi del novembre scorso, contestualmente sono state svolte altre perquisizioni domiciliari e nelle attività che erano nella loro disponibilità, in cui si ipotizzava il solo reato di falso ideologico. Nel decreto di perquisizione i pubblici ministeri Gargiulo e Sirleo motivavano tale scelta spiegando che «secondo quanto accertato dalla polizia giudiziaria con informativa del 3 maggio 2006, vi sarebbero elementi per ritenere che dal canile ubicato nell’isola d’Ischia, gestito dalla Fondazione Annemarie Ernst per gli animali abbandonati dell’isola d’Ischia, verrebbero formati atti falsi inerenti alle pratiche di adozione degli animali. Invero la persona informata sui fatti, B.T., sentita il 29 marzo del 2006, ha affermato di avere effettivamente adottato un cane presso la struttura oggetto di attenzione e di avere, però, sottoscritto fogli in bianco, il tutto con la scusa che i promotori dell’adozione dovevano espletare delle non meglio formalità burocratiche. Dalla acquisizione documentale la dichiarazione appare riscontrata». Scrive testualmente il pubblico ministero. Ed ancora si entra nel merito della vicenda e che ha portato ad una iniziativa tanto importante quanto significativa per il prosieguo dell’inchiesta: «Considerato che – puntualizzano i pubblici ministeri Gargiulo e Sirleo – sempre secondo le parole della B.T., taluni degli atti sarebbero stati confezionati presso la Asl Napoli 2 di Ischia. Poiché vi è fondato motivo di ritenere che nei locali della sede della fondazione, del canile, presso la medesima Asl e in qualunque altro luogo chiuso pertinenziale alle sedi sopra richiamate potrebbero reperirsi elementi utili (documenti, supporti informatici, documenti bancari) in grado di confermare la ipotesi accusatoria; poiché sussiste la concreta possibilità che i beni ricercati (o parte di essi) possano essere detenuti sulla persona dell’indagato o di qualunque altro soggetto anche solo temporaneamente presente perquisendi, dispone la perquisizione nei confrontiá». I magistrati in quell’occasione disposero che gli accertamenti potessero essere disposti anche in altri luoghi non identificati compiutamente nel decreto e anche quelle persone che di fatto hanno un rapporto di lavoro molto stretto o che comunque possono, stando a quanto accertato poi sul posto dalla polizia giudiziaria, custodire materiale di estrema importanza. Ecco perché gli accertamenti, oltre che nelle abitazioni o luoghi privati, sono stati eseguiti presso la sede dell’Asl Napoli 2 e in particolare verso chi è sottoposto al vaglio della magistratura. Stessa iniziativa è stata portata a compimento non più tardi di un mese fa, quando gli uomini del vice questore Antonio Vinciguerra si sono mossi per eseguire altre perquisizioni disposte dalla magistratura. Toccando altri soggetti che fino a quel momento non comparivano tra le persone sospette e né iscritte a modello 21 per l’ipotesi di reato di maltrattamenti agli animali o comunque dell’utilizzo degli amici dell’uomo in modo non consono e rispettoso della legge. In quest’ultima perquisizione l’interesse della polizia giudiziaria si è rivolto esclusivamente nella gestione contabile della stessa associazione per capire quali fossero i flussi di denaro che entravano nelle casse sociali. Così come disposto dalla magistratura che per l’“affaire cani” ha ascoltato per molto tempo le numerose conversazioni telefoniche che sono state fatte tra i diversi indagati che hanno consentito di ottenere notizie assai importanti e tali da disegnare in modo preciso ed inequivocabile i rapporti intercorsi tra i vari indagati e se effettivamente c’è stato chi ha azzardato a spingersi verso viali poco chiari. Sarà comunque la magistratura a svolgere tutti gli accertamenti che riterrà più opportuni ed è giusto riaffermare che la nostra Costituzione sancisce che tutti sono innocenti fino a prova contraria. Ossia fino a quando non c’è una sentenza passata in giudicato di condanna. E’ certo comunque che gli elementi fin qui emersi hanno invogliato la magistratura a muoversi con una certa celerità, propendere per una proroga delle indagini al giudice per le indagini preliminari, accolta perché sono tuttora in atto altre verifiche che possono portare molto lontano.