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27 giugno 2006 - Cari amici,
Ieri mattina ho appreso che le Associazioni aderenti al
Movimento U.N.A., riunitesi nel febbraio scorso (in prevalenza
del Nord e senza che nelle convocazioni fosse specificato alcun
ordine del giorno), hanno deliberato che non bisogna portare i
cani fuori regione ed hanno intrapreso tra le varie iniziative
una petizione da presentare al nuovo governo affinché introduca
norme che vietino il trasporto dei cani fuori regione.
In verità, di questa iniziativa avevo sentito parlare ma avevo
ipotizzato che si riferisse alle convenzioni di alcuni Comuni
con canili privati ubicati fuori regione, anzi personalmente per
questi casi mi sembrava anche troppo largo l’ambito regionale,
si perché i canili convenzionati con i comuni dovrebbero essere
al massimo ubicati all’interno della stessa ASL di competenza
del singolo comune, affinché siano possibili i controlli
amministrativi e sanitari nonché le adozioni delle stesse
associazioni operanti sul territorio di provenienza dei cani.
Infatti, per alcune regioni come ad esempio la Campania,
potremmo trovarci ( e forse già avviene ) che i cani dei comuni
al confine con il Lazio vengano portati nell’estremo della
provincia di Salerno (CICERALE), lo stesso potrebbe avvenire per
quelli della Calabria (vedi Torre Melissa), della Sicilia, etc.
etc.
Invece, tale iniziativa è stata intesa dal Presidente nazionale
come un DIVIETO di dare in adozione cani NEANCHE A PRIVATI FUORI
REGIONE.
Pertanto, sono stato DIFFIDATO ad affidare a privati fuori
regione i cuccioli che purtroppo ritroviamo sul territorio,
nonostante l’intensa attività di sterilizzazione dei cani
randagi (150 soggetti in meno di 1 anno, 4 comuni coinvolti)
finanziata ( circa 7000 euro tra farmaci, mangimi,
antiparassitari, disinfettanti, attrezzature per il prelievo ed
il trasporto dei cani, strumentario chirurgico e compensivi di
veterinari libero professionisti) ed attuata ( usufruendo di
giorni di licenza e tutto il tempo libero) personalmente da me e
da mia moglie (sfortunata ad avermi sposato perché è di fuori
regione).
Per il momento sono in attesa di chiarimenti sia dalla
presidenza locale che nazionale, chiesti con urgenza perché già
oggi mi sono astenuto dal prelevare i soliti 2/3 cani dal
territorio di Aversa per farli sterilizzare all’ASL, altrettanto
avverrà mercoledì per i comuni di Lusciano, Frignano, Villa
Literno…
E poi devo sapere cosa devo farne degli 11 cuccioli ( 5 già
hanno una casa che li aspetta FUORI REGIONE) affidatimi dall’ASL
(per evitare che finissero in canile) e di altri 6 già
individuati sul territorio ed esposti ai pericoli della strada e
dei balordi che qui si divertono anche a dargli fuoco o a
collocarli lontano dall’abitato (spesso sulle superstrade).
Di certo non li abbandonerò, mi preoccuperò, come al solito, con
le mie sole forze, di trovare loro una sistemazione AFFIDABILE
(controllata spesso proprio da voi, amici di fuori regione che
ci avete dato una grande mano in questa “avventura”).
Mi chiedo, invece: se noi non possiamo portare cani dal sud al
nord, ad esempio Bologna da dove sembrerebbero partite la
maggior parte delle proteste, perché gli allevatori dal nord
possono portare cani al sud (vedi foto) che spesso vengono
abbandonati nonostante tatuaggi e MC (tanto per strada non
sopravvivono a lungo e nessuno rintraccerà mai il proprietario,
le nostre superstrade sono colme di carcasse di Pastori tedeschi
e Rottweiler)? Solo negli ultimi mesi abbiamo trovato 5 p.t. di
cui uno solo si è ritrovato il proprietario, per non pensare
alle cucciolate indesiderate che verranno abbandonate o quelle
desiderate che saranno affidate a terzi senza MC.
I cani che noi portiamo al “NORD” sono tutti con MC e ci
preoccupiamo di seguire gli affidatari per far sterilizzare le
femmine quando non l’abbiamo potuto fare noi in partenza perché
troppo giovani.
Poiché a tutte le mie domande il Movimento sicuramente non darà
alcuna risposta, ed agirà d’imperio come già fatto e non so a
che titolo, sicuramente continuerà la sua crociata che bloccherà
tutte le adozioni dal Sud, vi invito a trovare delle
contro-iniziative alla petizione che stanno facendo.
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