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ASIA NEWS
11 LUGLIO 2007
CINA
Nuovi scandali per il mercato nero del sangue e la macellazione di maiali malati Ordinata per legge la “videosorveglianza” sui centri per donare il sangue, per combattere il mercato nero. A Shenzhen denunciata la vendita di carne di maiali malati. Esperti: per la sicurezza alimentare occorre creare un sistema politico rispettoso dei diritti dei cittadini. ![]()
Pechino (AsiaNews/Agenzie)
– Per impedire il diffuso mercato nero del sangue, il ministro della
Sanità ha detto che da ottobre ogni flacone sarà accompagnato dal
filmato del prelievo. Nelle ultime settimane nel Guangdong 6 persone
sono finite in carcere per avere proposto a operai migranti di vendere
il sangue e tre cliniche del sangue sono state chiuse per avere
falsificato i dati dei donatori e altri misfatti.Pechino non riesce a
stroncare il mercato nero del sangue, spesso prelevato e utilizzato
senza controlli e con documenti falsi. Negli anni ’90 decine di migliaia
di persone, specie nell’Henan, hanno contratto l’Hiv-Aids per
trasfusioni con sangue infetto presso cliniche statali. Lo scorso aprile
nel Guangdong è stato scoperto un racket per il prelievo e la vendita di
sangue comprato da persone spesso malate, che ha causato una vera
epidemia di epatite. A giugno in 18 ospedali pubblici del Jilin sono
stati sequestrati oltre 2mila flaconi di plasma contraffatto, contenente
invece polisorbato 80, sostanza priva di utilità per l’organismo e che
può causare gravi allergie e la morte.Intanto il 9 luglio il quotidiano
Daily Sunshine ha denunciato che a Shenzhen circa 260 maiali,
anche malati e già morti, sono stati macellati presso tre mattatoi
illegali e poi immessi nel mercato. Sono in corso indagini. Per salvare
la credibilità commerciale dopo i numerosi gravi scandali su alimenti e
medicine dannosi e contraffatti, Pechino annuncia sempre maggiori
controlli. Oggi l’Agenzia per gli alimenti e i farmaci ha annunciato
maggiori controlli prima di approvare nuove medicine e una stretta
sorveglianza sui piccoli produttori aimentari, spesso accusati di
utilizzare sostanze di bassa qualità o addirittura nocive e di operare
al di fuori di qualsiasi controllo. Da settembre tutti gli alimenti
esportati dovranno avere il timbro di controllo dell’Amministrazione
generale per la supervisione e l’ispezione della qualità e la
quarantena. Questa Amministrazione ha indicato oggi che ha trovato
223.297 fabbriche alimentari (il 50% di quelle ispezionate) non in
regola con le autorizzazioni e altre 164.149 che producevano cibi come
riso, grano, soia, vino e olio per cuocere senza autorizzazione. I dati
in realtà accrescono la preoccupazione per la
trascuratezza dimostrata per anni da Pechino in materia di sicurezza
alimentare. Oggi gli organi di stampa statali dicono che l’esecuzione,
avvenuta ieri, di Zheng Xiaoyu, ex capo dell’Amministrazione statale per
gli alimenti e i farmaci, costituisce anche monito per i corrotti, che
saranno perseguiti senza riguardo per la loro carica.Ma analisti
commentano che Zheng ha potuto compiere misfatti per anni prima di
essere scoperto, e che la corruzione si è diffusa in profondità insieme
alla crescita economica, anche perché i funzionari spesso non rispondono
per la violazione dei diritti della popolazione. Hu Xingdou, professore
dell’Istituto di Tecnologia di Pechino, osserva che questa esecuzione
“può soddisfare il desiderio di vendetta dell’uomo comune”, “ma non
fermerà la corruzione”, “molto diffusa perché in funzionari pubblici
rischiano poco. Secondo me, molti di loro pensano che Zheng è stato
sacrificato in una battaglia politica e non che è stato punito per avere
violato i diritti della popolazione”. (PB)
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