Signor Direttore,

non sono un esperto in materia, ma leggo moltissimi libri di argomenti vari e, in particolare, mi aveva molto colpito il libro scritto a Gina Kolata (microbiologa e virologa) intitolato Epidemia (ed. Mondadori stampato nel 2000).

Nel libro si specula sulla possibilità di ritorno di una pandemia tipo quella conosciuta con il nome di Spagnola che ha ucciso milioni di persone nel 1918, ma si descrivono anche altre possibili epidemie quali l'influenza suina scoppiata fra i militari di Fort Dix (New Yersey USA) nel febbraio 1976 che ha causato morti umane ed ha indotto il Governo  alla vaccinazione di massa con pesanti effetti collaterali (sindrome di Guillain-Barré).

Anche di epidemia aviaria H5N1, isolata a Hong Kong nel 1997, si leggono numerose pagine contenenti ipotesi varie e abbastanza pessimistiche sul possibile passaggio dai polli ai maiali e da questi all'uomo.

Ora mi domando, se la malattia era nota fin dal 1997 cosa ha impedito alla sanità pubblica di provvedere tempestivamente alla modifica delle condizioni di vita degli animali d'allevamento al fine di rendere meno facile il propagarsi di eventuali malattie che, come tutti sanno, tendono a svilupparsi quando la densità abitativa diventa insostenibile; e cosa ha impedito alla potente industria farmaceutica di lavorare per la produzione di un vaccino serio se, come si legge in questi giorni, tutti gridano della probabile pandemia che starebbe per investire il mondo intero?

Mi pongo, infine, un'ultima domanda: dove è finita l'umanità se tutti assistono impassibili non solo alla vista degli animali rinchiusi in biechi allevamenti intensivi, ma anche ai sistemi a dir poco barbarici con i quali vengono catturati e distrutti (ancora vivi) pennuti di vario tipo trattati peggio che se fossero sassi?

Mi pare di essere ritornata alla caccia alle streghe solo che oggi, invece delle streghe e della Santa Inquisizione, ci troviamo di fronte ad animali selvatici e di allevamento condannati a morte da veterinari e, per quelli selvatici, condannati anche a morire di fame da sindaci tremebondi che vietano di dar loro il solito cibo al quale si sono abituati e che, specie durante i mesi invernali, consente loro  di continuare a viviere.

Distinti saluti

 

Ebe Dalle Fabbriche presidente nazionale dell'associazione di volontariato UNA uomo natura animali

San Piero a Sieve (FI) e sezioni operanti in tutta Italia