Bruno: la posizione del WWF Germania

La storia di Bruno ha commosso e indignato tutta Europa; la decisa denuncia della stupidità del suo abbattimento è stata unanime da parte del mondo ambientalista, con una sola vergognosa eccezione. Il WWF Germania. Riportiamo qui di seguito due articoli pubblicati sul sito del WWF Germania e un nostro commento (28/06/06)
La pagina del sito del WWF tedesco sulla storia di BrunoDal sito WWF Germania (www.wwf.de)

WWF Germania: "Abbiamo ora bisogno di un piano di gestione che stabilisca come possono convivere uomini e orsi, poiché il prossimo orso può arrivare in Baviera in qualsiasi momento".  L'orso bruno JJ1 è morto: gli sforzi delle scorse settimane per catturarlo sono stati purtroppo inutili.

Francoforte, 26. Giugno 2006 - Dopo varie settimane di cammino attraverso Austria e Baviera, Bruno è stato fucilato. Il WWF se ne dispiace molto. I nostri "protettori della natura" erano da 6 settimane impegnati nella sua cattura. Il primo orso, che dopo 170 anni era ritornato in Baviera, ha colpito per la sua estrema tendenza a percorrere lunghe distanze e la poca timidezza verso gli uomini, come dimostra la scia di danni e avvistamenti nelle vicinanze di centri abitati.
 
Il WWF sottolinea che si tratta di un animale "caratteriale" e spera che la Baviera sia aperta a incontrare un nuovo orso bruno che potrebbe in un futuro giungere. "Noi dobbiamo prepararci a questa situazione e abbiamo bisogno di un piano organizzativo ben congegnato che contenga in modo preciso come possono convivere gli uomini e gli orsi" dice Roland Melisch, esperto in protezione della specie del WWF e richiede "prima questo piano sarà pronto meglio sarà, il prossimo orso può giungere in Baviera in qualsiasi momento".
 
In Austria, con l'aiuto di un piano organizzativo già dal 1996 è stata regolata la convivenza dell'uomo e dell'orso con successo. Questo piano contiene per esempio indicazioni sulle misure di protezione che gli apicoltori e pastori possono adottare, chiarimenti a cacciatori, guardie forestali ma anche a escursionisti, raccoglitori di funghi e bacche, campeggiatori, parroci, etc.
 
La cronaca delle operazioni di salvataggio per Bruno:

  • 5 Maggio: gli "avvocati dell'orso" del WWF Austria vengono informarti per la prima volta dell'avvistamento di un orso nella zona di Oberinntal. Hanno inizio molti altri avvistamenti e danni che si susseguono con lo spostamento dell'orso verso il confine austro-tedesco.
  • 11 Maggio: l'avvocato WWF degli orsi,  Georg Rauer, viene contattato dalla regione austriaca del Vorarlberg  perchè un orso è penetrato in una stalla di pecore attraverso due porte chiuse. Il team di esperti con al centro i due i "avvocati degli orsi" Rauer e Walter Wagner (forestale austriaco) verifica i danni, esamina ogni avvistamento e media tra abitanti e autorità.
  • 19 Maggio:  il team WWF cerca di catturare l'orso vivo con una speciale trappola avuta dallo zoo di Schönbrunn a Vienna. La cattura si presenta difficoltosa perchè l'orso non ritorna nei suoi precedenti posti. Il WWF prende in considerazione la possibilità di acquistare un'altra trappola per aumentare le possibilità di cattura.
  • 22 Maggio: il biologo ed esperto orsi dell'università di Friburgo, Dr. Felix Knauer, fornisce consulenza al Ministro dell'Ambiente bavarese e appoggia il team che cerca di catturare l'orso.
  • 25 Maggio: il WWF ordina una seconda trappola dagli USA dove viene impiegata con successo per la cattura per gli orsi neri
  • 28 Maggio: la fondazione per la protezione degli animali  "Vier Pfoten" ("Quattro zampe") appoggia il team di cattura ma si ritira presto. "Vier Pfoten" con la Fondazione per gli orsi si assicura che l'orso in caso di cattura sia portato al Wildpark Poing presso Monaco.
  • 29 Maggio: l'orso chiamato Bruno viene identificato come  JJ1, un giovane che viene dal Trentino. 
  • 1 Giugno: l'esperto veterinario in anestesia di animali selvatici  Professor Christian Walzer dell'università di Vienna è  pronto a intervenire. Riuscire nell'impresa di addormentare l'orso è ritenuto molto difficile tra gli esperti: una freccia narcotizzante agisce lentamente ed il tiro è più instabile rispetto a quello di un pesante proiettile. Inoltre dato che l'effetto del narcotico si manifesta dopo alcuni minuti, in questo periodo l'orso può diventare aggressivo e bisogna mantenere una grande distanza di sicurezza.
  • 7 Giugno: il WWF innesca due trappole per orsi e contribuisce agli sforzi per catturarlo. 
  • 10 Giugno: visto che JJ1 rende tutti i possibili metodi di cattura inutili per le grandi distanze che copre, viene chiamato alle dipendenze del Ministero dell'Ambiente bavarese e del Consiglio Tirolese un team speciale dalla Finlandia con cani svedesi altamente specializzati. L'avvocato WWF dell'orso appoggia logisticamente questo team e nel riconoscimento delle tracce. Per uomini e cani la sfida si presenta difficile sia per le condizioni meteo sia per i ripidi territori alpini.
    I radiocollari con i quali viene mantenuto un contatto con i cani via GPS non hanno spesso ricezione. Le ripide pendenze impediscono al team di esperti di notte di seguire velocemente i cani. 
  • 20 Giugno: dalla Polizia viene messo a disposizione del team finlandese un elicottero, in modo possa di nuovo muoversi. In varie occasioni i segugi sono sulle tracce dell'orso ma  non si riesce ancora a catturarlo. Tra i vari motivi fitte e impenetrabili boscaglie, territorio alpini scoscesi, insormontabili pietraie.
  • 26 Giugno: Bruno viene ucciso in mattina. Ha fine il compito del team finlandese e anche il tentativo di cattura da parte del WWF.

(la versione in tedesco di questa cronaca si trova a questo indirizzo)  
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La fine di Bruno: l'inizio di una terra per gli orsi in Germania?  (sintesi a cura di Tutelafauna)
 
Come tante alte persone anche l'Amministratore del WWF Germania Dr. Peter Prokosch ha appreso con dolore della morte di Bruno. Come WWF abbiamo cercato di fare il possibile, e più di ogni altra organizzazione di protezione ambientale, per salvare l'animale come dimostra la cronaca degli eventi. "La fucilata era per noi la peggiore alternativa pensabile" ha dichiarato Prokosch che prosegue il proprio intervento sostenendo che purtroppo l'orso Bruno era troppo poco timido e aveva dei comportamenti tali da poterlo far diventare un potenziale rischio per gli abitanti. "La pubblica sicurezza è comunque di competenza delle autorità, che hanno visto dei pericoli a causa dell'orso e per questo hanno deciso l'abbattimento".
 
Prokosch ammette comunque che nel dibattito non c'è sempre stata unitarietà di vedute tra gli esperti e fraintendimenti  hanno poi trovato diffusione nella stampa. Porta come esempio le esternazioni fatte alla stampa da Susanne Grof, portavoce del WWF Austria, che ha frainteso la posizione del WWF Germania o le cui dichiarazioni sono state riportate in modo falso dalla stampa.  Prokosch ribadisce che "il WWF voleva  questo orso vivo". I molti messaggi giunti al WWF Germania dopo la morte dell'orso renderanno più forte l'impegno dell'Associazione e Bruno diventerà il simbolo della protezione della specie in Germania per tutti gli altri orsi bruni che forse lo seguiranno.

In tutta la tragedia del caso Bruno è importante sottolineare secondo Prokosch "che non c'è stato in Germania nessun comportamento sostanzialmente contro gli orsi selvatici vivi, al contrario: Bruno e i media hanno accresciuto la simpatia della Germania come paese degli orsi" e si augura di vedere ancora orsi nelle alpi tedesche. "Il WWF è stato in contatto con le autorità e ha offerto l'esperienza decennale del management di fauna selvatica, così che possa esserci per la prossima storia di un orso un finale felice".

Dr. Peter Prokosch
Geschäftsführer WWF Deutschland

(la versione in tedesco di questa cronaca si trova a questo indirizzo)


Il commento di Tutelafauna

Una delle ultime immagini di Bruno vivoÈ difficile commentare le dichiarazioni del WWF Germania. Per chi non solo si preoccupa della tutela della fauna, ma vi è direttamente impegnato, è difficile accettare che una Associazione ambientalista di un tale peso e prestigio possa mascherare dietro una facciata formale da grigio burocrate la propria assoluta inadeguatezza di fronte alla situazione. E' difficle proprio perchè chi si impegna in queste cose ci mette il cuore, la passione e quando vede grigi burocrati che si auto-assolvono per aver speso qualche inutile soldo o aver passato altrettante inutili carte, si incazza. Anche perché poi alla fine pure i soldi erano i suoi...

In sintesi la posizione del WWF Germania è che è stata una triste storia in cui tutti hanno fatto il possibile ma l'orso non ha collaborato: lo stupido plantigrado si muoveva troppo e troppo velocemente, andava a cacciarsi in posti poco comodi per gli spostamenti di chi lo inseguiva, testardamente non ha mai voluto entrare in una trappola, era un insolente che si prendeva troppe confidenze e soprattutto è arrivato prima che il WWF potesse predisporre un piano per gestirlo. Insomma, ci spiace, ma non si poteva fare altrimenti! Vedrete che col prossimo andrà meglio!

Il prossimo orso sarà meglio che prima verifichi il livello di preparazione del WWF Germania, poi il termine di una campagna di informazione e sensibilizzazione della popolazione, quindi l'approntamento di percorsi riservati, aree di sosta e rifornimento, zone dove non si deve avvicinare. Fatto tutto questo, sarà il benvenuto. Prima... non si lamenti se gli sparano a meno che non si dimostri cooperativo con chi piazza trappole o lo insegue coi cani!

Il WWF ha "consigliato", si è inventato gli "avvocati dell'orso", ha consultato Esperti, coinvolto Professori e buttato via un po' di soldi per importare una trappola per orsi dagli USA. E non ha concluso niente. Ai cacciatori hanno detto "sparategli" e cinque minuti dopo l'orso era morto: casualmente non ci sono state più condizioni atmosferiche avverse, ripidi pendii e boscaglie impenetrabili. Forse perché si sono limitati a fare ciò che tradizionalmente sanno fare con gusto, cioè ammazzare, anziché smuovere decine di presunti "esperti".

L'Europa si ribella visceralmente per la morte di Bruno, per quello che rappresentava, per la sua selvaggia bellezza, per il suo spirito birbone e anarchico, per la sua libertà di andare dove voleva e il grigio burocrate tedesco – che per inciso è proprio con questi sentimenti della popolazione che si fa pagare lo stipendio, coi soldi dei soci del WWF Germania – risponde dicendo di avere contattato l'esperto, il professore, l'avvocato, il veterinario... e che più di così non si poteva fare. Peccato! Vedrete che col prossimo faremo meglio, e con quello dopo ancora. Intanto la fila di orsi impagliati nel museo si allunga, macabro monumento alla stupidità di burocrati come lui. Anzi, c'è già da immaginarselo, il bravo passacarte del WWF Germania, che allunga il cappello a qualche Ministero per farsi finanziare uno "Studio su come preparare la Germania ad accogliere l'orso bruno". Dopo la beffa, il guadagno.

E poi il delirio. In Africa addormentalo leoni, elefanti e rinoceronti: robetta, secondo Prokosch, mica come un orso bruno di 2 anni, animale pericolosissimo! Anche il solito "esperto" dice che è difficile! E poi vanno studiate raccomandazioni per pastori, raccoglitori di funghi, escursionisti, parroci (parroci? Ebbene sì, parroci... forse perché il ligio burocrate ha sentito dire che sono "pastori del gregge dei fedeli" o sentito di "pecorelle smarrite" e quindi pensa siano potenzialmente esposti al pericolo orso!): non bastava copiare quelle degli austriaci (sono già scritte in tedesco...) oppure guardare alla Slovenia o alla solita Italietta, tanto criticata, ma che faticosamente coi suoi orsi convive e non gli spara se mangiano una gallina (ma li ammazza comunque, non facciamoci illusioni!).

Insomma, mentre il WWF Italia assume una posizione decisa, chiara, di denuncia della mala gestione dell'intera storia, il WWF Germania fa spallucce, dice di essere con la coscienza a posto e che "Bruno diventerà un simbolo per il ritorno dell'orso in Germania". Gli serviva un orso morto per tale ambizioso progetto?

Qualsiasi dirigente che avesse un minimo di dignità, di fronte a tante vibrate proteste ammetterebbe il proprio assoluto fallimento nella gestione di questa storia e se ne andrebbe. Se WWF International avesse a cuore l'immagine del Panda (un orso, guarda che coincidenza!) dovrebbe prendere adeguati provvedimenti perché il WWF Germania l'ha svergognata davanti a milioni di persone.

La missione del WWF è chiara: "Vogliamo costruire un futuro in cui l'uomo possa vivere in armonia con la natura". Forse ai tedeschi è caduto l'occhio sul "futuro": quindi è colpa di Bruno che viveva il suo magnifico presente, libero. Ha sbagliato. Doveva aspettare il "futuro" per poter vivere.