La Regione, 10.07.2007
 

Scimmia fugge dallo zoo
Una distrazione, le misure di sicurezza a norma di legge

Non c’è tregua allo zoo al Maglio di Magliaso. Dopo che lo scorso fine maggio un gruppo di ani­malisti nella notte aveva liberato alcuni animali dalle gabbie con conseguenze drammatiche (più di un esemplare era morto), negli scorsi giorni una scimmietta è riuscita a scappare. Nel frattem­po la proprietaria della struttura sta provvedendo a una doppia recinzione e sta valutando la posa di videocamere per impedire che terzi possano di nuovo entrare nello zoo ed aprire le gabbie fir­mando così la condanna a morte per altri animali. « L’animale ha approfittato del momento della di­stribuzione del cibo per fuggire dalla porta. La scimmietta è stata ritrovata nel bosco il giorno se­guente. È stato un incidente che può capitare » ci dice la gerente Edith Fehr-Bloch. Ma c’è chi inve­ce – come il deputato in Gran Consiglio Bill Arigo­ni – parla di cattiva gestione dello zoo e di un pro­blema legato alla sicurezza ricordando che già qualche anno fa era scappata una lince, animale ben più pericoloso... « L’episodio della scimmia non ci è stato segnalato, come invece imporrebbe la prassi per questi casi. Ma chiariamo una volta per tutte che lo zoo al Maglio risponde a tutti i parame­tri di sicurezza richiesti dalla legge. Io stesso ho controllato gabbia per gabbia, metro in mano, che tutti i requisiti fossero rispettati. Anche le condizio­ni in cui sono tenuti gli animali sono buone » spiega Luca Bacciarini, dell’Ufficio del veterinario can­tonale.
Sì, ma come la mettiamo con la lince che era riuscita a uscire dallo zoo? « La colpa non era im­putabile in nessun modo ai gerenti dello zoo. L’ura­gano Lothar aveva spazzato via un albero che, ce­dendo, ha divelto la recinzione permettendo alla lince di fuggire. I proprietari dello zoo, proprio per evitare l’eventualità del ripetersi di un simile episo­dio, hanno nel frattempo sradicato tutte le piante nei recinti degli animali pericolosi» aggiunge anco­ra Bacciarini. La questione su cui chinarsi, per il funzionario cantonale, è un’altra: « Il discorso è più generale ed è se gli zoo in generale, e quindi non solo quello di Magliaso, hanno ancora ragione d’essere o se invece andrebbero permessi solo quelli con sco­po scientifico. Il dibattito da fare è dunque a livello politico ».Intanto in merito al caso delle scimmie tenute a Cozzo da un privato, la Società protezione anima­li fa sapere che la misura della gabbia è conforme alle disposizione di legge. Ora « la patata passa al comune che deve stabilire se l’odore è accettabile dai vicini» . R.B.

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Fonte: Ticinonline - Notizia del 10/07/2007 - 08:33

E' breve la libertà ritrovata del primate. Era riuscita a scappare qualche giorno fa, ma è stata ritrovata il giorno dopo in un bosco. La titolare dello zoo: "Cose che capitano".

MAGLIASO - Questa volta ad evadere è stata una scimmia. Lo Zoo di Magliaso ha visto ancora le sue gabbie aprirsi. Questa volta sembra però che sia stata una distrazione della proprietaria che ha lasciato la gabbia aperta al momento della distribuzione del cibo. La proprietaria minimizza e, come riporta il quotidiano "LaRegione" dice che "è un incidente che può capitare.

Il veterinario cantonale Luca Bacciarini assicura che la gabbia e lo zoo al Maglio "risponde a tutti i parametri di sicurezza richiesti dalla legge". E aggiunge: "Io stesso ho controllato gabbia per gabbia, metro in mano, che tutti i requisiti fossero rispettati. Anche le condizioni in cui sono tenuti gli animali sono buone". Tutto in regola quindi, ma il veterinario Bacciarini propone il dibattito a livello politico sul senso che può ancora avere un giardino zoologico: "Il discorso più generale è se gli zoo, e quindi non solo quello di Magliaso, hanno ancora ragione di essere o se invece andrebbero permessi solo quelli con scopo scientifico. Il dibattito da fare è dunque a livello politico".

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comunicato SpaB www.spab.ch

 

COZZO
 
Alle scimmiette in gabbia manca la foresta Sudamericana.
 
Per questi primati, appartenenti alla famiglia dei Callitricidi, che vivono nelle foreste della Bolivia, Colombia e Brasile, il fatto di dover starsene in una gabbia, dietro una staccionata e lontano dalla natura non è certo motivo di felicità.
 
Dopo la segnalazione all’Autorità, su reclamazione di alcuni abitanti del luogo, vi è stata la visita del sostituto veterinario cantonale che ha stabilito come la misura della gabbia, indicata dal regolamento d’applicazione della Legge federale sulla protezione degli animali è sufficiente.
Ora la patata passa al comune che deve stabilire se l’odore è accettabile dai vicini.
Lo scorso 13 giugno, in una giornata calda, gli ispettori della Spa di Bellinzona chiamati in loco, si sono resi conto che l’aria respirabile sulla strada era nauseabonda.
 
La Spab ricorda che lo scopo unico della vita, per gli animali selvatici tenuti in voliere, gabbie, terrari e acquari è quello di fuggire verso la libertà, anche a costo di morire.