|
LIBERO
8 MAGGIO 2007
Tiene in casa otto
cani Il sindaco lo vuole sfrattare
GILBERTO BAZOLI
CREMONA Una
persona è libera di tenere in casa propria 8 dobermann che possono
incutere timore ma non hanno mai fatto male? No secondo il Comune, che
ha intimato al padrone dei cani di allontanarli; sì per gli
ambientalisti, che hanno presentato ricorso al presidente della
Repubbica. Al centro del braccio di ferro c'è un quarantaduenne
dall'aspetto mite che abita dal 1986 nelle ex scuole elementari di san
Savino, una frazione della città. Prima negli alloggi ricavati
all'interno del vecchio stabile, bisognoso di interventi urgenti e di
proprietà del Comune, abitavano altre famiglie, ma da qualche tempo è
rimasto solo l'appassionato di dobermann. Tre maschi e 5 femmine, il più
grande ha tre anni, i più piccoli 13 mesi. Nomi come Patric e Paul,
Giada e Penelope. Il loro padrone non ha avuto un'adolescenza facile,
forse è anche per questo che si è appassionato a loro. Sono in forma,
ben nutriti e puliti. Non per niente sono degli habituè delle
esposizioni specializzate. Visti in gruppo, oltre la cancellata che
delimita il giardino, destano una certa impressione, ma varcato
l'ingresso fanno le feste. Logico che i vicini non gradiscano. Ci sono
state anche raccolte di firme contro gli inquilini a quattro zampe. Ma
la convivenza, pur tra alti e bassi, è andata avanti. Qualche tempo fa
la svolta, contenuta nelle tre pagine dell''ordinanza contingibile ed
urgente' del sindaco, Gian Carlo Corada (Ds), su una situazione «che si
protrae da alcuni anni esasperando i vicini e arrecando preoccupazioni,
anche in merito alla sicurezza e alla tranquillità dei residenti». Il
sindaco si richiama al regolamento regionale «che prevede, in zone
residenziali, un numero massimo di due cani a distanza di 10 metri da
abitazioni di terzi». Conclusione: «Si ordina l'allontanamento dei cani
entro 15 giorni». Il termine è scaduto, ma i dobermann sono rimasti.
«Dal Comune - afferma il loro padrone - mi hanno anche proposto di
tenerne due e trasferire gli altri 6 al canile municipale. Ma sarebbe
come se una madre portasse suo figlio in collegio. So quel che dico: a
me è capitato davvero». Alla vicenda si sono interessati gli ecologisti
dell'Enpa (Ente nazionale protezione animali) e dell'Una (Uomo-natura-animali),
che hanno inoltrato un 'ricorso straordinario' al prefetto e al capo
dello Stato. Le obiezioni del Comune vengono rigettate punto su punto:
«Nell'ordinanza del sindaco si parla di 'salvaguardia della pubblica
sicurezza' senza peraltro indicare mai la reale constata pericolosità
dei cani, basandosi, quindi, su un semplice presupposto non fondato sui
fatti». Quanto alle linee guida della Regione, «non sono mai mai state
recepite dal Comune e non risultano inserite nel suo regolamento». I
dobermann «sono sempre stati iscritti all'anagrafe canina tenuta
dall'Asl. Ne consegue che la loro presenza non è mai stata clandestina e
sconosciuta». Il loro amico ha lanciato, sinora inutilmente, un'idea
semplice: «A fianco della mia casa c'è un altro stabile comunale
abbandonato il cui giardino non dà sulla strada ma sul retro. I miei
dobermann non hanno mai morso nessuno, ma lì la sicurezza sarebbe ancora
maggiore. È troppo chiedere di spostarci di pochi metri?».
LA PROVINCIA DI CREMONA
8 MAGGIO 2007
Cremona. Ricorso di Enpa e Una a Napolitano in difesa di un
residente a S. Savino
‘Troppi otto dobermann in casa’ Il Comune ordina al padrone di allontanarne sei. Lui resiste
CREMONA — Scontro aperto tra il Comune e gli
animalisti su otto dobermann che vivono in una casa con il loro
proprietario. Il Comune ha intimato al quarantaduenne, residente a San
Savino in un alloggio popolare all’interno di un edificio di proprietà
comunale, di tenerne al massimo due e di allontanare gli altri entro 15
giorni, affidandoli al canile. Della vicenda si sono interessate le
associazioni Enpa e Una che hanno inoltrato un ricorso straordinario al
presidente Napolitano, negando la pericolosità dei cani in questione.
**************
Il caso. Il loro padrone vive in un alloggio popolare di San
Savino. Ordinanza del sindaco e ricorso al capo dello Stato
Otto dobermann in casa: sfrattati Il Comune: allontanarli Gli animalisti si oppongono
di Gilberto Bazoli
CREMONA - È scontro aperto tra il Comune e
gli ecologisti su 8 dobermann che vivono in casa con il loro padrone.
L’Amministrazione municipale gli ha intimato di allontanarli, ma gli
ecologisti hanno presentato ricorso al capo dello Stato. Al centro del
caso, arrivato sul tavolo della giunta, un quarantaduenne dall’aspetto
mite che dal 1986 abita a San Savino, in un alloggio popolare ricavato
all’interno di un edificio di proprietà comunale. Prima erano occupati
anche gli altri appartamenti, ma adesso c’è solo lui con i suoi 8 cani.
Tre maschi e 5 femmine, il più grande ha tre anni, i più piccoli 13
mesi. Nomi come Patric e Paul, Ciada e Penelope. Sono in forma, ben
nutriti e puliti. Non per niente sono degli habitué delle esposizioni
specializzate. Visti in gruppo, oltre la cancellata che delimita il
giardino, destano una certa impressione, ma varcato l’ingresso fanno le
feste. Logico che i vicini non gradiscano. Ci sono state anche raccolte
di firme contro gli inquilini a quattro zampe. Ma la convivenza, pur tra
alti e bassi, è andata avanti. Qualche tempo fa la svolta, contenuta
nelle tre pagine dell’‘ordinanza contingibile ed urgente’ del sindaco
Gian Carlo Corada su una situazione «che si protrae da alcuni anni
esasperando i vicini e arrecando preoccupazioni, anche in merito alla
sicurezza e alla tranquillità dei residenti». Il sindaco si richiama al
regolamento regionale «che prevede, in zone residenziali, un numero
massimo di due cani a distanza di 10 metri da abitazioni di terzi».
Conclusione: «Si ordina l’allontanamento dei cani entro 15 giorni». Il
termine è scaduto, ma i dobermann sono rimasti. «Dal Comune — afferma il
loro padrone — mi hanno anche proposto di tenerne due e trasferire gli
altri 6 al canile municipale. Ma sarebbe come se una madre portasse suo
figlio in collegio. So quel che dico: a me è capitato davvero». Alla
vicenda si sono interessati gli ecologisti dell’Enpa (Ente nazionale
protezione animali) e dell’Una (Uomo-natura-animali), che hanno
presentato un ‘ricorso straordinario’ al prefetto e al capo dello Stato.
Le obiezioni del Comune vengono rigettate punto su punto:
«Nell’ordinanza si parla di ‘salvaguardia della pubblica sicurezza’
senza peraltro indicare mai la reale constatata pericolosità dei cani,
basandosi, quindi, su un semplice presupposto non fondato sui fatti».
Quanto alle linee guida della Regione, «non sono mai mai state recepite
dal Comune e non risultano inserite nel suo regolamento». I dobermann
«sono sempre stati iscritti all’anagrafe canina tenuta dall’Asl. Ne
consegue che la loro presenza non è mai stata clandestina e
sconosciuta». Il loro amico ha lanciato, sinora inutilmente, un’idea: «A
fianco della mia casa c’è un altro stabile comunale abbandonato il cui
giardino non dà sulla strada ma sul retro. I miei dobermann non hanno
mai morso nessuno, ma lì la sicurezza sarebbe ancora maggiore. È troppo
chiedere di spostarci, io e loro, di pochi metri?».
|