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MARKET PRESS
18 FEBBRAIO 2009
SERVIZI VETERINARI IN VENETO: IN MERITO A SOSPETTE INTOSSICAZIONI DA MELAMINA SITUAZIONE SOTTO CONTROLLO
Elena Donazzan, assessore regionale ai Servizi veterinari, in merito alla segnalazione di sospetta intossicazione da melamina di due cani della provincia di Treviso, fa sapere che la “situazione è sotto controllo”. “L’istituto Zooprofilattico delle Venezie - specifica l’assessore regionale - ha eseguito l’esame autoptico su due cani che erano morti alla fine dello scorso anno (rispettivamente 10 novembre e primo dicembre), esame che ha evidenziato un quadro anatomo-patologico riferibile ad una sospetta intossicazione da melamina”. “Conseguentemente - prosegue Donazzan - il veterinario curante ha inviato all’Istituto Zooprofilattico, per gli opportuni accertamenti, due campioni di mangime utilizzato nell’alimentazione degli animali, campioni che, però, erano stati prelevati da confezioni aperte e per loro natura non potevano avere carattere di ufficialità”. “I successivi accertamenti di laboratorio - assicura l’Assessore - hanno evidenziato la presenza di melamina con valori rispettivamente di circa 300 volte e 60 volte il limite massimo indicato a livello comunitario ed, a seguito della segnalazioni di positività, il Servizio Veterinario della competente Azienda Ulss e il Comando Nas di Treviso, hanno fatto un sopralluogo dal proprietario dei cani, che tuttora ne ha 11 in ottimo stato di salute e nutrizione”. Donazzan aggiunge: “I carabinieri del Nas, hanno prelevato campioni delle rimanenze del mangime e l’Unità di progetto sanità animale della Regione del Veneto ha chiesto al Servizio veterinario dell’Azienda Ulss una dettagliata relazione in merito ed ha verificato, in Regione Lombardia, l’attivazione dei controlli nello stabilimento di produzione del mangime”. “Gli accertamenti - conclude Donazzan - sono tuttora in corso”. IL GAZZETTINO 17 FEBBRAIO 2009
Crocchette letali per due segugi a San Fior: disposto l’esame veterinario, l’Istituto Zooprofilattico conferma la presenza della sostanza Cani uccisi: è allarme melamina Riscontrati valori troppo elevati: immediati accertamenti sul mangime, l’Usl 7 allerta il Ministero
Elisabetta Gavaz
San Fior (TV) - Nelle crocchette con cui venivano nutriti, fatte analizzare dopo la loro morte, sono state trovate percentuali di melamina pari a 700 volte il massimo consentito. Dopo aver avvelenato alcuni bambini in Cina, la melamina potrebbe aver ucciso anche in Italia. Non dei neonati, per fortuna, ma dei cani. Almeno due, di proprietà di una signora di San Fior: il numero di cani e gatti stroncati dalla melamina potrebbe essere, però, molto più elevato considerato che non sono molti i proprietari che, di fronte ai decessi dei loro adorati “cuccioli”, si danno la briga di pagare autopsia ed esami sui mangimi per stabilirne le cause. I risultati degli esami sulle crocchette, che rilanciano l’allarme melamina, fatti dall’Istituto Zooprofilattico del Veneto e confermati da quello di Torino, sono stati immediatamente trasmessi all’Usl che ha allertato Regione e Ministero: «Stiamo completando gli accertamenti, poi predisporremo una relazione che invieremo sia all’assessorato alla Sanità che al Ministero della Salute», spiega il dottor Antonio Brino, responsabile del Dipartimento di Prevenzione dell’Usl 7. Il cibo che veniva dato ai due cagnolini morti proveniva da una nota azienda lombarda su cui scatteranno immediati accertamenti per verificare cause ed estensione della contaminazione da melamina nei mangimi commercializzati: si verificherà, tra l’altro se alcuni dei materiali utilizzati siano stati importati dalla Cina. A suscitare i primi dubbi in A.P., che ha subito chiesto accertamenti, è stato il progressivo deperimento, seguito da decesso, di due dei suoi cani, un maltese e un lasha. Volendo vederci chiaro, A.P. ha incaricato il veterinario di procedere a tutte le indagini necessarie per stabilire le cause della morte. Le carcasse dei due cani sono state inviate all’Istituto Zooprofilattico del Veneto: l’autopsia ha evidenziato blocchi renali e nefrite, compatibili con un’intossicazione da melamina. A quel punto sono stati avviati gli accertamenti sul mangime: dall’Istituto Zooprofilattic di Torino, referente per il Nord-Italia è arrivata la conferma dei sospetti. Il mangime dato ai due cani conteneva dosi di melamina pari a 700 volte il massimo consentito. Subito è scattato l’allarme, esteso a Usl, Regione e Ministero.
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