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IL MESSASSEGGERO
4 OTTOBRE 2007
Una aggressione violenta, inqualificabile, inaspettata e inaudita che riporta indietro...
PESCASSEROLI (AQ) - «Una aggressione
violenta, inqualificabile, inaspettata e inaudita che riporta indietro
il Parco di qualche anno dal punto di vista della tutela degli orsi
marsicani». Queste le parole del presidente del Pnalm, Giuseppe Rossi.
Per Federparchi si tratta di un triplice delitto che costituisce una
perdita incalcolabile di tutto il sistema Paese: «Ci troviamo a
fronteggiare una vera e propria emergenza criminale per questo
esprimiamo la massima solidarietà ai vertici dell’ente Pnalm. Con questa
strage di orsi siamo tutti più poveri». «È veramente assurdo che in uno
dei parchi più importanti d’Europa, dove la fauna rappresenta uno dei
valori più preziosi anche per l’economia, il rapporto tra uomo e natura,
possa risolversi nell’uccisione di esemplari protetti - affermano i
deputati dell’Ulivo, Sergio Gentili, Giuseppina Fasciani, Paolo
Gambescia, Francesco Saverio Garofani e Nicola Crisci -. Riteniamo
tuttavia indispensabile rafforzare gli strumenti di vigilanza e di
controllo e per questo abbiamo chiesto al ministro Pecoraro Scanio di
riferire in aula sulle misure che intende adottare in relazione alla
grave vicenda». L’associazione italiana per la Wilderness chiede di chi
sia la responsabilità: «Troppo semplice addossare la colpa alla gente
“cattiva” d’Abruzzo o ai soliti bracconieri senza risalire alle origini
del problema». Il segretario generale Franco Zunino dichiara che «chi ha
avvelenato gli orsi era una persona esasperata. Le autorità dovrebbero
chiedersi da dove nasce l’esasperazione. Solo placando l’odio e
soddisfacendo le esigenze della gente del posto, si potrà salvare l’orso
marsicano. Tutto il resto sono solo chiacchiere».
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Gli esami tossicologici hanno sciolto ogni dubbio..
PESCASSEROLI (AQ) - Gli esami tossicologici
hanno sciolto ogni dubbio: stricnina, morte per avvelenamento per
Bernardo e gli altri due orsi rinvenuti morti tra Pescasseroli e Gioia
dei Marsi. Aldo Di Benedetto, il direttore del parco: «L’emergenza
sicurezza non c’è solo per gli uomini, c’è anche per gli animali». Il
presidente del parco, Giuseppe Rossi: «Siamo di fronte a fatti
gravissimi, ad un’aggressione ai parchi». Le indagini sull’avvelenamento
di Bernardo e degli altri due plantigradi percorrono tre piste:
allevatori venuti dalla Campania; cacciatori esclusi dal permesso di
sparare nell’area di protezione esterna del parco; gente cui l’Ente
Parco ha negato il permesso di costruire. Oggi arriverà a Pescasseroli
il ministro Alfonso Pecoraro Scanio.
**** La Edison, che ha finanziato alcuni progetti per il plantigrado...
PESCASSEROLI (AQ) - La Edison, che ha finanziato alcuni progetti per il plantigrado, sottolinea l’impegno nel concordare con l’ente Pnalm la realizzazione di idonei sistemi di prevenzione come recinti tradizionali, recinzioni elettrificate per le incursioni degli orsi. Fabrizio Giustizieri, coordinatore provinciale Sinistra Democratica, esprime «il suo senso di dolore e rabbia per la barbara mattanza frutto di un corto circuito nella testa di alcuni». Ritiene fondamentale l’iniziativa presa dall’assessore Franco Caramanico di convocare un tavolo tecnico per intensificare e rilanciare le azioni di monitoraggio della specie. Angelo Mancino dell’Italia di Mezzo, Enrico Perilli di Sinistra europea e Enrico Verini, gruppo liberaldemocratico, invitano alla riflessione su come non si debba mai abbassare «la guardia in relazione alle problematiche di tutela del territorio anche in riferimento agli interventi di carattere infrastrutturale». «Non hanno colpito soltanto il parco Nazionale d’Abruzzo - conclude il presidente del parco Sirente Velino, Nazzareno Fidanza -, ma l’intera regione». Nazario Pagano di Forza Italia auspica una punizione esemplare.
**** Gli orsi sono morti per edema polmonare, «probabilmente causato da stricnina».
SONIA PAGLIA
PESCASSEROLI (AQ) - Gli orsi sono morti per
edema polmonare, «probabilmente causato da stricnina». E’ il primo
responso degli esami fatti all’Istituto zooprofilattico di Roma, come ha
riferito lo stesso direttore del Parco Aldo Di Benedetto. Il nemici
invisibili del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise hanno dunque
superato ogni limite. Forse era loro intenzione provocare danni allo
stesso ente Parco, probabilmente per condizionarne le iniziative in un
momento in cui sta procedendo ad una riorganizzazione complessiva della
propria struttura con la revisione degli organi statutari. Ma non sono
da escludere atti di ritorsione per rifiuti da parte dell'ente al
rilascio di licenze edilizie. La mano che ha avvelenato gli orsi
potrebbe essere la stessa che provocò la morte dei grifoni nel parco del
Velino Sirente, insomma terroristi ambientali che colpiscono nella
certezza di non essere scoperti. Oggi, intanto, arriveranno a
Pescasseroli il ministro dell’Ambiente, Alfonso Pecoraro Scanio, e il
presidente della Regione Abruzzo Ottaviano Del Turco. Al ministro
saranno consegnate simbolicamente le chiavi del Parco. E’ previsto anche
un incontro di tutte le forze preposte alla sorveglianza del territorio
protetto con il prefetto dell’Aquila per fare il punto della situazione.
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LIBERO 4 OTTOBRE 2007
Strage di orsi nel Parco d'Abruzzo "Uccisi senza motivo"
LUIGI GAMBACORTA
Cinque. Cifra da strage. «Ma per due, due cuccioli si tratta di cause naturali». Aldo Di Benedetto, direttore del Parco Nazionale d'Abruzzo parla con trepidazione dei suoi orsi, ma spiega, distingue. E si tiene lontano dalle polemiche feroci degli uomini, dei politici. «Quei cuccioli li sbranò il padre, il maschio per una schermaglia amorosa. Voleva che la femmina fosse di nuovo disponibile. Succede» . Non avete nascosto la notizia? «No. Oggi sono stati trovati due cinghiali agonizzati. Verosimilmente avvelenati anche loro. Ma saranno le analisi all' istituto zooprofilattico a dare risposte sicure». La morte dei primi due cuccioli non c'entra , è accaduto più di un mese fa. Quello che preoccupa - aggiunge Giuseppe Rossi, il presidente che esca ora, che si peschi nel torbido». Ma un ritardo per l'avvelenamento di Bernardo della sua compagna e del loro cucciolo c'è pure stato. «Macché. Le nostre guardie ci hanno avvisato domenica di quelle tre carcasse (tre orsi e due lupi). Abbiamo dato la notizia martedì. Dovevamo pur fare accertamenti. Non potevamo raccontare panzane. Ma l'allarme era scattato prima: il collare elettronico collegato al satellite segnalava che non si muoveva. E un orso non sta mai fermo». Glielo avevate messo perché era diventato un obiettivo troppo facile con quelle sue passeggiate spavalde? «Certo era più sicuro, non aveva timore delle persone. Si avvicinava ai villaggi sempre per procurarsi cibo (sbavava per le galline). Ma con ci sono altri 13 maschi col collare». Perché non tutti? «Il collare non serve alla sicurezza ma alla ricerca, per studiare gli spostamenti, le stagioni degli accoppiamenti». È facile avvelenare un orso? «È la cosa più semplice. Ci sono i normali anticrittogamici. Tutti possono comperarli. Basta non diluirli e una polpetta diventa esplosiva». C'è dunque il rischio come per i cinghiali che le esche sparse uccidano ancora? «Spero di no: il veleno dopo un po' perde efficacia. Ora è questo il nostro lavoro. Rastrellare, fare pulizia. Abbiamo cominciato da Campomizzo la zona della strage. Ma dovremo esplorare tutto. Ora abbiamo 70 uomini e mezzi sufficienti. Non è possibile che pastori, allevatori volessero avvelenare i lupi? «Quella non è zona di lupi. E per i danni ai campi, le razzie negli allevamenti sono risarciti. A fine d'anno liquideremo 300mila euro, mica una lira». Le organizzazioni de cacciatori alzano la voce, dicono disposti a mettere in campo le guardie venatorie. «Ci fa piacere». Dunque è loro che sospettate. «Abbiamo indizi, ma non mi faccia dire che sono cacciatori. Ci sono in ogni settore teste calde, balordi. E ci sono degli episodi un po' particolari che abbiamo segnalato anche ai carabinieri». E non potete bloccari i balordi? «Non abbiamo recinzioni, né per gli animali ne per i delinquenti, sono impossibili. Il parco sta stretto agli orsi. Il nostro è di appena 500 km quadrati, lo spazio vitale per un solo di questi animali è di 300 km quadrati». Volete dunque allargarlo? «Non è questo. Vogliamo mettere delle regole. Regolare la caccia, impedire quella "in braccata", tanti cacciatori insieme con la muta di cani (dai quali neppure gli orsi hanno scampo). E poi istruire le guardie a un'azione investigativa. Insegnare attraverso loro agli animali di chi non fidarsi». Di pericolo di estinzione il direttore non parla. Certo l'orso marsicano è una specie unica più minuta gentile degli orsi friulani o trentini, non sono possibili ripopolamenti per importazione. La perdita di un orso Bernardo è un danno per la riproduzione? «Certo. I maschi si accoppano con più femmine, sono dominanti. Tra gli orsi e così». Tutto questo ripeterà anche al ministro Pecoraro Scanio che oggi (giovedì) sarà a Pescasseroli evitando così anche la cerimonia per la liberazione degli animali feriti e risanati, che coincide con la festa di San Francesco. MARSICANI MASSACRATI I SOPRAVVISSUTI Sono circa 90 gli orsi bruni in Italia. Di questi 50 nel Parco d'Abruzzo, venti in Trentino e 15/20 esemplari nel Tarvisiano. LA STRAGE In un colpo solo, con il massacro di Bernardo e della sua compagna, la popolazione dell'orso in Abruzzo si è ridotta del 4% LA TAGLIA Il Wwf ha messo una taglia di 10 mila euro sui killer degli orsi e altrettanto hanno fatto i Verdi, che hanno espresso la volontà di costituirsi parte civile contro i responsabili del massacro. TG COM 3 OTTOBRE 2007
Parco d'Abruzzo, cinque orsi morti Sale numero degli esemplari avvelenati
Dopo i tre esemplari di martedì, altri due orsi morti sono stati trovati nel Parco nazionale d'Abruzzo Lazio e Molise (Pnalm). Sale a cinque, quindi, il numero complessivo degli esemplari trovati morti nel parco nelle ultime due settimane, ai quali si aggiungono due lupi e una capretta usata come esca avvelenata. Il ritrovamento, secondo quanto si è appreso, sarebbe comunque avvenuto una quindicina di giorni fa. La notizia della morte degli esemplari è stata diffusa dopo che le carcasse degli animali sono state inviate all'Istituto zooprofilattico di Roma. Da oltre due settimane le Associazioni ambientaliste avevano segnalato alla direzione del Parco la presenza di bocconi avvelenati nella zona frequentata abitualmente dagli orsi e i controlli si erano fatti più intensi.
LA STAMPA
3 OTTOBRE 2007
Abruzzo, continua
la strage di orsi: trovate altre due carcasse nel parco
Con i tre già
rinvenuti, sale a cinque il numero degli animali uccisi
PESCASSEROLI (L’AQUILA) - Altri due orsi
morti sono stati trovati nel Parco nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise
(Pnalm). Il ritrovamento, secondo quanto si è appreso, è avvenuto una
quindicina di giorni fa, ma la notizia non era stata divulgata
dall’Ente Parco. Sale a cinque, quindi, il numero complessivo dei
plantigradi trovati morti nel parco nelle ultime due settimane, ai
quali si aggiungono due lupi e una capretta usata come esca
avvelenata. Le notizie sulla morte degli orsi sono state divulgate con
diversi giorni di ritardo sul ritrovamento delle carcasse, tutte
inviate all’ Istituto zooprofilattico di Roma. Le due morti segnalate
stamattina - e relative a due cuccioli - si sono apprese da ambienti
dell’Ente Parco e risalirebbero a oltre venti giorni fa. Negli stessi
giorni le Associazioni ambientaliste a difesa dell’orso avrebbero
segnalato alla direzione del Parco la presenza di bocconi avvelenati
nella zona frequentata abitualmente dagli orsi. Lo stesso ritrovamento
della carcassa dell’orso Bernardo, segnalata dal Parco come avvenuta
venerdì scorso, risalirebbe invece a oltre dieci giorni fa e due
giorni dopo fu scoperta l’ orsa uccisa; sarebbe tempestiva, invece, la
segnalazione del cucciolo trovato ieri.
GAZZETTA DEL MEZZOGIORNO 2 OTTOBRE 2007
Parco Nazionale d'Abruzzo: è morto l'orso Bernardo Il rinvenimento è avvenuto nel territorio montano di Gioia dei Marsi (L'Aquila), vicino anche il corpo della sua compagna. L'orso era diventato una specie di simbolo del parco per le sue incursioni nei paesi. Forse avvelenati
PESCASSEROLI (L'Aquila)
– Il Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise ha perso la sua 'star':
l’orso «Bernardo» è stato trovato morto dalle guardie del parco. A poca
distanza c'era anche la carcassa della sua «compagna». Il rinvenimento è
avvenuto nel territorio montano di Gioia dei Marsi (L'Aquila). Per gli
agenti del parco non è stato difficile rintracciare Bernardo dotato di un
radiocollare satellitare. Da un pò non dava più segnali di vitalità. I due
plantigradi sarebbero deceduti in due momenti diversi. Uno degli animali,
infatti, era ancora in buono stato di conservazione, l’altro no. Viste le
circostanze la direzione del parco ha disposto «immediati accertamenti ed
indagini di polizia giudiziaria poichè non si escludono cause di natura
dolosa». I due orsi potrebbero essere rimasti vittime di bocconi
avvelenati. Sarà l’esame necroscopico, che sarà effettuato all’Istituto
Zooproifilattico, a fare piena luce sul decesso dei due splendidi e rari
esemplari.
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CORRIERE DELLA SERA
2 OTTOBRE 2007
FORESTALE E AMBIENTALISTI MOBILITATI Abruzzo, strage di orsi nel Parco nazionale Uccisi per avvelenamento il mitico Bernardo e altri due esemplari di marsicano. Una taglia sui responsabili
PESCARA - Potrebbero essere stati avvelenati tre orsi marsicani trovati morti nel Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise. A sostenerlo sono sia il Corpo forestale dello Stato, sia il presidente dell'ente, Giuseppe Rossi. Le carcasse degli animali trovati deceduti - due femmine e un maschio, il celebre Bernardo che era diventato da tempo uno dei simboli del Parco (era nata addirittura un'associazione, «Amici di Bernardo», che si occupa tra l'altro di risarcire i proprietari di galline di cui l'orso era ghiotto) - sono state trasferite all'Istituto Zooprofilattico di Roma per l'esame necroscopico di rito. La Forestale fa sapere che all'interno del territorio abitato dall'orso sono stati anche rinvenuti i resti di una capra su cui si stanno effettuando degli esami necroscopici per verificarne l'eventuale avvelenamento». E il Wwf rivela che altri animali, nella fattispecie due lupi, sono risultati morti, sempre per avvelenamento, nella stessa zona. LA TAGLIA E IL SITO A LUTTO - Il fenomeno è dunque particolarmente grave. Al punto che lo stesso Wwf ha deciso di mettere una «taglia» di 10 mila euro sui responsabili: la somma, fanno sapere gli ambientalisti, sarà consegnata a chi sarà in grado di consegnare gli autori del gesto alla giustizia. Non solo: sempre l'associazione del Panda chiede una sorta di «Ris» (i carabinieri specializzati nelle indagini scientifiche) per la tutela dell'orso marsicano, ovvero una squadra investigativa in grado di condurre indagini puntuali e di rintracciare coloro che si sono macchiati di questo reato. Per sottolineare la drammaticità di quanto accaduto, il Wwf Italia ha deciso di listare a lutto il proprio sito Internet. «EPISODI GRAVISSIMI» - «Uccidere un orso marsicano, uno dei pochissimi esemplari che popolano le montagne dell'Appennino - commenta Fulco Pratesi, presidente onorario del Wwf e anima del parco naturale abruzzese - , è come abbattere un pezzo di Cappella Sistina. Sempre nella Marsica l'anno scorso sono stati ritrovati più di 10 grifoni avvelentati e tanti altri animali. Ora serve una risposta ferma e puntuale sulla prevenzione». «Non ci sono parole per definire questa ennesima mattanza - aggiunge Antonio Nicoletti, responsabile aree protette di Legambiente -. Siamo di fronte a delinquenza pura e brutale alla quale bisogna rispondere con la massima determinazione nell'annientare il bracconaggio». STILLICIDIO DI DECESSI - La morte di Bernardo e degli altri due esemplari femmina, una delle quali era la sua «compagna», è solo l'ultimo caso di uno stillicidio delle uccisioni di plantigradi che negli ultimi anni ha registrato una forte recrudescenza. Sul banco degli imputati sono finiti, tra gli altri, bocconi avvelenati, i percorsi del treno non protetti nella parte che passa all'interno dell'area protetta e anche i carnieri che- secondo alcuni- vengono ancora realizzati nel parco. Secondo le ricerche più accreditate, ricorda la Legambiente, la piccola popolazione di orsi residua nel Parco sarebbe stimata in circa 40-50 individui (report recenti azzardano anche che la quota sia scesa sotto la soglia dei 30 individui). Con l'uccisione di Bernardo e degli altri due esemplari la popolazione dunque si sarebbe ridotta del 4% in un colpo solo.
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REUTERS
2 OTTOBRE 2007
Parco nazionale d'Abruzzo, trovato terzo orso marsicano ucciso
MILANO (Reuters) - Gli uomini del Corpo forestale dello Stato hanno trovato un orso bruno marsicano morto all'interno del parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, il terzo esemplare rinvenuto senza vita nel giro di qualche giorno.Lo riferisce il Corpo forestale dello Stato in una nota diffusa oggi in cui precisa che l'animale morto, il terzo, è stato trovato "nella stessa area dove sono stati scoperti i corpi di Bernardo e della sua 'compagna'", gli altri due esemplari trovati morti domenica e ieri.L'ultimo orso sarebbe un esemplare più giovane rispetto agli altri due animali.Secondo quanto riferito dalla Forestale, diventa sempre più probabile l'ipotesi dell'avvelenamento portata avanti dagli investigatori del Corpo forestale dello Stato."La stretta sequenzialità dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento anche se non è escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volontà di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico", ha detto Livia Mattei, biologa e funzionario del Corpo forestale."La vicenda pone in evidenza l'esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione", ha detto ancora. Qualche giorno fa, gli addetti del Parco nazionale hanno cominciato le ricerche dell'orso Bernardo preoccupati per non aver ricevuto più segnali dal radiocollare che indossava l'animale.
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AUDIO NEWS
2 OTTOBRE 2007
Strage di Orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo
Strage di orsi nel Parco Nazionale d'Abruzzo. Ieri, nei pressi di Gioia dei Marsi, sono stati trovati i cadaveri di "Bernardo", famoso nella zona, e della sua compagna, un altro esemplare femmina: oggi rinvenuta una terza carcassa nella stessa zona. Gli animali sarebbero stati avvelenati, forse per "fermare" le loro scorribande in zone agricole che avevano già suscitato forti proteste.
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RAI NEWS 24
2 OTTOBRE 2007
Trovati 3 orsi morti nel Parco nazionale d'Abruzzo, il Wwf mette una taglia
E' salito a tre il numero degli gli orsi trovati morti nel parco nazionale
di Abruzzo, Lazio e Molise: la terza carcassa e' stata trovata in un'area
boschiva tra Pescasseroli e Gioia dei Marsi (L'Aquila), vicina a quella
dove erano stati trovati gli altri due. Secondo i primi accertamenti le
cause della morte del terzo orso potrebbero dipendere da bocconi
avvelenati, uguali a quelli che avrebbero provocato la morte degli altri
due plantigradi. Sempre nella stessa zona e' stata trovata una pecora
parzialmente sbranata.
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AGI
2 OTTOBRE 2007
SONO STATI AVVELENATI TRE ORSI UCCISI NEL PARCO NAZIONALE D'ABRUZZO
Tre orsi marsicani, due femmine e un maschio, sono stati uccisi nel Parco nazionale d'Abruzzo. Lo ha annunciato il presidente onorario del Wwf Fulco Pratesi che ha parlato di avvelenamento. Le ricerche sono condotte con la collaborazione dei ricercatori del Dipartimento di Biologia Animale e dell'Uomo dell'Universita' La Sapienza e del personale dell'Ente Parco. "La stretta sequenzialita' dei ritrovamenti rafforza la tesi di un possibile avvelenamento - dichiara Livia Mattei, esperta biologa e funzionario del Corpo forestale dello Stato - anche se non e' escluso che sia stato accidentale e non necessariamente legato alla volonta' di sopprimere Bernardo, considerato in passato un orso problematico. La vicenda pone in evidenza - conclude la Mattei -l'esistenza di sacche di profondo abbandono del territorio, terre di nessuno dove, per colpa di alcuni irresponsabili, si rischia di compromettere il prezioso patrimonio biologico della specie in via di estinzione". Un tavolo tecnico per fare il punto sulle azioni da intraprendere a seguito dei gravi fatti che hanno provocato il decesso ditre orsi nei boschi di Gioia dei Marsi: a convocarlo e' stato l'assessore all'Ambiente, Franco Caramanico, che stamane, appena appresa la notizia del ritrovamento delle carcasse dei tre plantigradi, ad opera delle guardie del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, ha subito allertato i componenti del Patom (Piano di azione per la tutela dell'orso marsicano). La riunione del tavolo tecnico e' stata convocata per lunedi 15 ottobre, alle ore 15.30, all'Aquila. All'incontro prenderanno parte rappresentanti del Ministero dell'Ambiente, dell'istituto nazionale di fauna selvatica, delle Regioni Lazio e Molise, il presidente del Pnalm, il professore Luigi Boitani dell'Universita' 'La Sapienza' di Roma, rappresentanti del Corpo Forestale dello Stato e della Provincia dell'Aquila. 'Il grave episodio di cui sono rimasti vittima i tre orsi del Parco dimostra come lo status di conservazione della popolazione di orsi bruni sia ancora oggi particolarmente critico - ha sottolineato l'assessore Caramanico - di qui urge la necessita', che per noi assume valore d'impegno, di intensificare e rilanciare le azioni di monitoraggio della specie e di attivare misure coordinate di prevenzione e mitigazione dei conflitti con le attivita' dell'uomo'.
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ADN KRONOS
2 OTTOBRE 2007
L'AQUILA: TROVATI MORTI ORSO BERNARDO E 'COMPAGNA', INDAGA CORPO FORESTALE
L'Aquila, 2 ott. - (Adnkronos) - Il Corpo forestale ha inviato una task force nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise per indagare sulla morte dell'Orso Bernardo e di un altro esemplare di orsa, probabilmente la sua ''compagna'', trovati morti a breve distanza l'uno dall'altra nel territorio montano di Gioia dei Marsi. E' quasi certo che gli animali siano stati vittime di avvelenamento: le due carcasse sono state infatti trasferite presso l'Istituto Zooprofilattico di Roma per l'esame necroscopico di rito. Sono in corso indagini del Corpo forestale su un vasto raggio di territorio per raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti e all'individuazione dei responsabili. Inoltre, per scongiurare ulteriori conseguenze alla fauna selvatica, e' in atto una massiccia operazione di setacciamento della zona da parte del Corpo forestale che ha inviato un altro contingente a supporto degli agenti di tutti i Comandi Stazione gia' sul posto.
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LA REPUBBLICA
2 OTTOBRE 2007
Pescasseroli (L'Aquila) ORSI MORTI: PRESIDENTE PARCO IPOTIZZA AVVELENAMENTO
"Molti elementi portano ad attribuire la morte dei due orsi ad avvelenamento, nonostante ancora non ci siano i risultati dell'Istituto zooprofilattico di Roma'. Ad affermarlo e' Giuseppe Rossi, presidente del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, in merito al ritrovamento dei due animali morti. "Un fatto incredibile - aggiunge il presidente - e assolutamente inaspettato, che ci allarma e fa tornare il Parco indietro di qualche anno dal punto di vista della tutela di questi splendidi animali. Si tratta di un'aggressione violenta, inqualificabile e inaudita, che ci impegnera' ancora di piu' nel nostro lavoro. Mi auguro che le indagini avviate possano presto dare dei risultati concreti, individuando i responsabili di questo atto di barbarie non condiviso dalla gente onesta che vive nell'area protetta. Per questo lancio un appello alla popolazione, affinche' fornisca elementi utili agli investigatori tesi ad individuare gli autori del delitto'. L'ente Parco, nel caso fossero individuati i colpevoli, si costituira' parte civile: 'E andremo giu' - conclude Rossi - in maniera decisa, questo e' garantito".
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CALTA NET
2 OTTOBRE 2007
L'AQUILA: TROVATI MORTI ORSO BERNARDO E 'COMPAGNA', INDAGA CORPO FORESTALE
L'Aquila, 2 ott. - (Adnkronos) - Il Corpo forestale ha inviato una task force nel cuore del Parco Nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise per indagare sulla morte dell'Orso Bernardo e di un altro esemplare di orsa, probabilmente la sua ''compagna'', trovati morti a breve distanza l'uno dall'altra nel territorio montano di Gioia dei Marsi. E' quasi certo che gli animali siano stati vittime di avvelenamento: le due carcasse sono state infatti trasferite presso l'Istituto Zooprofilattico di Roma per l'esame necroscopico di rito. Sono in corso indagini del Corpo forestale su un vasto raggio di territorio per raccogliere ogni elemento utile alla ricostruzione dei fatti e all'individuazione dei responsabili. Inoltre, per scongiurare ulteriori conseguenze alla fauna selvatica, e' in atto una massiccia operazione di setacciamento della zona da parte del Corpo forestale che ha inviato un altro contingente a supporto degli agenti di tutti i Comandi Stazione gia' sul posto.
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IL SECOLO XIX
2 OTTOBRE 2007
Animali: tre orsi morti in Abruzzo, forse
avvelenati
L'AQUILA - Tre orsi sono morti nel parco nazionale degli Abruzzi. La
terza carcassa, di un esemplare giovane, e' stata scoperta oggi vicino
alla zona dove ieri erano stati stati trovati senza vita l'orso
Bernardo, famoso in tutto il mondo per la sua vivacita', e la sua
compagna. Il sospetto che gli animali siano stati uccisi, forse con
carcasse di capre avvelenate, e' forte, e' praticamente una certezza. Le
scorribande dei plantigradi in zone agricole, infatti, avevano suscitato
forti proteste. Bernardo e la sua compagna erano stati trovati ieri
dagli agenti forestali, che li avevano cercati perche' da qualche tempo
non si vedevano in giro. Gli animali sarebbero morti in momenti diversi:
uno era in buono stato di conservazione, l'altro no. La direzione del
parco ha disposto "immediati accertamenti ed indagini di polizia
giudiziaria" sulla morte dei tre orsi. (Agr)
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