ASCA

30 OTTOBRE 2008

 

CINA: COLDIRETTI, MELAMINA NEI MANGIMI. A RISCHIO CATENA ALIMENTARE

 

Roma - L'allarme per la contaminazione di melamina si estende ora a tutti i prodotti di origine animale provenienti dalla Cina dopo che i principali organi di stampa statali del gigante asiatico hanno annunciato che l'aggiunta di melamina ai mangimi per l'alimentazione degli animali e' una pratica comunemente usata per aumentarne il contenuto proteico, nonostante il divieto imposto dalle Autorita'. E' quanto afferma la Coldiretti nel sottolineare che a rischio ci sono oltre al latte, le uova, la carne e anche il pesce di allevamento oltre a tutti gli alimenti che utilizzano questi prodotti come ingredienti.
Le allarmanti ammissioni confermano le preoccupazioni espresse dalla Fao e arrivano - sottolinea la Coldiretti - dopo che lo scandalo del latte contaminato con quasi 50mila bambini ammalati si e' esteso alle uova dove sono state trovate tracce di melamina in ben quattro grandi marche, mentre le autorita' di Hong Kong hanno messo sotto controllo anche la carne importata dal Paese asiatico.
Dopo la scoperta di importazioni illegali dal gigante asiatico, e' necessario allargare i controlli ad altri prodotti a rischio, ma la Coldiretti chiede anche di estendere immediatamente l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per consentire scelte di acquisto consapevoli e scongiurare pericoli per la salute. Le importazioni in Italia di prodotti agroalimentari dalla Cina raggiungeranno il valore di mezzo miliardo di euro nel 2008 e riguardano principalmente ortaggi e legumi (secchi, conservati o loro preparazioni) tra cui spicca il concentrato di pomodoro. Sulla base dei dati Istat dal gigante asiatico - continua la Coldiretti - arrivano anche pesci, crostacei e molluschi, semi, sementi e piante medicinali, frutta, gomme, resine ed estratti vegetali e aglio.
Di fronte all'estendersi dell'allarme sui rischi dei prodotti cinesi occorre immediatamente - sostiene la Coldiretti - allargare l'obbligo di indicare in etichetta la provenienza di tutti gli alimenti per favorire i controlli, permettere l'immediato ritiro dal mercato dei prodotti eventualmente pericolosi e garantire cosi' la sicurezza dei cittadini


IL MATTINO

29 OTTOBRE 2008

 

Dopo la morte di circa 1.500 cani nella provincia di Laoning in Cina ..

 

Dopo la morte di circa 1.500 cani nella provincia di Laoning in Cina dovuta all’adulterazione del cibo per animali con melamina, sostanza tossica già responsabile dell’avvelenamento di migliaia di bambini cinesi, l’allarme-mangimi ora si estende ad altri Paesi, tra cui l’Italia. Lo confermano l’inchiesta disposta dal giudice torinese Raffaele Guarinello in questi giorni dopo il ritrovamento della melamina in alcune scatolette vendute a Torino e il recente maxisequestro di latte e formaggi contaminati. Di fronte al pericolo l’Enpa (Ente nazionale protezione animali) ha chiesto al ministero della Salute e alle autorità preposte di compiere analisi accurate sugli alimenti per animali e, qualora venisse confermata la contraffazione con melamina, il ritiro dei prodotti e il blocco delle importazioni incriminate. La melamina viene aggiunta in alcune farine per aumentare in modo fittizio e fraudolento il contenuto proteico degli alimenti e quindi il loro valore di mercato. Ma se l’allarme per l’uomo è recente, per gli animali era già scattato due anni fa. Tutto ha avuto inizio negli Stati Uniti che, tra il settembre e il dicembre 2006, hanno importato dalla Cina partite di farina di mais e frumento contaminate. Le farine sono state utilizzate dai produttori americani per confezionare cibo per animali domestici. Nel giro di poco, però, negli Usa si è verificata una strage: sono morti 1950 gatti e 2200 cani. Dai veterinari sono piovute 10mila segnalazioni per insoliti decessi di animali domestici dovuti a insufficienza renale. In pochi mesi sono arrivate 17mila lettere di protesta da parte dei consumatori e la Fda (Food and Drug Administration americana) ha ritirato dal commercio intere partite di cibo per cani e gatti. Le analisi hanno confermato il problema: su 750 campioni di farina di mais, 330 risultavano contaminati. E su 85 campioni di proteine di riso, in 27 era presente la melamina. La Fda americana ha lanciato un allarme-contaminazione, ripreso il 2 maggio 2007 dalla Commissione Europea che ha chiesto controlli sulle materie prime agli Stati membri dell’Ue. In Italia le verifiche sono partite dal 23 luglio dell’anno scorso. Per ora non sembra che ci siano pericoli per l’uomo. La preoccupazione, però, è sulla catena alimentare lunga. In un recentissimo dossier dell’Istituto zooprofilattico del Piemonte emerge infatti la tossicità della melamina non solo per cani e gatti, ma anche per gli ovini. «Dosi giornaliere di 25 e 50 grammi di melamina a capo - si legge - hanno determinato la morte degli animali dopo appena una settimana di assunzione della sostanza, per lesioni renali e abosamali, cistite emorragica e infiammazione dell’intestino cieco». Dunque alla fine un rischio grave anche per l’uomo