|
IL MESSAGGERO ABRUZZO
13 OTTOBRE 2006
Doping: 18 indagati,
la Quintana nel mirino
Il sospetto è di avere dopato quegli animali così
fieri per farli correre più forte saltare più in alto. Ma tremano anche
quanti hanno giocato i loro soldi nella manciata di secondi che divide
il trionfo dalla sconfitta, perchè secondo quando scoperto dai
carabinieri del Nas (nucleo antisofisticazione) nell’inchiesta
coordinata da Sergio Sottani, il mondo delle corse sarebbe direttamente
collegato con quanti muovevano più le siringhe delle redini.
I diciotto finiti nel registro degli indagati fanno parte di un pacchetto di 65 persone coinvolte nel traffico di sostanze dopanti in tutta Italia. E si tratta di priori della Quintana, veterinari, proprietari di scuderie, allenatori, fantini, intermediari e scommettitori i cui allevamenti, studi e uffici sono stati perquisiti dai Nas a Perugia, Assisi, Bastia, Foligno e Spoleto. Le accuse sono di associazione a delinquere per traffico e commercializzazione di specialità medicinali dopanti, sia ad uso umano che veterinario, di provenienza estera, illecitamente somministrate ai cavalli impiegati nelle corse al galoppo, nei concorsi ippici ed in gare olimpiche e paraolimpiche di particolare impegno, al fine «di alterare le prestazioni - scrivono gli investigatori nei mandati di perquisizione - indurre in errore l'Unire e la Fise sulla regolarità delle condizioni di gara, procurarsi ingiusti profitti costituiti dalla vincite conseguenti alla classificazione dei cavalli». Il blitz più rumoroso si è avuto in sei rioni della Quintana di Foligno: Badia, Cassero, Contrastanga, Pugilli, Morlupo e Mora. A portare i carabinieri fino a Foligno uno degli indagati, un veterinario. Lunedì verranno analizzati i campioni di sangue prelevati dai cavalli dell’ultima Quintana in un laboratorio di Milano. |