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LA NUOVA
FERRARA
30 MAGGIO 2006
Quella scena così raccapricciante
L’elegante purosangue nero all’improvviso
era in ginocchio sotto gli occhi di tutti
L’ultima volta che vidi
il Palio di Ferrara fu alcuni anni fa: avevo legato al collo il foulard
bianco-azzurro di San Benedetto e tanta voglia di urlare il tifo per la
contrada.
Sono tornata domenica in Piazza Ariostea, un po’ cresciuta ma sorpresa di
vedere come il pubblico della manifestazione si fosse arricchito anche di
turisti stranieri, coinvolti e partecipi. La nostra bella città merita
visibilità ho pensato.
Tutto bene dunque, straordinario vedere Ferrara unita in mezzo ad un’afa
irreale, di fronte ad una tradizione che ci pone tra i primi e tra i più
antichi portavoce. Straordinaria la tensione che precede le gare. Tutto
bene sino al momento i cui tutti i colori, le bandiere, le aspettative
sono decadute davanti ad una scena raccapricciante che le riassume tutte,
degna di essere etichettata dal bollino rosso che solitamente si usa nei
programmi televisivi a rischio di sconvolgimenti emotivi.
Quello che sino a cinque minuti prima era uno splendido, elegante
purosangue nero, agitato e possente in vista della gara finale della
competizione, all’improvviso era in ginocchio, letteralmente, sotto gli
occhi di tutti. Le zampe davanti spezzate, i tentativi disperati di
rialzarsi, la confusione mentre cercava di dimenarsi tra il manifesto
pubblicitario e la pista.
Una pista piena di buche che, subito dopo e un attimo prima ha ferito e
condannato a morte certa altri due cavalli. Nel giro di pochi minuti tre
animali bellissimi erano in bella mostra per terra di fronte ad
un’organizzazione che non sapeva cosa fare, era nel caos.
Nessuna protezione alle zampe fragili di questi animali da corsa, nessuna
sulle staccionate, nessuna efficace dai cartelli pubblicitari e dalle
impalcature di ferro.
Persino uno dei fantini ha dovuto sbattere la testa e rompersela nella
mala-organizzazione.
In quel momento ho sentito urlare due ragazzine accanto a me, e anche io
mi sono unita al loro assordante. No! e alle loro lacrime. Mi sono
vergognata di essere lì, ma soprattutto di essere un umano.
Nulla è stato umano domenica, nemmeno i commenti in diretta di una gara
interrotta dopo tre incidenti, non uno, ma tre.
Catastrofici. Se non basta la vergogna, persino la stupidità di chi in
seguito, invece di incassare l’impatto della sofferenza di tre animali e
un uomo, ha preferito fare a botte in una rissa.
E ora tutti a discutere sul vincitore.
Ma quale vincitore?
Ha vinto soltanto la coscienza di molti che, sono certa, hanno ben
stampata nella mente l’angoscia di sapere che esistevano ed esistono modi,
non pressapochisti, di tutelare la vita e la competizione e che questi
modi andavano usati.
Pare che l’apparenza e la sfrenata voglia di vincere abbiano avuto il
sopravvento, pare che a dispetto dei fasti bellissimi dei quali tutti
andavamo fieri, l’eleganza e la bellezza, nella forma di brillanti
purosangue, siano cadute in ginocchio insieme alla vita di quei tre
animali.
Alessandra Baroni ex spettatrice del Palio di Ferrara
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E l'ippodromo rimane
inutilizzato
Scrivo col cuore che mi
si spezza nel pensare a quei poveri cavalli agonizzanti e mi viene da
piangere. Ma ancor più sono arrabbiata ed indignata nel vedere che si
continua a far gareggiare i cavalli del Palio in una piazza che di sicuro
non ha proprio niente. Abbiamo un Ippodromo che non aspetta altro che
essere utilizzato per queste cose, in cui noi cittanini ferraresi abbiamo
riversato tantissimi soldi, ma niente da fare; Quella maledetta corsa deve
per forza essere disputata in piazza Ariostea! Dopo il rifacimento della
pista, l’ippodromo non è più stato usato. E’ ora di dire basta ad un Palio
della carneficina. Immagini del genere possono solo far male a chi le
guarda ma, soprattutto, a quei poveri animali che si trovano costretti
dall’insensibilità umana. Tutti sanno che le condizioni dell’asfalto in
piazza Ariostea è pessimo per far correre i cavalli ma gli organizzatori
non badano a queste cose perchè pensano soltanto allo spettacolo...
Olivia
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Se il prezzo è questo
Ho appena visto le
immagini di quel povero cavallo che si guardava le zampe spezzate senza
capire perchè non riusciva più a camminare, e ho sentito le voci di quei
deficienti che urlavano buffoni a chi aveva annullato la gara. Sono
perfettamente d’accordo nell’annullamento della gara... Se il prezzo da
pagare per vincere un pezzo di stoffa è la vita e la sofferenza di uno o
forse due animali a cui del palio non gliene frega niente, sono dell’idea
che sia da annullare non solo una gara, ma il palio. Si è fatto tanto per
eliminare gli animali dai circhi, ci si indigna per la corrida... e questa
gara al massacro in cosa è diversa?
Anna
TRISTEZZA. Mi
rattrista veramente tanto aver saputo ciò che è successo ieri al Palio di
Ferrara, mi chiedo se non esista altra soluzione a questo gioco...
Anna Trevisani
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Una notte insonne per tanti bambini
Siamo indignati per la
violenza, (Ferrara é una città civile e non vogliamo che il Palio diventi
un modo per sfogare problematiche che nulla dovrebbero avere a che fare
con quello che è e resta solo un gioco) ma soprattuto relative all’uso di
animali ai quali si fa rischiare la vita per il nostro piacere.
Oggi per strada, dal giornalaio, al bar, sul posto di lavoro la voce era
una ed unanime facciamo smettere questo scempio. Tutti raccontavano con
dolore e disgusto la scena vista in diretta al Palio o alla televisioe di
quella povero bellissimo animale agonizzante. Alcuni hanno raccontato dei
loro bambini disperati ed in lacrime che stanotte non hanno dormito.
Fortunatamente i ferraresi sensibili ed educati sono tanti. Spero che
finalmente si faccia qualcosa perché tutto ciò smetta e perché i bambini
abbiano modi più sereni e felici per imparare a conoscere gli animali.
Spero che si smetterà di dirci che questo tipo di sconcezze devono
continuare perché portano soldi alla città. I soldi non sono tutto:
rendono molto più ricchi la dignità, il rispetto di noi stessi e quindi
anche dei bambini e degli animali, che siamo noi adulti a dover
proteggere. Per quello che mi riguarda cercherò di non fermarmi qui e di
fare in modo che si parli ancora di ciò che é accaduto. Possibilmente
perché non si ripeta più.
Antonella Guarnirei
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SCENE STRAZIANTI. Vorrei contribuire ad esprimere il
mio più acceso dissenso riguardo l’utilizzo .....
SCENE STRAZIANTI.
Vorrei contribuire ad
esprimere il mio più acceso dissenso riguardo l’utilizzo dei cavalli in
competizioni così inutili come il Palio, in particolare quando vengono
utilizzati circuiti non adatti, come quello di piazza Ariostea (appunto
piazza e non ippodromo), provocandocome ieri l’abbattimento degli animali.
Le scene strazianti di quest’ultimo Palio sarà quello che rimarrà impresso
nella memoria di tutti noi, insieme ad un senso di colpa causato dalla
nostra stessa stupidità. Sperando che questa comunicazione, insieme ad
altre, possa aiutare la fine di questi biechi spettacoli.
Marco Tartaglia
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Alle mie figlie insegno l’amore per la
natura Perché permettere cose così?
Il Palio è antico gioco
delle bandiere... O gioco di morte? Sono scandalizzata e offesa dallo
spettacolo di domenica in piazza Ariostea. Non si può chiamare spettacolo
una manifestazione (che per altro reclamizziamo come più antica d’Italia)
dove si permette il maltrattamento di animali come sempre in nome del
denaro.
Ci reputiamo società civile, ci scandalizziamo quando ci giungono notizie
di maltrattamenti in altre realtà e culture, e noi dall’alto della nostra
stupidità permettiamo questo orrore!
Come fa l’Ente Palio permettere tutto questo!
Voglio insegnare alle mie figlie il rispetto per la natura e ciò che ci
circonda che sia persona, animale o pianta e quello che offriamo loro è
uno spettacolo spazzatura nel quale viene calpestato qualsiasi senso
civico e morale.
Mirella Meschino
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Abbiamo copiato Siena negli aspetti peggiori Questo
non è più un gioco, non c’è sportività
Mi associo alla lettera
di Alice, e credo di parlare a nome di tantissime persone che hanno visto
il Palio quest’anno. Che disgusto ho provato! Che dolore nel vedere quel
povero cavallo al quale noi uomini abbiamo segnato il destino per una
stupida e disonesta gara! Quanti di quelli azzoppati avranno abbattuto a
causa di questa gara fatta di gesti arroganti, di tirate di maglie, di
colpi bassi fra fantini che tra l’altro vengono pagati fior di euro? Ho
visto fra il pubblico tante persone che piangevano per ciò che è accaduto
a quelle povere bestie: ad una in particolare.
Ho provato un misto di dolore e rabbia: la vera competizione, il gioco non
devono essere causa di sofferenza né per l’uomo, né per gli animali!
Quei poveri cavalli avranno senza dubbio perso la vita per una gara
deplorevole in cui non vi è affatto ombra né di gioco né di sportività!!
Questo è dunque il Palio? Vogliamo forse scopiazzare quello di Siena nei
suoi aspetti più disdicevoli?
Non sono un’esperta di corse, ma mi pare a rigor di logica che Piazza
Ariostea non sia il luogo migliore dove far correre cavalli, in questo
tipo di pista è più facile che gli zoccoli scivolino, al di là del fatto
che gli animali per sollazzare i nostri giochi non dovrebbero più essere
usati. L’ippodromo con dovuti allestimenti per il pubblico, è il luogo
ideale per far gareggiare questi nobili animali.
Ma al di là di tutto, a parte i costumi dei figuranti, nei giochi del
palio, ormai, non rivedo nulla delle antiche vestigia medievali, bensì un
misto di calciopoli ed ultrà.
La rivalità fra contrade è risaputa, ma la si può sostenere comunque in
modo intelligente e con sportività, cosa che non avviene, mi pare, ormai
da qualche tempo. Non penso sia opportuno per san Paolo rivendicare una
vittoria che è frutto di una falsa partenza, di incidenti, di disordini,
in un gioco che non è più tale! Fintanto che le cose non cambieranno non
guarderò più il Palio di Ferrara, così come già ho fatto con quello di
Siena, che trovo altrettanto cruento, ed invito le mamme a non portare più
i bambini a vedere queste scene strazianti e queste violenze perpetrate su
innocenti animali che insieme alle scene di poca sportività, li portano ed
una visione errata della vita. Claudia Castaldini
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Un luogo altamente inadeguato
Mi rendo portavoce della
rabbia delle persone che, come me, amano gli animali e non possono
sopportare in silenzio il peso del dolore derivante dalle atrocità
avvenute nella corsa dei cavalli del consueto Palio di S.Giorgio,
competizione conclusiva del rinomato Palio di Ferrara, tenutosi domenica
28 Maggio.
La gara in questione è spesso teatro di orribili incidenti e fatali
inconvenienti che dipingono di sgomento e tristezza una giornata che
dovrebbe essere di festa, cancellando inevitabilmente la parola
divertimento. Mi chiedo se sia giusto far assistere ai piccoli e
inconsapevoli occhi dei bambini scene intrise di tale gravità. Quel che è
certo è che i miei occhi non avrebbero mai voluto rendersi testimoni dei
disperati pianti di donne e bambini e delle numerose mani riportate al
viso che invocavano protezione dall’orrore che si stava consumando.
Per quale risultato poi? L’abbattimento di animali innocenti. Mi chiedo se
valga la pena di macchiare di sangue una tradizione di tale importanza
storica e spessore culturale che vede Ferrara come protagonista e che
costituisce motivo di vanto da diverse generazioni. Forse è giunto il
momento di ammettere che il luogo riservato a tale gara risulta altamente
inadeguato, sia nei confronti della sicurezza dei cavalli ma anche per
quella dei fantini. Ragazzi insanguinati, cavalli azzoppati e agonizzanti
che tentano disperatamente di sorreggersi sulle zampe anteriori, entrambe
brutalmente spezzate, i loro lamenti strazianti, pianti e risse sugli
spalti...siamo sicuri che questo sia il Palio?
Io continuo a sostenere che spettacoli che prevedono il sacrificio di
animali innocenti dovrebbero essere aboliti, in quanto costituiscono vere
e proprie torture legalizzate che non possono escludere un inevitabile
sfondo tragico. Trovo l’episodio di domenica 28 Maggio vergognoso e
diseducativo e chiedo di porre una fine a queste gratuite assurdità,
soprattutto quando il recente affermarsi di leggi ha stabilito
provvedimenti più severi nei confronti di maltrattamenti di animali.
Mi chiedo se sia giunto il momento di dire finalmente basta al
coinvolgimento di animali al Palio.
Lucia Simeoni
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Perfetto stile senese C’è da essere
orgogliosi
Sono disgustato. Non
credo ci siano parole che possano esprimere la rabbia che ho provato
domenica, e che mi si è ripresentata oggi con tutta la sua forza, quando
ho visto l’articolo su ciò che è successo in piazza Ariostea. Non è ancora
il momento di porre fine a questi massacri autorizzati?
Ho visto ciò è accaduto, fortunatamente per me non dal vivo, ed è
inammissibile. Perché mandare al massacro quei poveri cavalli? Si parla di
rievocazione storica, ma di storico in quello che si è visto non c’è
nulla, proprio perché la storia ci insegna che hai tempi degli Este piazza
Ariostea non era asfalto ricoperto da alcuni centimetri di terra. Non vi
erano barriere contro cui i cavalli potessero sbattere. E nonostante ciò
osiamo definirci una società civile?
Dopo che la polizia è costretta ad intervenire perché qualcuno vuole
vincere, mentre ci sono tre cavalli feriti, di cui uno con entrambe le
zampe anteriori fratturate che tenta disperatamente di alzarsi per fuggire
da ciò che lo schifo che siamo diventati. Un ammasso urlante di barbari.
Se le avessero loro le gambe spezzate forse non si preoccuperebbero della
loro vittoria di Pirro. Perché cosa c’è in premio? Un pugno mosche!
Per quale motivo stiamo portando a Ferrara tutto il male che c’è a Siena?
Perché importiamo cavalli, fantini, addirittura i responsabili di gara da
Siena. Dalla città dove i cavalli muoiono sulla pista. Dov’è il limite
della competizione? Il mondo del palio stà diventando o, peggio ancora, è
già diventato corrotto come il calcio? E l’essere umano è ormai ridotto
solamente all’essere? Domenica non ho visto nulla di umano anzi, ho visto
solo crudeltà gratuita, nei confronti di quegli animali che nella loro
buona fede ti danno il massimo, senza sapere che vengono costretti a
giocare ad una roulette, senza sapere che gli ricambieremo il loro impegno
uccidendoli.
Questo è stato il bilancio secondo il giornale. Cavalli uccisi, non
soppressi, uccisi. Uccisi dai loro fantini, uccisi dalle contrade, uccisi
da quell’essere che ormai di umano non ha più nulla. La mia speranza è che
la corsa dei cavalli venga eliminata dal palio, lasciando che siano i
propri contradaioli a dimostrare sul campo il valore delle loro contrade..
magari con una bella rissa, visto che era l’unica cosa che sembrava
interessarli. Ferrara aveva un buon nome come palio, quando i cavalli
correvano due-tre per volta nell’anello d’erba al centro della piazza, ma
ora no, dobbiamo assomigliare a Siena, dove la corsa dei cavalli è
considerato uno degli spettacoli più atroci e violenti insieme alla
corrida. Gran bel nome si vuole dare a Ferrara. Immagino che tutti si
sentiranno orgogliosi perché hanno ottenuto ciò che volevano, un perfetto
palio in stile Senese.
Marco Branchini
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Il punto di Giambaldo
Perugini: «Critiche ingenerose, ma giustissime e di cui terremo conto per
il futuro»
«Scusateci per la festa che non c’è più»
L’Ente: «Pista preparata con estrema cura, tutti
sanno dove corrono»
BUFERA SUL PALIO
L’Ente Palio è in
ginocchio, nella polvere, come i cavalli che cadono e alzano nuvoloni
grigi, che si spezzano le gambe davanti a migliaia di persone innescando
l’indignazione e le proteste di una intera città. Chiede scusa, ora, il
Palio, lo fa con il «mea culpa» del suo vicepresidente, l’uomo macchina
che ha gestito negli ultimi anni tutto l’apparato e che ha cercato di
ridargli vitalità e immagine. Una immagine ora offuscata. Molto. Troppo. A
Ferrara e in tutta Italia.
Per questo
Giambaldo Perugini, ieri pomeriggio, è intervenuto per chiedere scusa alla
città e ai ferraresi.
E lo ha fatto con una lunga e intensa lettera, inviata nel tardo
pomeriggio, dopo le pressioni indirette di una intera città, che (molti
anche in lacrime) chiede che il Palio dei cavalli venga per sempre
cancellato. Scuse necessarie, scrive Perugini: «Per quanto è successo è
davvero necessario chiedere profondamente scusa ai ferraresi e ai presenti
tutti, perché comunque sono state disattese le loro aspettative». Il Palio
non è stata la festa che tutti si aspettavano e dunque, Perugini, ammette
che è ora di pensare ad una rivisitazione della manifestazione: «E’
evidente che questo evento, alla luce dei fatti di domenica deve essere
sottoposto ad una approfondita riconsiderazione, perché quello che è
avvenuto mai più debba ripetersi, nella maniera più assoluta, e neanche
debba permanere la possibilità dell’eventualità di un solo rischio».
Perché il Palio, dicevamo, è sempre stato una festa «uno spettacolo che
coinvolge migliaia di cittadini, giovani, famiglie, splendido fino alla
corsa delle asine». E’ un evento che passa dalla benedizione in
cattedrale, alle gare di centinaia di sbandieratori ferraresi alla
magnificenza di corso Ercole I d’Este e del giuramento, «un evento che
viene inficiato e messo in discussione dalla corsa dei cavalli e dalla
visione di un animale che soffre», sottolinea Perugini. Per questo motivo,
per quelle immagini di cavalli agonizzanti sull’anello della corsa ammette
che si avrà la massima «attenzione verso tutte le critiche giustissime,
necessarie, a volte ingenerose, certamente da tenere tutte in grandissimo
conto».
E umanamente lo stesso Perugini spiega il suo disagio: lo fa, e lo deve
fare, per guardare al futuro: «Raccontare, comunque, e parlare di quello
che è successo in piazza Ariostea domenica pomeriggio, è come divaricare
una lacerazione esistente: fa ancora più male ma bisogna aprirla di più
per vedere di curarla». Si sofferma sulla sofferenza dei cavalli impegnati
per la corsa del Palio di San Giorgio, su tutto il lavoro fatto per dare
al Palio una nuova veste, una nuova immagine che, purtroppo, dicono molti,
è perdente, fallimentare. Critiche forse ingenerose visto che «dopo mesi
di cura, attenzioni, valutazioni approfondite e scrupolose per
l’organizzazione di un tale evento, dalle tribune alle recinzioni, dal
fondo di gara alla situazione dell’ordine pubblico, tutte volte a
garantire la sicurezza della gara, accade l’evento che invalida tutto e
tutto fa apparire insufficiente e inadeguato». Un evento che ha cancellato
il torpore dei ferraresi e li ha fatti reagire in modo «violento»:
bombardando i giornali, con telefonate e fax e mail. Perugini, però,
sottolinea e rassicura, che nulla è stato lasciato al caso
nell’organizzazione: «Impegnare in questa competizione questi animali che
null’altro sono se non perfette e delicatissime macchine da corsa,
comporta dei rischi che mai sono sottovalutati, tanto è vero che la nostra
commissione veterinaria dell’Ente Palio comprende i professionisti
italiani più esperti in questo settore, tanto è vero che quest’anno ad
esempio è stato previsto un contributo per le contrade affinché ognuna si
dotasse di veterinari professionisti specializzati». Ricorda poi,
Perugini, tutti gli attenti esami pre-gara a cui sono sottoposti i
cavalli, e si concentra sull’accusa che viene mossa da più parti: le
condizioni inadatte della pista di gara, l’anello di Piazza Ariostea che
non sarebbe adeguato alle corse.
«Per quanto riguarda la pista - replica - ci sentiamo di sottolineare la
cura estrema che l’amministrazione comunale e l’Ente Palio destinano a
questa incombenza, utilizzando tra l’altro l’assistenza di un geologo
specializzato, e la fornitura del materiale inerte coprente l’asfalto,
messo a disposizione da una ditta che equipaggia abitualmente anche alcuni
primari ippodromi nazionali». E rammenta ancora che proprietari dei
cavalli e fantini tutti, prima delle gare, hanno rilasciato una
dichiarazione scritta in cui affermano di sapere le condizioni di gara,
del fondo della pista insomma di tutto, consapevoli della sicurezza
garantita. Infine un appunto sull’ordine pubblico, ritenendo «ingenerose
le notizie riguardanti risse fra contrade, lacrimogeni, situazioni di
pericolo» e che «mai si può dire che la situazione della piazza sia
sfuggita al pieno controllo delle forze dell’ordine e degli operatori
della sicurezza privati dell’Ente Palio». Giusto, giustissimo. Ma non si
possono nascondere il clima e la tensione respirati al Palio. Mentre tutti
rimpiangono la festa che non c’è più. (d.p.)
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Ora cambiamo i regolamenti
Alcuni presidenti di contrada chiedono rimedi
Stupore e perplessità per episodi che hanno colto
tutti di sorpresa
I toni dei responsabili
di contrada sono cupi come le nubi che si sono addensate sul Palio. Quanto
accaduto in piazza Ariostea ha gettato nella bufera l’intera
manifestazione, di cui Ferrara è sempre andata orgogliosa e che, è bene
ricordarlo, è patrimonio di tutti e non solo delle contrade. Ma ora è il
tempo delle riflessioni, delle valutazioni sul futuro del Palio e delle
ricostruzioni. È proprio per ricostruire obiettivamente i fatti e capire
cosa non ha funzionato, prima di qualsiasi dichiarazione avventata, che
l’Ente Palio e gli otto borghi e rioni si sono chiusi ieri mattina in
categorici “no comment”. Dopo i giorni della ribalta è venuto il momento
di fare un passo indietro.
Alessandro Feggi, presidente della contrada San Giacomo, quella che in
piazza Ariostea ha pagato il tributo più alto nella corsa dei cavalli e
che forse pagherà per il comportamento violento di alcuni suoi
contradaioli: «Sì - ammette - qualche episodio di intolleranza c’è stato,
ma la contrada ha vissuto quanto accaduto con profondo dolore, nel modo
più doloroso possibile». «Tutte le contrade - conferma Rinaldo Buzzoni,
presidente di Santa Maria in Vado - hanno vissuto con stupore e
perplessità la situazione. Sono quelle cose che non ti aspetti mai che
possano accadere. Ora comunque io stesso ho pregato tutti i borghi e rioni
di non esternare commenti, di rispettare il silenzio fino a quando non ci
si riunirà per discutere del caso. Resta comunque un grande trauma, perchè
fino a quel momento era stato un bel Palio...». «Fra qualche giorno -
spiega Bruno Baraldi, presidente di San Giovanni - si riunirà il nostro
consiglio e anche quello dell’Ente Palio per valutare la situazione:
essendo la prima volta che accadono fatti di questa gravità e portata
occorre che il maestrato dei savi si interroghi su come migliorare alcune
cose. Bisognerà probabilmente modificare il regolamento, trovare sistemi
di squalifica per i cavalli che calciano». «I cavalli purosangue che
corrono al Palio - spiega ancora Baraldi - non possono fare le corse
regolari negli ippodromi. Se vengono al Palio è perchè all’ippodromo non
hanno ottenuto particolari riconoscimenti. Il nostro Ente Palio, grazie a
un ottimo staff di veterinari, controlla accuratamente gli animali prima
della gara, con radiografie che evidenziano eventuali microfratture,
scartando i cavalli non idonei. In pista però quest’anno è stata
un’ecatombe di incidenti di cui non mi capacito».
Mauro Aloni
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Una sconfitta che potrebbe essere fatale
Il Palio di Ferrara,
quello più antico d’Italia, il Palio di festa, di celebrazione, di gioia;
il Palio di Borso, di Ercole d’Este, di Eleonora d’Aragona; il Palio che
aggrega, che unisce; il Palio che negli ultimi anni si è magicamente
trasformato in una manifestazione di “prestigio” anche per chi in passato
lo aveva snobbato e considerato una “disgrazia” per la città; il Palio, se
non è morto il 28 maggio
2006, ha
ricevuto almeno un durissimo, violento colpo. E’ tramortito, umiliato,
sulla scia della triste sorte egli animali - incolpevoli vittime - che
dalla Piazza non sono usciti sulle proprie zampe.
Il Palio di Ferrara, il drappo dedicato al patrono San Giorgio - quello
“d’oro” dei cavalli - ha ceduto sotto il peso schiacciante dell’arroganza,
della presunzione anche di chi a fatica l’aveva svezzato e fatto crescere;
ha scricchiolato sotto il peso del denaro, dell’ingiustificata smania di
vincere, della frenesia di primeggiare, di un percorso di gara forse non
adeguato ma sondato e provato per almeno due giorni dagli “esperti” e dai
fantini sui loro cavalli.
Il Palio di Ferrara ha perso anche perchè il 28 maggio si è corso a un
altro palio, quello di Siena, dopo averne via via assorbito gli usi, i
maneggi e perfino (scandalosamente) il vocabolario.
Il Palio di Ferrara ha agonizzato ascoltando una Piazza pesantemente
ammutolita, incredula, tesa; poi ha avuto quasi un guizzo, un respiro
quando la tardiva decisione di fermare tutto è stata sottolineata da un
applauso si lebaratorio, ma amarissimo. Troppo tardi. Il Palio di Ferrara
del 2006: uno spettacolo al quale nessuno avrebbe dovuto assistere,
nemmeno i difensori più agguerriti del pensiero “al Palio è tutto
ammesso”.
Il Palio di Ferrara: ridate alla città quello di Borso, di Ercole e di
Eleonora, il Palio di gioia, senza purosangue, senza cadute rovinose,
magari più lento ma più pulito - le alternative non mancherebbero.
“Questo” Palio ormai quarantenne è una tradizione, è la tradizione di se
stesso e va tutelato; adesso deve anche essere aiutato a riprendersi da
una sconfitta che potrebbe essergli fatale. Ridate a Ferrara il suo Palio
di festa.
Angela e Davide Ghinato
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«Non si deve copiare Siena»
Le critiche di Malaguti
(An): fermiamoci a ragionare
Una corsa maledetta. E
sul Palio di Ferrara si è abbattuta una vera e propria bufera. C’è chi
parla infatti di condizioni inadeguate della pista. Lo stesso fantino
coinvolto nell’incidente, Giuseppe Zedde detto “Gingillo”, pare si sia
lamentato del terreno troppo duro e quindi scivoloso. Zedde, che è
ricoverato all’ospedale di Campostaggia nel comune di Poggibonsi, dove è
in cura dal dottor Roberto Coppini per una frattura al malleolo peroneale,
sarà operato lunedì prossimo e si rimetterà in venti giorni: non potrà
correre al Palio di luglio a Siena, ma per quello di agosto lo rivedremo
in pista in perfetta forma. Fra le tante riflessioni a cui saranno
chiamate contrade ed Ente Palio anche quella sui cavalli, cioè
sull’opportunità di continuare ad utilizzare purosangue oppure mezzosangue
come avviene a Siena e in altri palii italiani. Ma è probabile anche un
aggiornamento del regolamento della corsa, soprattutto per quanto riguarda
le scorrettezze fra fantini e i cavalli “scalcianti”.
Che il vento di Siena abbia soffiato troppo su Ferrara ne è convinto anche
Mauro Malaguti, vice presidente provinciale di An e consigliere comunale,
oltre che grande appassionato del Palio e amante degli animali.
«Ultimamente - sostiene - siamo troppo influenzati da Siena ed il giro di
denaro è diventato troppo forte. La nostra manifestazione è una festa
popolare e non può essere trasformata in questo. Evidentemente qualcosa
non funziona più e bisognerà ragionare con calma.
Credo che Ferrara debba innanzitutto staccarsi da Siena, non ha bisogno di
copiarla. E si dovrà compiere anche un’analisi sull’allestimento della
piazza, capire se è adeguata. Forse sono state messe delle Ferrari su un
circuito che non è da Formula 1. Ci sarà un anno di tempo per ragionare,
ma l’importante è che si adottino soluzioni tali che scene drammatiche
come quelle a cui abbiamo assistito non si verifichino mai più. Altre
città forse lo tollerano, Ferrara no». (m.a.)
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«Basta alle gare con animali»
Le associazioni indignate: partono
controlli e petizioni
Chiedono di abolire gare che prevedono l’uso di animali. O
quantomeno, se la legge regionale non diventerà più restrittive sulle
norme di sicurezza, di spostare la corsa dei cavalli all’Ippodromo. E per
dare maggior forza alle rivendicazioni, un gruppo di associazioni
animaliste ferraresi annuncia anche la sottoscrizione di una petizione
popolare. E c’è chi annuncia anche il ricorso alle vie legali.
A scendere in campo, con un lungo e indignato intervento, sono le
associazioni animaliste Associazione Portuense per la Tutela degli
Animali, Avedev, Enpa, Gruppo Animalista Solidarietà, Gata, Lav, Lega
Animalista di Copparo, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, e Lipu. «La
Costituzione Europea del 2004 - spiegano le associazioni - riconosce gli
animali come esseri “senzienti”. In Italia, il cavallo è considerato un
animale “da reddito“, ovvero per la produzione di carne. Non esiste nel
nostro paese una legge nazionale che ne regoli l’utilizzo in ambiti
diversi, come per lo spettacolo». Ma interviene la normativa regionale.
Infatti, spiegano ancora le associazioni, «nella Regione Emilia-Romagna
c’è la legge 5 del 2005, che purtroppo autorizza lo svolgimento di gare di
equidi nel corso di manifestazioni popolari, da svolgersi nel rispetto di
apposite indicazioni tecniche, che prevedono in particolare il tipo di
materiale per le piste da corsa e il possesso dei requisiti strutturali e
di sicurezza del percorso di gara per persone e animali». E proprio sul
fronte del rispetto delle norme di sicurezza le associazioni faranno
sentire la loro voce: «Di quanto la norma regionale vigente prevede
chiederemo da subito conto a tutte le Istituzioni competenti mediante
l’accesso agli atti - promettono - per verificare tutta la documentazione
esistente e se il dramma che hanno dovuto subìre alcuni cavalli che hanno
corso il Palio 2006, pagato con la loro stessa vita, poteva essere
evitato; e, se ve ne sono, di chi sono le responsabilità civili o penali».
Un tema che del resto non si presenta solo oggi: «Di certo - continua la
nota - c’è la purtroppo vecchia ma ancora attuale condanna di tutte le
Associazioni animaliste di Ferrara, che ritengono gli spettacoli con l’uso
degli animali un’offesa agli animali “soggetti di vita” e anche ai
sentimenti di un sempre maggior numero di persone, come testimoniano le
tante telefonate ricevute dalle associazioni da parte di molti ferraresi,
indignati dello spettacolo cui hanno assistito o che hanno appreso
leggendo i quotidiani». Da qui le richieste: «Continueremo a batterci
perchè il Palio riviva la sua storia ma abolisca le gare con l’uso degli
animali. Se quella volontà continuerà a non essere condivisa dagli
organizzatori e se la legge regionale non verrà presto rivista, ci
sentiamo di riproporre una nostra vecchia ma ancor oggi valida
alternativa: trasferire le corse nel luogo deputato alle competizioni, e
cioè l’Ippodromo. Proposta che rinnoviamo al Presidente dell’Ente Palio,
perchè quanto è successo ieri non abbia mai più a ripetersi. In una
società civile non ci può essere divertimento nel mettere a rischio la
vita anche di un solo animale». Poi l’annuncio dell’iniziativa popolare:
«Queste nostre richieste saranno oggetto di una petizione da sottoporre al
Sindaco di Ferrara e al Presidente della Giunta Regionale, che sin dai
prossimi giorni sarà possibile sottoscrivere in alcune sedi - che
comunicheremo - invitando i cittadini che le condividono ad aderire in
gran numero».
Ma c’è chi intende andare anche oltre: Alberto Felloni, referente
provinciale dell’Enpa, non esclude in caso di risposte non convincenti il
ricorso alle vie legali.
IL GIORNO - Lunedì 29 maggio 2006
FERRARA - Gara annullata per
una serie di incidenti che hanno coinvolto bestie e fantini. Pubblico
intossicato dagli spray al peperoncino delle forze dell'ordine.
Strage di cavalli, rissa al
Palio
di Stefano Lolli
Ferrara - E' il giorno più
cupo, nella storia del Palio più antico del mondo: tre cavalli
abbattuti a seguito di drammatici incidenti sulla pista di piazza
Ariostea, la decisione della giuria di annullare la gara (vinta dal
fantino romagnolo Claudio Bandini detto 'Batticuore' per il Rione di
San Paolo), e schermaglie tra i contradaioli sedate non senza fatica
dalle forze dell'ordine.
Un pomeriggio choccante, per i quasi diecimila spettatori, e per i
protagonisti di varie contrade, Il tributo più drammatico è stato
pagato da Borgo San Giacomo, che ha visto il proprio cavallo Bao Nero
agonizzare a lungo sulla pista, protetto pietosamente da un telone
bianco prima del trasbordo su un'ambulanza attrezzata.Ma la sorte
dell'animale era segnata, come quella dei cavalli di San Giovanni e
San Benedetto feriti, drasticamente azzoppati forse per effetto delle
buche nella pista, durante la disputa della corsa.
Il momento cruciale è stato all'inizio del secondo dei cinque giri di
pista: il fantino di San Giacomo, il senese Giuseppe Zedde detto 'Gingillo',
stava cercando una traiettoria esterna per sfruttare la massima
velocità nel rettilineo. Ma all'improvviso lo zoccolo del suo cavallo,
anche in questo caso forse per le condizioni della pista, non ha retto
e lo sventurato animale è finito rovinosamente contro lo steccato;
anche il fantino, nella caduta, ha riportato lesioni alla tibia e al
perone che ne mettono a rischio la presenza al Palio di Siena di
luglio.
Sotto gli occhi degli spettatori, si è consumato il dramma di 'Bao
Nero'; i veterinari si sono immediatamente prodigati, ma le sue
condizioni sono apparse molto gravi. Ferito seppur in modo più lieve
anche il cavallo di Borgo San Luca: ciò ha impedito al più titolato
tra i fantini in pista, il mitico Beppino Pes, di essere in gara.
Letteralmente sotto choc anche mossiere e giuria: mentre gli altri
cavalli sfilavano sulla curva dell'incidente, e San Paolo s'involava
verso la vittoria, ha preso corpo la decisione - mai assunta nella
ultratrentennale storia della manifestazione estense - di annullare la
gara. Anche se probabilmente nei prossimi giorni la giuria potrebbe
assegnare al rione bianconero il simbolo del successo, valido a questo
punto soltanto per l'albo d'oro. Ma il cui risvolto, amarissimo, è già
indelebilmente macchiato di lacrime, sangue e rabbia.
Rabbia. Perchè alla fine della gara sono scoppiati disordini dentro e
fuori dalla pista; alcuni spettatori hanno dovuto ricorrere anche alle
cure della Croce Rossa, per irritazione agli occhi causati dallo spray
al peperoncino spruzzato per sedare i tumulti. Una circostanza che ha
aggiunto polemica alle polemiche legate ai gravissimi incidenti in
pista; c'è chi accusa le body-guard di aver utilizzato tali sostanze,
ma l'agenzia di security si difende affermando che semmai sarebbero
stati alcuni agenti.
E la giornata di festa si trasforma in un drappo cupo anche per i
massimi dirigenti della manifestazione: <<Siamo traumatizzati -
afferma il presidente dell'Ente Palio Dario Franceschini, capogruppo
dell'Ulivo alla Camera -, non avremmo mai voluto vivere questo dramma
che non ha precedenti. Si tratta del primo incidente di tale gravità
nella storia della manifestazione. Ma a mente fredda dovremo ragionare
su quanto è accaduto>>.
C'è chi nell'emozione per l'accaduto, pensa già che quella di ieri
possa essere addirittura l'ultima edizione per il Palio estense.
Comunicati Stampa
29/05/2006
PALIO DI
FERRARA 2006, UN MASSACRO DI ANIMALI. L’ENPA: NO ALLE CORSE, I
CAVALLI LE PAGANO CARE
L’Enpa protesta contro il Palio di
Ferrara e ogni analoga manifestazione, i cui esiti sono tristemente
evidenti nella sorte di tre cavalli, uno ricoverato e ingessato e
due abbattuti per le ferite riportate nella gara. Erano otto gli
animali a partecipare alla contesa, ma solo cinque sono arrivati
vivi al traguardo, mentre la folla incitava alla vittoria la propria
Contrada.
Il Palio esiste da centinaia di anni, questa è la motivazione per
cui nonostante reiterate proteste si continua a fare del male ai
cavalli anno dopo anno. La tradizione, però. Avverte l’Enpa, non può
essere una giustificazione a perpetuare un rituale che nulla
perderebbe della sua suggestione se ci si limitasse alle magnifiche
sfilate in costume, o a giochi di abilità tra persone che si
contendono un premio.
Gli animali non possono e non devono essere gli strumenti di una
gara in cui sistematicamente, ogni anno, pagano un tributo di sangue
per il divertimento di una folla che forse non è consapevole della
sofferenza provata da questi esemplari, nella migliore delle ipotesi
sfruttati fino al loro massimo limite fisico; è accaduto in molte
corse ippiche, in tutta Italia, come dimostrato da un recente blitz
cui hanno preso parte le Guardie zoofile dell’Enpa.
L’Enpa chiede quindi che Ferrara segua l’esempio di altri Comuni
italiani, dotandosi di un regolamento che vieti ogni maltrattamento
agli animali, anche lo storico Palio, che non si limita a una gara
di sfortunati equini, ma è un momento di rievocazione storica che
potrebbe assumere ben altre valenze culturali senza ulteriori
spargimenti di sangue. (29 maggio)
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