Comunicato Movimento U.N.A.  6 giugno 2006

 

 

Festa della Palombella 2006

Colomba incubata, Duomo bombardato…

e soldi che potrebbero essere impiegati meglio a gloria dello Spirito Santo

 

 

Anche quest’anno si è svolta la Festa della Palombella e un’altra colomba ha “spiccato il volo” intubata, in nome della tradizione. Una tradizione che, evidentemente, può essere modificata in ogni suo aspetto, ma che non può rinunciare al sacrificio di un animale, secondo un’ispirazione certamente più pagana che cristiana.

 

Le modifiche, in quest’ultima edizione, sono state più che mai rilevanti. La colomba è stata in parte salvaguardata da petardi e fumo, che però nello spettacolo non sono mancati ma anzi centuplicati. A farne maggiormente le spese, stavolta, sono stati il Duomo e il Palazzo Soliano, oltre che centinaia di piccioni e le persone che si trovavano nei paraggi.

 

E’ stato infatti organizzato uno spettacolo pirotecnico degno più di truci feste paesane. Un tripudio di botti, fumo e fiaccole che invece di evocare la discesa dello Spirito Santo hanno piuttosto dato l’idea che un qualche satanasso ascendesse dagli Inferi. Un vero orrore se si considera che tutto ciò è avvenuto in una delle piazze più belle e importanti del mondo, con un’architettura preziosa, che è stata “bombardata” senza alcun rispetto.

 

Stupisce alquanto che l’Opera del Duomo, apparentemente così attenta al patrimonio artistico e culturale, concentrata da qualche tempo sull’istituzione di un museo “delle meraviglie”, abbia trattato in modo così “brutale”  lo stesso palazzo che dovrà ospitare tale museo.

 

Molti degli stessi orvietani più agguerriti nel conservare la tradizione hanno commentato negativamente tutto ciò, auspicando infine che, pur dovendo sostituire l’animale con un simulacro inanimato, la festa torni ad essere quella di prima nella coreografia.

 

Il Movimento U.N.A. è da sempre attivo in questa vicenda affinché gli organizzatori, le autorità civili ed ecclesiastiche locali comprendano che gli animali non sono oggetti ad uso e consumo degli umani. Sempre inascoltate le proposte di valorizzare la “festa “ in maniera civile e artistica, che coinvolga gli artigiani e i giovani delle scuole, ma evitando la sofferenza ad un inerme animale. Peccato, anche nel 2006 si è persa l’occasione di evolversi secondo la sensibilità comune del nostro tempo.

 

In merito al trattamento riservato agli splendidi monumenti orvietani, il Movimento U.N.A. si riserva di approfondire la questione con il Ministero per i beni culturali.

 

C’è infine un altro aspetto che colpisce. Gli animalisti sono sempre accusati di pensare agli animali e di non considerare mai la sofferenza dei bambini che muoiono di fame, e di sete. Ebbene, perché nessuno si accorge che i soldi spesi per uno spettacolo pirotecnico come quello di domenica basterebbero a scavare un pozzo in Africa e a dissetare un intero villaggio? Non sarebbe questa un’azione ben più degna per la gloria dello Spirito Santo?

 

 

Ebe delle Fabbriche, presidente Movimento U.N.A

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