CORRIERE CANADESE
29 MARZO 207
 
Cibo avvelenato, negli Usa più di 2000 animali morti  In Ontario si cerca di quantificare il fenomeno
 
TORONTO - Continua a crescere il numero di animali deceduti dopo aver mangiato scatolette di carne prodotti dalla Menu Foods. Secondo gli ultimi dati disponibili, sarebbero più di duemila i cani e i gatti morti solamente negli Stati Uniti. Per quanto riguarda il Canada, non esistono statistiche precise. In Ontario, l'associazione che riunisce e rappresenta i veterinari - l'Ontario Veterinary Medical Association - ha deciso di lanciare ieri un programma su scala provinciale con l'obiettivo di disegnare una mappatura esaustiva dei casi accertati di avvelenamento.
L'Ontario è la prima provincia canadese ad avviare un progetto di questo tipo.
Il portavoce dell'azienda finita nell'occhio del ciclone - la Menu Foods di Mississauga - ha dichiarato che al momento in Canada i decessi accertati sono fermi a sedici, un numero che viene valutato con scetticismo dai veterinari, che al contrario sospettano che il fenomeno sia molto più esteso. La ditta di Mississauga il 16 marzo scorso aveva tolto volontariamente dal mercato circa 60 milioni di scatolette.
La scorsa settimana analisi di laboratorio hanno confermato la presenza nel cibo prodotto dalla Menu Foods di un potente veleno per topi. Gli inquirenti hanno aperto un'inchiesta per fare luce sulla vicenda e per determinare eventuali responsabilità. Contro l'azienda è stata avviata un'azione legale con una pesante richiesta di risarcimento.can

IL SECOLO XIX
29 MARZO 2007
 
Pappa al veleno, 104 animali morti
Usa, cresce l'allarme
Oltre 470 tra cani e gatti si sono ammalati dopo aver mangiato prodotti della Menu Foods
 
Isabella Villa
 
Sarebbero almeno 471 i cani e i gatti che hanno contratto malattie epatiche dopo aver mangiato cibi in scatola prodotti dalla Menu Foods. Oltre cento sarebbero già morti. E le stime - assicura Paul Pion, fondatore del Veterinary Information Network che ha come membri trentamila tra veterinari e studenti di veterinaria - è assolutamente in difetto. Le cifre arrivano infatti da un sondaggio tra gli associati effettuato via internet e non tutti hanno risposto. «Solo il dieci per cento dei veterinari iscritti al nostro sito web ha rispedito il questionario compilato - spiega Pion che esercita la professione in California - confermandoci 471 casi di animali che hanno contratto malattie al fegato negli ultimi giorni e 104 decessi. Solo nei prossimi giorni, esaminate le altre risposte, potremo essere più precisi».
L'allarme per le scatolette di mangime umido per cani e gatti avvelenate è scattato un paio di settimane fa quando la Menu Foods - un colosso del settore con oltre un miliardo di confezioni prodotte nel 2006 - ammise la morte di 16 tra cani e gatti e dispose il ritiro di 60 milioni di scatolette confezionate tra il tre dicembre 2006 e il sei marzo 2007 e commercializzate in Nord America sotto 95 diverse etichette (52 per cani, 43 per gatti). Successivamente la società confermò che nel mangime umido era stato isolato un veleno, l'aminopterina, un derivato dell'acido folico una volta utilizzato per indurre l'aborto e ora vietato negli Stati Uniti anche come veleno per i topi, sostanza che può provocare gravi malattie epatiche in cani e gatti. Gli scienziati del New York State Food Laboratory, che hanno confermato la presenza di aminopterina nelle confezioni analizzate, non riescono a spiegare come il veleno sia finito nelle scatolette, peraltro confezionate in due diversi stabilimenti della Menu Foods, azienda che produce mangime per i più importanti marchi specializzati nell'alimentazione degli animali domestici. Ricercatori del New Yoork food lab, della Cornwell University, e di altri laboratori americani stanno ancora lavorando per cercare di capire quali ingredienti del cibo possano essere stati contaminati con l'aminopterina anche se il principale "indiziato"è un glutine di grano proveniente dalla Cina. Impossibile contattare la sede centrale della Menu Foods in Canada per capire se le confezioni contaminate possano essere state distribuite al di fuori del Nord America, alcuni dei marchi "incriminati", infatti, sono in vendita anche in Italia. La società ha messo a disposizione dei clienti un call center e decine di operatori, ma le chiamate, comprese quelle all'ufficio stampa, non vanno oltre una segreteria telefonica che invita a lasciare un messaggio. «We'll call you back», promettono, Ma la telefonata non arriva.
Attraverso un portavoce, Sam Bornstein, dal suo sito internet, la Menu Foods si limita a garantire che «la società sta facendo ogni sforzo per scoprire come la l'aminopterina sia finita nel cibo», ma ammette di non aver ottenuto grossi risultati e garantisce che gli unici prodotti a rischio sono quelli confezionati tra dicembre e marzo, mentre «gli altri possono essere venduti». Così come il mangime secco, i croccantini, che non sono mai stati a rischio.
Intanto lo studio legale "Frank Jablonski Progressive Law Group" ha avviato un'azione legale contro la società. Novantacinque le adesioni da parte di proprietari di animali ammalatisi dopo aver mangiato cibo avvelenato, ma molte altre potrebbero arrivare.«Non avremmo avviato un'azione legale di questo tipo senza la certezza di vincere », assicura Jablonski, mentre Jacqueline Johnson di Madison nel Wisconsin, racconta la sua esperienza. Il suo gatto Gumble si è ammalato dopo aver mangiato cibo contaminato, l'animale ha inziato a dormire molto, a rifiutare cibo e perdere peso. La dignosi del veterinario fu: problemi renali acuti. Gumble è stato curato, ma la signora Johnson ha già speso più di tremila dollari di veterinario e il suo gatto dovrà essere sottoposto a cure continue. «Io sono stata fortunata - ha dichiarato - perché è stata fatta una diagnosi tempestiva, ma penso a tutti gli animali che stanno morendo».
E ci pensa anche il portavoce della Menu Food. «Il nostro cuore - ha sottolineato Sam Bornstein - va alle molte migliaia di proprietari di animali che hanno perso i loro amici o temono di perderli». Ma il colosso dell'alimentazione al momento non riesce a fare nulla di più.

CORRIERE CANADESE

4 APRILE 2007
 
Salmonella nel cibo avariato di cani e gatti? Quinta azienda ritira i prodotti dal mercato
 
Continua la via crucis dei proprietari di animali nordamericani. Ieri la Eight in One ha deciso di togliere dal mercato alcuni prodotti in seguito ad un allarme salmonella lanciato da alcuni ricercatori della compagnia di Cincinnati. A scopo precauzionale l'azienda americana ha deciso di togliere dagli scaffali dei negozi specializzati il Dingo Chick'n Jerky for dogs, il Dingo Kitty Chicken Jerky e il Dingo Ferret Chicken Jerky. Il batterio - ha dichiarato un portavoce dell'Eight in One - potrebbe essere estremamente pericoloso per gli animali. L'azienda ha comunque assicurato che i consumatori che hanno acquistato i suoi prodotti a rischio salmonella saranno completamente rimborsati.
La ditta ha attivato un numero attraverso il quale sarà possibile avere tutte le informazioni necessarie per ottenere il rimborso: 1 888 232 9889.
Quella di Cincinnati è la quinta azienda specializzata in mangime per animali costretta a ritirare i propri prodotti dal mercato dall'inizio della vicenda. Menu Foods, Nestle Purina PetCare Corporation, Hill's Pet Nutrition e Del Monte Pet Products hanno ritirato dagli scaffali dei negozi numerosi prodotti a causa del rinvenimento nei loro mangimi per cani e gatti di melamina, una sostanza chimica utilizzata per la produzione di plastica, ceramiche e utensili da cucina.
L'agente tossico - avevano confermato le analisi di laboratorio decise dalla Food and Drug Administration americana - era contenuto nel glutine di grano utilizzato dalle aziende nordamericane al centro dello scandalo. Ma la catena delle responsabilità si è allargata ad una ditta cinese - la Xuzhou Anying Biologic Technology Development Company Ltd - fornitrice del glutine di grano utilizzato nei mangimi contaminati.
Ieri un responsabile della ditta americana fornitrice del glutine al centro dello scandalo - la ChemNutra Inc - ha confermato che il prodotto non è stato destinati ad alimenti consumati dagli esseri umani. «Lo escludiamo categoricamente», ha aggiunto Stephen Miller.

 

CORRIERE CANADESE

2 APRILE 2007
 
Pet food, terza ditta nei guai La Nestle Purina PetCare Corporation ritira dal mercato un mangime per cani. È giallo sugli effetti della melamina
 
Si allarga a macchia d'olio l'inchiesta sul mangime avariato che ha già ucciso più di duemila cani e gatti in tutto il Nordamerica. Dopo la Menu Foods di Mississauga e la Hill's Pet Nutrion, una terza ditta specializzata nella produzione di mangime per animali ha deciso di ritirare dal mercato un suo prodotto.
Si tratta della Nestle Purina PetCare Corporation, che ha tolto dagli scaffali dei negozi specializzati l'Alpo Prime Cuts in Gravy, un prodotto destinato ai cani. Un portavoce della ditta ha confermato che il mangime è stato ritirato a scopo precauzionale: nel prodotto, infatti, sarebbe presente il glutine di grano contenente la melamina, l'agente chimico che avrebbe causato il decesso degli animali.
La melamina è un composto utilizzato per la produzione di ceramica, plastica e materiale per le cucine. Sulla questione gli esperti non sono riusciti a trovare una posizione comune. Venerdì scorso la Food and Drug Administration aveva confermato la presenza della sostanza sia nel mangime tolto dal mercato sia nelle urine degli animali avvelenati.
Secondo alcuni scienziati la melamina sarebbe tossica solamente se ingerita in grandi quantitativi: se somministrata in dosi massicce per un prolungato periodo di tempo, la melamina provocherebbe lo sviluppo di metastasi tumorali.
Anche gli esperti della Food and Drug Administration non si sono voluti sbilanciare sul rapporto di causa-effetto tra il rinvenimento dell'agente chimico nelle urine degli animali e il decesso di oltre duemila cani e gatti in tutto il Nordamerica.
E il giallo rimane anche per quanto riguarda un secondo filone dell'inchiesta, quello relativo alla presunta presenza di tracce di aminopterina nel cibo avvelenato.
Una decina di giorni fa, le prime analisi effettuate in un laboratorio specializzato nello stato di New York aveva confermato la presenza dell'additivo nel cibo della Menu Foods. La sostanza viene utilizzata in numerosi prodotti chimici e medicinali: l'aminopterina si può trovare, ad esempio, in alcuni farmaci anticancro e in molti veleni per topi.

CORRIERE CANADESE

26 MARZO 2007
 
«Togliete i prodotti dagli scaffali» Pet food, indagini a 360 gradi La Menu Food sollecita tutti i supermercati al ritiro totale delle confezioni di cibo per cani e gatti
 
TORONTO - «Tutte le confezioni di cibo per cani e gatti devono essere subito tolte dagli scaffali».
Un allarme dentro all'allarme. È di soli due giorni fa la notizia, data dal Dipartimento di Agraria dello Stato di New York, del ritrovamento di topicida nelle lattine di cibo per animali domestici. Ora la Menu Foods, con sede a Mississauga, ha dichiarato che «alcune carni in salsa» sono rimaste nei supermercati nonostante l'ordine di un ritiro immediato, imposto la scorsa settimana.
Il 16 marzo i prodotti di ben 95 marche famose di cibo, inscatolati tra il 3 dicembre 2006 e il 6 marzo 2007 e distribuiti in Canada, negli Stati Uniti e in Messico, erano stati tolti dagli scaffali seminando panico e gettando nell'angoscia molti padroni degli amici a quattro zampe.
Sedici tra cani e gatti sono morti in Nord America dopo aver mangiato la carne in salsa incriminata riportando i classici sintomi da avvelenamento, tra cui insufficienza renale. Un numero, secondo uno degli avvocati che sta seguendo la causa legale contro la Menu Foods, destinato non solo a moltiplicarsi ma a raggiungere picchi molto alti: «È strano che ci siano solo 15, 16 casi in tutto il Nord America. Nei prossimi giorni saremo destinati a sentire parlare ancora di altre morti per avvelenamento, più di quelle che abbiamo già appreso fino a questo momento».
E la Menu Food ha sollecitato tutti i supermercati a togliere i prodotti che riportano con il codice e la data di confezionamento incriminati.
Il ritiro dei prodotti dai supermercati è costato alla Menu Foods 40 milioni di dollari di perdita. Una cifra che potrebbe salire dal momento che la compagnia sarà costretta a pagare tutte le spese veterinarie sostenute dai padroni degli animali intossicati. L'Ontario Veterinary Association consiglia di tenere sotto controllo i propri animali e controllare che la carne in scatola comprata non compaia nella lista delle 95 marche di cibo. Tra i sintomi che possono essere un campanello d'allarme - ricorda l'associazione vetarinaria - sono vomito, diarrea, perdita di appetito, letargia, grande abbondanza o totale assenza di urina, sete eccessiva. L'aminopterina, la sostanza trovata nelle scatole di cibo -illegale negli Stati Uniti - è utilizzata in molti paesi come veleno per topi. Su come sia finita nelle lattine di carne, è ancora un mistero.
La Food and Drug Administration sta concentrando le indagini sul glutine della farina presente nel cibo: «È difficile che il glutine in sé possa causare insufficienza renale, ma l'ingrediente può essere stato contaminato da sostanze metalliche o tossine».
Paul Henderson, presidente della Menu Food, ha dichiarato, in una conferenza stampa che si è svolta venerdì, che «non ha idea di come il topicida possa essere finito nei suoi prodotti» e ha chiesto ufficialmente scusa ai padroni di cani e gatti.

Animalieanimali
26 MARZO 2007
 
USA: ALLARME PER TOPICIDA IN CIBO PER ANIMALI
Quattordici morti, allerta in Nordamerica e Messico.
 
Dopo la morte di 14 animali domestici, un cane e tredici gatti, nel Nordamerica e' ormai allarme per la presenza di tocipida riscontrata nelle confezioni di cibo per animali prodotte dall'azienda canadese "Menu Foods". Il Dipartimento dell'Agricoltura dello Stato di New York ha confermato, in seguito ad alcuni test di laboratorio condotti ad Albany, quantitativi di 'aminopirina' - un veleno per topi che negli Stati Uniti e' considerato illegale e quindi vietato al commercio - nelle scatolette d'alimenti per cani, gatti ed altri animali domestici.
L'aminopirina e' una sostanza utilizzata nelle medicine per i trattamenti del cancro e negli aborti, oltre che per il confezionamento di veleno per topi. "Il quantitativo di questo prodotto e' troppo elevato nelle confezioni", ha affermato Patrick Hooker, commissario per l'Agricoltura dello Stato di New York. "Allo stadio attuale, le analisi di laboratorio sono state soltanto un primo passo nel quadro di un lungo processo attraverso il quale contiamo di capire cosa e' come tutto cio' sia potuto accadere", ha aggiunto l'alto funzionario americano.
La
'Menu Foods' ha cosi' deciso di ritirare circa 60 milioni di scatole di 'pet food' dagli scaffali di supermercati e negozi specializzati di Stati Uniti e Canada. Si tratta probabilmente della piu' imponente iniziativa di "richiamo in fabbrica" di prodotti non conformi agli standard di sicurezza e qualita' mai accaduta prima d'ora sul mercato nordamericano. Intanto in Canada i consumatori hanno gia' avviato una causa legale intentata presso un tribunale dell'Ontario.(Psv-Kan/Col/Adnkronos)

(RE) THINK AMERICA
25/03/2007
 
E' stata individuato l'agente avvelenante contenuto nel cibo per animali domestici che ha gia provocato la morte per complicazioni renali di 15 gatti ed un cane negli Stati Uniti.
 
Antonello Musina
 
Si tratta dell'aminopirina, una sostanza che in alcuni paesi del mondo e' utilizzata come anti-ratto e che e' stata rintracciata nel glutine di segale utilizzatato dalla compagnia canadese Menu Foods per preparare il cibo.
La Menu Foods distribuisce cibo per cani a gatti a numerose catene di negozi per animali con etichette e brand differenti: Petsmart, Walmart, Safeway, Kroger, Eukanoba etc. ed e' pertanto scoppiata una vera psicosi qui negli USA tra i padroni di animali domestici.
L'aminopirina, un tempo utilizzata negli USA come abortivo per gli esseri umani e' oggi vietato all'interno del paese, ma in altri, tra cui la Cina, da dove proviene il glutine, e' utilizzato come trattamento anti-roditori.
Oltre 60 milioni di confezioni di cibo sono gia state ritirate dagli scaffali nelle ultime ore.