24 GENNAIO 2007
 
VIVISEZIONE 'Ecco la mia legge salva-cavie'
L'ha depositata a Montecitorio il deputato di Forza Italia Benedetto Della Vedova: prevede il reinserimento degli animali studiati, norme sugli animali transgenici e metodi alternativi all'uso di animali
 
Roma, 24 gennaio 2007 - Metodi alternativi; reinserimento degli animali; norme sugli animali transgenici. Insomma, una proposta di legge salva-cavie. Una riforma integrale di tutto il settore della sperimentazione animale. Le novita' per i laboratori- per chi ci lavora e per chi subisce gli esperimenti- sono contenute nella proposta di legge (Ac 2157) depositata dal deputato di Fi Benedetto Della Vedova. E presentata oggi a Montecitorio. La pdl, spiega il firmatario, e' un punto di incontro tra diverse istanze: quelle che arrivano dal settore della farmacologia e quelle avanzate dall'universo animalista. Non a caso, alla conferenza di oggi erano presenti i presidenti della Lega antivivisezione Gianluca Felicetti e di Farmindustria Sergio Dompe'.
Diversi i punti salienti della proposta di legge firmata da Della Vedova. Eccone alcuni.
- Metodi alternativi: rappresentano una concreta speranza per il futuro di non utilizzare piu' gli animali nella ricerca, almeno per cio' che riguarda la ricerca applicata.
- Reinserimento degli animali. Tranne qualche eccezione, l'attuale prassi prevede la soppressione delle cavie. l'articolo 5 della pdl stabilisce la sopravvivenza degli animali che al termine delle procedure di ricerca siano ancora in buone condizioni di salute.
-Animali geneticamente modificati. L'articolo 6 della pdl individua in maniera dettagliata i criteri con cui devono essere generati, utilizzati ed allevati gli animali biotech. Si introduce anche il concetto di rapporto tra danno e beneficio.

LIBERO
 
12 GENNAIO 2007

Non incolpate i gatti per le malattie in corsia


Oscar Grazioli

Dopo l'inchiesta sul Policlinico di Roma, tutte le sere "Striscia" ci ripropone filmati di pazienti che escono dalla sala operatoria e, per arrivare in camera, affrontano un percorso in corridoi luridi dove cadono sulla barella i materiali più vari, a seconda del tipo di incrostazione che crolla. Roba che uno penserebbe di vedere un servizio sulla periferia di Lagos. Naturalmente, come sempre accade a babbo morto, scattano i controlli dei NAS, spediti dal ministro di turno a verificare quello che tutti sapevano, fuori e dentro gli ospedali. Tutti tranne gli amministratori con la testa sprofondata in un metro di sabbia e il borsellino pieno. Durante i controlli nelle strutture milanesi, i carabinieri hanno segnalato una situazione "gravissima" che si verifica (da 40 anni) all'ospedale S. Carlo. Una colonia di gatti staziona negli scantinati dell'ospedale e, quando c'è il sole, si rischia di avvistarne qualcuno nel giardino. Ora, amo molto gli animali (e adoro i gatti), ma non sono estremista al punto da ignorare che una struttura sanitaria non sia il posto ideale per ospitare colonie feline. Quello che ci terrei a precisare, però, è che le paventate epidemie di tigna, rogna e toxoplasmosi, evocate come uno spettro incombente sui pazienti, sono leggende metropolitane. Qualche gatto potrà anche avere una micosi e qualcun altro una rognetta ma, dato che, come ha dichiarato il direttore generale Gianola «i gatti non vengono mai a contatto con operatori e malati, ma solo con addetti allo stoccaggio dei rifiuti». E se fossi un addetto alle prese con scatoloni di bende infette, garze insanguinate e aghi contaminati, sarei molto più preoccupato di questi piuttosto che di un micio ben nutrito. Quanto all'affermazione dei carabinieri che «i gatti non sono vaccinati e possono quindi trasmettere malattie serie» sarei molto felice che la Benemerita si limitasse a fare il suo lavoro, già molto prezioso e difficile, lasciando ai veterinari il loro, non meno prezioso e complesso. Le malattie per le quali si vaccinano i gatti sono proprie ed esclusive dei felini e non possono essere trasmesse in alcun modo a persone né tanto meno ai bambini, cui corre immediatamente la fantasia del profano. E poi, quando mancano i gatti, si sa, i topi ballano. Anche quelli a quattro zampe.

La Nazione – 05 novembre 2005 (dalla agenda di Firenze)

Animali: Luci ed ombre

Secondo convegno nazionale sulla legge 189/2004 – dei delitti contro il sentimento per gli animali “Luci ed ombre sulla nuova normativa” ad un anno dall’entrata in vigore. Proposte e dibattito oggi alle ore 14.30 pressa sala AUEL (parterre – cubo 8, Piazza della Libertà 13). Interverranno: Elvino Gasparotti, Francarita Catelani, Massimo Comparotto, Stefano Dragone, Francesco Maggini, Vincenzo Musacchio, Rossella Ognibene, Natale Ripamonte, Luana Zanella, Gianna Cherubini.


Il Corriere di Firenze – 07 novembre 2005 (dalla cronaca di Firenze)

Promosso da Ceda, Oipa e Una a poco più di un anno dalla entrata in vigore.

Un convegno ha fatto luce sulla normativa

Maltrattamento degli animali

Quando una legge nasce già “vecchia”

 

Firenze – A poco più di un anno dall’entrata in vigore della legge 189/2004 dei delitti contro il sentimento degli animali, appare purtroppo condivisibile l’affermazione del veterinario Oscar Grazioli: una legge nata già vecchia.

È dello scorso sabato un convegno che mirava a far conoscere la legge nei suoi aspetti positivi e in quelli negativi e intende anche presentare la proposta di legge per rimuovere queste ultime. Promosso e organizzato da Ceda onlus, Oipa e Movimento Una, con il sostegno di altre trenta associazioni e gruppi animalisti italiani, il convegno è stato presentato da Elvino Gasparotti (Ceda onlus). Numerosi gli interventi: Stefano Dragone (magistrato) ha presentato la legge nelle sue linee generali; Rossella Ognibene (avvocato) ha analizzato a fondo la legge nei suoi risvolti giuridici; Vincenzo Musacchio (docente universitario) ha raffrontato la legge italiana con quelle internazionali; Natale Ripamonti e Luana Zanella (parlamentari) hanno presentato il disegno di legge per emendare i lati negativi della vigente normativa; Francesco Maggini (veterinario) ha esaminato la questione della sofferenza degli animali nei suoi vari aspetti; Massimo Comparotto (presidente Oipa) e Francarita Catelani (rappresentante Movimento Una), hanno illustrato l’esperienza delle associazioni. In chiusura il dibattito con il pubblico. In sintesi si può dire che questa normativa risulta avere sanzioni molto più incisive rispetto a quelle precedentemente previste (da qui il sostegno di alcuni), ma proprio per questo ne è stata fortemente limitata l’applicabilità, sottraendo all’azione penale anche molti maltrattamenti precedentemente perseguibili (da qui le proteste di altri) e il fatto che la legge risulti già vecchia perché spesso del tutto inefficace. Si sanziona cioè solo quella crudeltà che urta il sentimento di pietà che gli umani hanno per gli animali, cresciuto nel tempo nella società, purché questo non intralci interessi economici o ritenuti socialmente apprezzabili. Così si è potuta reintrodurre senza problemi la terribile pratica dell’ingozzamento delle oche e delle anatre; in Molise la corsa dei buoi, per la quale la cassazione ha convalidato una condanna per maltrattamento sulla base del vecchio articolo 727, può proseguire indisturbata.