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BRESCIA OGGI
8 APRILE 2007
LA DENUNCIA DEGLI ANIMALISTI.
Secondo l’Aidaa, in un
anno, in Lombardia sono scomparsi oltre tremila animali
Crudelia De Mon colpisce ancora Nel 2006 a Brescia spariti 350 cani e 200 gatti: si sospettano «rapimenti» mirati
Natalia Danesi
Animali domestici rapiti destinati a
diventare pellicce, essere usati per il mercato dell’accattonaggio, o
avvelenati. Non è la trama di un film dell’orrore ma una triste realtà
che in Lombardia e nella provincia di Brescia sta assumendo dimensioni
preoccupanti. A lanciare l’allarme è l’Associazione italiana difesa
animali ed ambiente che dal 2004 si occupa anche, ma non solo, di
raccogliere le denunce dei cittadini e delle associazioni animaliste e
di offrire consulenza e tutela legale gratuite.
Della sottrazione dei piccoli amici a quattro zampe si parla ancora poco, ma i casi noti sono già parecchi. Secondo Aidaa - che ha preso in esame le singole segnalazioni delle associazioni, le richieste di aiuto pervenute allo sportello animali dell’Associazione e le denunce ricevute dalle forze dell’ordine - lo scorso anno nella nostra regione sono stati rapiti 2.050 cani e oltre 1.200 gatti, con il picco nella provincia di Milano (800 cani di cui 600 in città, e 450 gatti di cui 350 in città). La provincia di Brescia non viene risparmiata dal fenomeno: nel 2006 sono stati 350 i cani e 200 i gatti sottratti ai padroni. Ma è una realtà che tocca un po’ tutta la Lombardia, da Bergamo (280 cani e 300 gatti) a Como (160 e 105), da Sondrio (95 e 66) a Varese (266 e 160). Lo scenario che si prospetta per i poveri animali è agghiacciante. Secondo Aidaa i cani sani e di media e grossa taglia vengono inviati all’estero, dove sono utilizzati per la sperimentazione farmacologica. Alcuni animali rapiti sono destinati ad essere trasformati in pellicce, un fenomeno marginale, ma che esiste anche in Lombardia. E ancora, i cuccioli rubati dagli zingari vengono sfruttati per il mercato dell’accattonaggio. Ci sono poi alcuni, pochi, casi di uso alimentare dei cani (ma per il momento - specifica una nota di Aidaa - si tratta di ipotesi al vaglio degli inquirenti) e altri di furti su commissione, magari di cani di razze pregiate e di elevato valore economico destinati al mercato dei «ricchi». Diverso è il caso dei gatti. Le sparizioni avvengono spesso nelle colonie feline: gli animali vengono quasi sempre uccisi per avvelenamento, oppure ceduti per la sperimentazione e vivisezione cosmetica e farmacologica. «Si tratta di un fenomeno da non sottovalutare. Secondo la nostra stima solo il 3 - 4 per cento dei proprietari denuncia l’accaduto - sottolinea Lorenzo Croce, presidente nazionale dell’Associazione -. Purtroppo i padroni spesso non intervengono perchè sperano che l’animale torni, o sono le stesse forze dell’ordine a minimizzare, invitando i proprietari a presentare semplice denuncia di smarrimento, anzichè di rapimento del cane o del gatto». Quella di smarrimento è una denuncia che «fa statistica», ma in seguito alla quale non viene aperto alcun fascicolo d’inchiesta. A Brescia le denunce effettuate nel 2006 per furto di animali risultano diverse decine. Aidaa ha seguito personalmente otto tra denunce ed esposti, uno dei quali per la sparizione di 13 gatti nella zona di Lumezzane. L’invito ai cittadini è di rivolgersi alle forze dell’ordine entro al massimo due settimane dalla sparizione dell’animale, o quantomeno contattare l’Associazione (i riferimenti sul sito www.aidaa.net) segnalando l’accaduto. Nel 2006 Aidaa si è occupata di oltre 1.700 denunce per casi di diverso genere, conta 2.300 referenti «osservatori» in tutta Italia, oltre a 60 avvocati che ricevono decine e decine di richieste per consulenze on line e, se necessario, effettuano anche il servizio di sportello conciliazione. Gli esperti si occupano di rapimento e smarrimento, ma anche di violazioni e liti condominiali, più diffuse di quanto si pensi. «In provincia di Brescia abbiamo notato che i rapimenti vanno di pari passo con l’apertura della caccia. Denunciare la semplice scomparsa di un cane o di un gatto non serve a molto - spiega l’avvocato Sabina Lupo, referente provinciale di Aidaa -. Se si hanno le prove che l’animale è stato sottratto volontariamente, magari perchè si ritrova aperto un cancelletto che in precedenza era stato chiuso, bisogna subito sporgere una denuncia personalizzata o contattare la nostra Associazione. Certo, purtroppo per il nostro codice gli animali sono ancora soltanto beni mobili, ma continuiamo a lottare perchè siano più tutelati».
IL MATTINO
10 APRILE 2007
CASTELLAMMARE. PERSE LE
TRACCE DI UN CENTINAIO DI ESEMPLARI CENSITI DALL’ASSOCIAZIONE
Furti di cani, allarme degli
animalisti
TITTI ESPOSITO
Castellammare (NA) - Randagi che spariscono
nel nulla, microchip di cani sterilizzati dall’Asl 5 e ritrovati fuori
Regione, cuccioli rubati e rivenduti all'estero.
Anche nella città stabiese scatta l'allarme per i
traffici illeciti che da anni, in Italia, come nel resto dell'Europa,
hanno come obiettivo gli animali domestici abbandonati o lasciati
incustoditi e probabilmente indirizzati al mercato della sperimentazione
e della vivisezione. La denuncia è di Rosaria Boccaccini,
presidente dell'Adda nella città delle acque. Un Sos quello degli
animalisti, lanciato da tempo, ma che nell'ultimo periodo è diventato
più che mai attuale. A detta dei volontari a difesa degli animali,
infatti, da alcuni mesi si registrano brusche diminuzioni di randagi per
strada. Degli oltre settecento censiti, senza contare quelli che
regolarmente vengono scaricati dai Comuni vicini, soprattutto dalla
penisola sorrentina, di ben un centinaio non ci sono più tracce. E
allora la preoccupazione è che quei furgoni che prelevano animali
nottetempo non siano solo voci ma storie vere, anche nella provincia a
sud di Napoli. Perciò oltre alle denunce alle forze dell'ordine, gli
animalisti stanno preparando un documento e un volantino, per informare
l'opinione pubblica sui rischi che corrono le povere bestioline
abbandonate per strada o quelle lasciate sole in macchina, mentre si fa
la spesa. «Purtroppo le sparizioni degli ultimi periodi, anche nella
nostra città - ha precisato la portavoce dell'Adda - sono un campanello
d'allarme di un fenomeno più vasto che deve essere controllato e fermato
non solo dalle associazioni ma da tutti, dai cittadini alle istituzioni.
I trafficanti di cani esistono e sanno
lavorare molto bene - ha aggiunto - la presidente Boccaccini - così come
ci sono anche dalle nostre parti associazioni fittizie o
pseudoanimaliste, persone che si fingono volontari animalisti facendosi
affidare cucciolate intere per adozioni in canili del nord, che
scoppiano, o in ipotetiche famiglie affettuose in Germania, o in altri
paesi europei. Ma la realtà è un'altra - ha continuato
la responsabile degli animalisti - non si può tacere di fronte alle
situazioni di maltrattamento ed ai viaggi per mete tutt'altro che
vivibili per i randagi che sono trattati come i rifiuti tossici». Per
evitare di incappare nella rete dei sedicenti zoofili allora secondo gli
animalisti è meglio attenersi ad alcune semplici regole. Prima di tutto
mai lasciare soli i cani, né in macchina, né davanti ai negozi. Mai
affidare intere cucciolate a sconosciuti che promettono sistemazioni da
favola senza indicazioni, anzi controllare se possibile gli animali dati
in adozione anche a distanza di tempo. Stessa cosa se la richiesta
arriva tramite internet o da persone che non offrono alcuna garanzie di
sicurezza o troppo lontano dal proprio territorio. Infine è bene non
fidarsi di veterinari che con la scusa di prestazioni gratuite prelevano
gli animali da casa vostra e promettono di riportarveli il giorno dopo
al massimo.
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