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Il piccione di
città è un animale rinselvatichito derivante
dal piccione domestico, che a sua volta deriva dal piccione
selvatico. Sebbene quindi il piccione di città derivi
da un antenato domestico, esso va considerato come una specie
selvatica, sia perché di fatto esso è tornato
ad una vita selvatica, sia perché le sue popolazioni
sono regolate dalle stesse leggi che regolano laccrescimento
delle popolazioni di animali selvatici.
Il suo stato di animale selvatico è stato riconosciuto
dal Tribunale di Torino con la sentenza n. 284/82 del 23 giugno
1983.
Come tale esso è protetto dallart. 2 della legge
11/02/93, n. 157; la sua uccisione o la cattura sono vietate
dagli articoli 3 e 18 della stessa legge.
Il controllo per motivi sanitari o per la tutela del patrimonio
storico - artistico può essere deciso solo dalle Regioni,
di norma mediante metodi ecologici, su parere dellIstituto
Nazionale della Fauna Selvatica, ai sensi dellart. 19
della stessa legge.
Inoltre il TAR della Lombardia ha annullato con sentenza 722/88
del 08/07/88 unordinanza del Comune di Cremona che prevedeva
la cattura dei colombi e quello della Toscana ha emesso, in
data 09/09/98, una sospensiva che impedisce catture e soppressione
dei colombi.
Da quanto sopra esposto risulta che qualsiasi forma di uccisione
o cattura che fosse deliberata da codesto Comune è
contraria alla legge.
Prima però di domandarci quali possano essere metodi
leciti per contenere e/o ridurre le popolazione dei piccioni
occorrerà verificare se ne esista la necessità.
Non ha infatti alcun senso parlare di sovrappopolazione in
mancanza di un riferimento ad una popolazione ritenuta ideale,
mentre si possono verificare inconvenienti più o meno
gravi dovuti alla presenza dei piccioni. Tali inconvenienti
possono essere di natura igienico-saniataria o di tutela del
patrimonio artistico.
Gli inconvenienti igienici e di tutela del patrimonio artistico
sono per lo più di breve entità, e spesso pretestuosi,
come si può verificare per il fatto che non vengono
allontanate dal centro cittadino le automobili che arrecano
un danno alla salute ben maggiore. Tali inconvenienti possono
comunque in genere essere eliminati attraverso un migliore
funzionamento dei servizi di nettezza urbana.
Gli inconvenienti di natura sanitaria non sono in genere importanti
né per gravità né per probabilità
(vedi in proposito il libro di Marchesini
Qualora tuttavia codesto Comune ritenesse che gli inconvenienti
derivanti dalla presenza dei piccioni fossero così
importanti da richiedere un intervento, dovrebbe trovare un
mezzo appropriato. Come abbiamo visto, cattura e uccisione
sono vietate dalla legge, ed inoltre non sarebbero efficaci.
È infatti una legge fondamentale dellecologia
che la grandezza della popolazione degli animali selvatici,
e così quella dei piccioni, tenda a stabilizzassi intorno
ad un valore detto capacità portante, che
dipende dalle risorse disponibili (soprattutto cibo e spazio).
Sottrazioni di animali attraverso catture od uccisioni verrebbero
in breve tempo compensate dallaumento della natalità,
dalla diminuzione della mortalità e dallimmigrazione
da zone vicine. Anche la cattura seguita da sterilizzazione
chirurgica e da reimmissione, oltre ad arrecare ai piccioni
un forte stress, non è una soluzione definitiva del
problema, perché i piccioni sterilizzati dopo un certo
tempo muoiono e vengono subito sostituiti da altri che bisogna
ancora catturare e sterilizzare in un intervento senza fine.
Le misure efficaci sono invece: in primo luogo una stima della
popolazione di piccioni ed un monitoraggio dei loro luoghi
di alimentazione. Se risulterà che i piccioni si nutrono
soprattutto con mangime distribuito da privati, il Comune
dovrà prendersi carico della sua distribuzione, anche
utilizzando come propri agenti i privati stessi, calcolando
la quantità necessaria e riducendola progressivamente,
ed eventualmente aggiungendovi sostanze antifecondative. Se
invece risulterà che i piccioni si nutrono prevalentemente
in campagna, sarà opportuno costruire delle colombaie
vicino ai luoghi di alimentazione per scoraggiarne il ritorno
in città favorendo la deposizione delle uova sul posto.
Inoltre sarà opportuno chiudere con reti metalliche
le nicchie di case e monumenti in città, utilizzati
dai piccioni per deporre le uova. Tale ultima operazione va
compiuta esclusivamente nei mesi invernali, gli unici in cui
i piccioni non nidificano.
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