| Firmate contro il via agli Ogm in
Italia! Cari Amici,
dopo l’invio del nostro comunicato di ieri, 19/01/10, ci è stato suggerito
da molte parti di diramare un appello per evitare che le decisioni che
verranno prese dalla Conferenza Stato-Regioni il 28 gennaio portino a
sdoganare gli Ogm in Italia.
Chiunque condivida questa nostra apprensione può rivolgersi al Ministro
Luca Zaia, che come tutti sappiamo condivide le nostre posizioni, con un
messaggio di incitamento a far ascoltare la sua voce.
Il Ministro Zaia deve rendersi conto che una valanga di cittadini è pronta
a contestare e a difendere i suoi diritti.
Basta entrare nel sito del Ministro:
http://www.lucazaia.it/it/index.php?s=scrivimi#scrivimi_form
scrivere un messaggio di proprio pugno (vi è uno spazio
apposito per le lettere dei cittadini) in base al nostro comunicato
(riportato più oltre), oppure copiare la lettera tipo seguente:
LETTERA TIPO:
Gentile Ministro,
La prego di intervenire tempestivamente per bloccare le colture OGM in
Italia, in occasione della riunione della Conferenza Stato-Regioni del 28
gennaio entrante.
Ritengo che la storia delle colture OGM abbia fino ad oggi abbondantemente
dimostrato che esse:
- Producono di meno (delle colture
tradizionali).
- Inquinano per contro molto di più …
(in media 4 volte).
- Mettono a grave rischio la salute,
l’ambiente e anche la libera scelta alimentare.
- Privatizzando, per mezzo dei brevetti
(riscossi ad ogni ciclo riproduttivo) la materia vivente del pianeta,
mirano al controllo del mercato alimentare globale da parte di alcune
poche multinazionali.
- Distruggono, nel contempo, la
sovranità alimentare dei popoli e sono una delle cause più importanti
per l’aumento della fame nel mondo.
Se fossero introdotte le colture GM in Italia si causerebbe un ulteriore
grave danno alla nostra economia e sarebbero inoltre compromesse
tradizioni culturali e culinarie, tra le principali attrattive del nostro
paese all’estero.
COMUNICATO EQUIVITA 19/01/10
IL GOVERNO, IN SORDINA, SDOGANA GLI OGM.
Un grande boccone avvelenato per i cittadini italiani, un nuovo regalo
alle multinazionali.
****************
Scegliendo di trascurare la sovranità
alimentare dell’Italia e la nostra preziosa biodiversità, il Governo ha
deciso di imboccare la strada che ci vedrà colonizzati dalle
multinazionali chimico-farmaceutiche-biotech detentrici dei brevetti sugli
Ogm.
A quanto risulta dall’articolo che pubblica “La Stampa” (“L’Italia sdogana
gli Ogm”, 17/01/10), è imminente il 28 gennaio il via libera formale alla
bozza sugli Ogm, che prevede le linee guida per la coesistenza (tra
colture tradizionali e colture Ogm) richieste dall’Unione Europea, che
tuttavia non sono state elaborate dalla grande maggioranza degli Stati
membri fino ad oggi.
L’Unione Europea, dopo avere emanato, con la lunga preparazione di 3
direttive e 4 regolamenti, le leggi per la tracciabilità e l’etichettatura
degli Ogm, era tenuta, secondo il programma stabilito, a produrre anche le
regole per la coesistenza (tra coltura tradizionali e colture
geneticamente modificate). In realtà la porta era stata spalancata agli
Ogm nel momento in cui era passata la Direttiva europea che autorizzava i
brevetti sulla materia vivente (98/44), ma si voleva quanto meno salvare
il diritto del cittadino europeo ad una libera scelta alimentare.
L’Unione Europea non poté elaborare le regole di coesistenza perché il suo
Comitato Scientifico dichiarò che tale coesistenza era inattuabile (gli
Ogm, anche se coltivati a distanza di chilometri, finiscono sempre per
inquinare ogni altra piantagione attraverso l’aria, i pollini, gli
insetti, e anche attraverso il suolo). Fu scaricata la “patata bollente”
dell’elaborazione di queste “linee guida” sugli Stati Membri, che a loro
volta, ovunque possibile, l’hanno scaricata (in Italia è avvenuto così)
sulle loro amministrazioni regionali. Le quali non hanno potuto fare
niente e in tal modo hanno impedito in Italia, come pure in svariati altri
Stati Membri, l’autorizzazione alle colture GM.
Oggi all’improvviso, senza alcun dibattito pubblico e in totale
violazione della Convenzione di AARHUS, cui l’Italia aderisce (e che
impone vengano informate le parti interessate dei cittadini, o gli
stakeholder, che devono anche prendere parte al processo decisionale
quando si elabora una iniziativa che riguarda l’Ambiente), ci giunge la
notizia che l’accordo tra Stato e Regioni si sarebbe concluso. Con
grande nostra sorpresa, dal momento che 16 Regioni Italiane si sono
dichiarate “OGM Free” (e recentemente Barroso, presidente della
Commissione Europea ha riconosciuto il diritto delle Zone “Libere da Ogm”
ad esserlo).
Anche se nel Rapporto “Come influenzare l’opinione pubblica sulle
biotoecnologie agricole” (!), l’addetta all’Agricoltura statunitense in
Italia definisce tutti, nell’elenco qui di seguito,“frange minoritarie”
…., una vasta maggioranza della popolazione si è espressa in Italia contro
gli Ogm in agricoltura. Tra di essi:
· il Governo nella persona del Ministro dell’Agricoltura Zaia
· 41 Province e 2.446 Comuni, oltre le 16 Regioni già menzionate
· il maggiore sindacato di agricoltori, la Coldiretti (9.812 sezioni
nelle 18 regioni e 568.000 agricoltori)
· la maggiore catena di distribuzione alimentare, Coop Italia
· numerose maggiori marche di prodotti alimentari, come Barilla,
Amadori, Bovinmarche, Fileni, ecc ...
· la coalizione di Ong “Liberi da Ogm” e numerose altre
Organizzazioni della Società Civile, anche in ambito accademico.
· numerosi gruppi di parlamentari di tutte le correnti (in
particolare Gianni Alemanno, già Ministro dell’Agricoltura e oggi Sindaco
di Roma)
· il Vaticano stesso con le dichiarazioni fatte dal Papa e scritte
nel Documento “Instrumentum laboris” (1) per il Sinodo dei Vescovi
Africani (pur se la Pontificia Accademia delle Scienze, che è autonoma dal
Vaticano e che da esso è stata smentita su “L’Osservatore Romano”, ha
tentato nel mese di maggio scorso di accreditare la tesi di un sostegno
del Vaticano agli Ogm …).
Le ragioni del rifiuto agli Ogm dovrebbero ormai essere note per le basi
solidissime (vedi anche bibliografia riportata di seguito) sulle quali
esse poggiano. Infatti gli Ogm:
· sono stati promossi negli anni ’90, malgrado un giudizio negativo
della Food and Drug Administration negli USA
· hanno promesso aumenti nei raccolti e riduzione dell’inquinamento
chimico ed entrambe queste promesse sono state non solo disattese ma
ribaltate (vedi ultimo rapporto del nov. 09 di Charles Benbrook: meno 10%
nei raccolti e 4 volte più inquinamento da pesticidi)
· hanno dimostrato di costituire un rischio per la salute umana
· hanno dimostrato di costituire un rischio ancor maggiore per
l’ambiente
· hanno privatizzato un “bene comune” prezioso almeno quanto l’acqua:
la materia vivente del pianeta.
· non sono, come hanno voluto farci credere, uno strumento per
migliorare la distribuzione di cibo nel mondo, ma al contrario una causa
importante della grave crisi di fame. Infatti, essi fanno in modo che i
popoli dipendano da potenti multinazionali, che mirano al solo loro
profitto, con la riscossione del diritto di brevetto (ad ogni ciclo
riproduttivo della pianta) e con il controllo del mercato globale del
cibo.
1-) “La campagna di semina di Organismi Geneticamente Modificati (OGM)
pretende di assicurare la sicurezza alimentare […]. Questa tecnica rischia
di rovinare i piccoli coltivatori e di sopprimere le loro semine
tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di OGM”.
(Benedetto XVI nel documento “Instrumentum laboris” per il Sinodo
dei Vescovi Africani, 2009).
Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. + 39. 06.3220720, + 39. 335.8444949
E-mail:
equivita@equivita.it
Sito internet: www.equivita.org
Bibliografia
1-) “The right to food. Seed policies and the right to food: enhancing
agrobiodiversity and encouraging innovation”, United Nations (luglio
2009).
http://www2.ohchr.org/english/issues/food/docs/A-64-170.pdf
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2-) “Failure to Yield. Evaluating the Performance of
Genetically Engineered Crops”, Union of Concerned Scientists (2009).
http://ucsusa.org/food_and_agriculture/science_and_impacts/science/failure-to-yield.html
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3-) “IAASTD - International Assessment of Agricultural
Knowledge, Science and Technology for Development” (2009).
http://www.agassessment.org/
4-) “Organic Agriculture and Food Security in Africa”, UNCTAD (United
Nations Conference on Trade and Development) e UNEP (United Nations
Environment Programme) (2008).
http://www.unctad.org/en/docs/ditcted200715_en.pdf
<http://www.unctad.org/en/docs/ditcted200715_en.pdf>
5-) Biotecnology No Sure Fix for World’s Nitrogen Fertilizer Pollution
Problem”, Union of Concerned Scientists (dicembre 2009).
http://www.ucsusa.org/
6-) “Impacts of genetically engineerd crops on pesticieds use
in the United States: the first thirteen years”, Charles Benbrook –
Organic center (novembre 2009).
http://www.organic-center.org/science.pest.php?action=view&report_id=159
7-) “Who Benefits from Gm Crops? The Rise in Pesticide Use”,
Friends of the Earth e Center for Food Safety (2008).
http://www.centerforfoodsafety.org/pubs/FoE%20I%20Who%20Benefits%202008%20-%20Full%20Report%20FINAL%202-6-08.pdf
<http://www.centerforfoodsafety.org/pubs/FoE%20I%20Who%20Benefits%202008%20-%20Full%20Report%20FINAL%202-6-08.pdf>
8-) “Out of Hand: Farmers face the consequences of a
consolidated seed industry”, Farmer to farmer Campaign on Genetic
Engineering (dicembre 2009).
http://farmertofarmercampaign.com/Out%20of%20Hand.ExecutiveSummary.pdf
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