Sperimentazione animale. Il pensiero precursore di Pietro Croce e il premio a lui intitolato, 25 novembre 2009 nei Musei Capitolini

L'assegnazione della 3° edizione del PREMIO PIETRO CROCE per l'abolizione della sperimentazione animale - attribuito ad ''Antidote Europe'' per uno studio di tossicogenomica sui pesticidi presenti nell'alimentazione umana - e' avvenuta  nel corso di una Conferenza in Campidoglio intitolata ''Salute umana: il futuro dei test e della prevenzione - il caso dei pesticidi''

In apertura sono intervenute Fabrizia Pratesi de Ferrariis  per Equivita e Giulia Lodigiani per UNA per presentare le due associazioni promotrici alla presenza di un pubblico numeroso ed interessato.

Hanno poi preso la parola  Gianni Tamino, presidente del Comitato Scientifico EQUIVITA, Luigi Campanella, presidente Societa' della Chimica Italiana e vincitore del Premio Croce 2°
André Ménache, direttore dell'associazione ''Antidote Europe'' premiata quest'anno da Francarita Catelani in rappresentanza di Ebe Dalle Fabbriche - fondatore dell'associazione UNA
Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia  e  numerosi altri

E' emersa la preoccupazione pressante dell'inquinamento globale del Pianeta dato che l'uso massiccio dei "pesticidi" ha provocato intossicazione Acuta ad almeno tre milioni di lavoratori agricoli, numerosi tipi di cancro (linfoma non-Hodgkin, leucemia, cancro alla prostata, ecc) e  malattie neurodegenerative come il Parkinson e l'Alzheimer, malattie tutte in crescita nei paesi industrializzati;

Altre sostanze chimiche molto tossiche sono quelle che migrano negli alimenti  e nelle bevande dagli imballaggi di plastica. Il più pericoloso di questi e' il Bisfenolo A (BPA), presente anche nei biberon
dei bambini e prodotto in ragione di 3 miliardi di kg per anno. Assimiliamo mediamente ogni giorno, da 1 a 15 microgrammi di BPA per kg di peso corporeo! ha spiegato André Ménache, riportando uno studio effettuato da Antidote.
La decisione presa dall'Unione Europea, fin dagli anni'80, di mettere un termine a questa sotterranea guerra chimica con l'ausilio di nuove leggi, come il progetto REACH (per la valutazione e regolamentazione delle sostanze chimiche) ha trovato grande sostegno presso le associazioni che difendono la salute e l'ambiente. Tuttavia:

EQUIVITA e UNA denunciano l'inadeguatezza del testo di REACH in quanto prevede ancora, come metodo di base per valutare la tossicità, quello che fa ricorso al ''modello animale'' e pretende di voler "validare" i metodi sostitutivi alla sperimentazione animale confrontandoli con quelli ottenuti con la sperimentazione animale.
Pare impossibile smuovere questa pratica antiscientifica (vivisezione), usata ed abusata, malgrado sia nato, negli USA, un nuovo pensiero scientifico che proprio di questo modello vuole sbarazzarsi. Lo ha
annunciato il NRC (Consiglio Nazionale delle Ricerche), con la pubblicazione nel 2007 del Rapporto intitolato ''Tossicologia del XXI secolo: una visione e una strategia'', commissionato dall'EPA (Agenzia
per l'Ambiente), definito da Thomas Hartung, della Johns Hopkins University, ''l'ingresso della tossicologia nell'era moderna'', e seguito pochi mesi dopo dalla firma di un protocollo d'intesa delle principali
agenzie americane per uno studio quinquennale di tossicologia cellulare applicata all'ambiente. Questo nuovo pensiero e' sovrapponibile con quello del movimento internazionale di antivivisezionismo scientifico, ovvero di Pietro Croce che  nel libro ''Vivisezione o scienza'' sostiene l'inaffidabilita' del metodo di sperimentazione animale e l'assoluta necessità di sostituirlo con i metodi veramente scientifici che oggi sono a nostra disposizione e si basano sulle nuove conquiste della scienza. Un esempio è proprio la tossicogenomica - usata da Antidote nel lavoro premiato ''Effetti dei pesticidi sulla salute umana''. La tossicogenomica studia il modo in cui una sostanza altera la funzione dei geni in una cellula umana.

''I risultati che si ottengono con la tossicogenomica sono milioni di volte superiori a quelli dei test su animali, sia per l'affidabilità delle risposte (pertinenti all'organismo umano) sia per la rapidità
(10.000 risposte in un giorno in un normale laboratorio), sia per i costi (estremamente inferiori), sia per la possibilità di valutare gli effetti cumulativi delle sostanze. REACH non può astenersi dal tenere conto
dell'effetto cumulativo delle varie sostanze'', ha dichiarato Gianni Tamino, presidente di EQUIVITA.