Persiceto: Lo rivela l'autopsia, ora s'indaga per maltrattamenti
"Somarella malata, non doveva sfilare"
 
Persiceto (BO) - La somarella Pasqualina era malata,quindi non idonea a fare uno sforzo imponente come trasportare un carro carnevalesco del peso di oltre due quintali. E' quanto emerge dall'autopsia effettuata sul cadavere dell'asinello morto due domeniche fa a San Giovanni in Persiceto durante la celebrazione del carnevale. E gli esami sull'animale raccontano una verità che rischia di aver pesanti risvolti penali. La malattia infatti secondo i medici dell'Istituto zooprofilattico sperimentale di Bologna, durava da parecchio tempo. Sarebbe stato dunque proprio lo sforzo a causare a causare il collasso coardiocircolatorio alla somarella, collasso che ne ha determinato la morte. L'autopsia rappresenta una svolta determinante in tutta la vicenda, che ha gettato una luce opaca sull'euforia che da sempre caratterizza il carnevale diPersiceto. I risultati degli esami segnano la conclusione dell'inchiesta della procura, il proprietario di Pasqualina e il conduttore del carro - già iscritti nel registro degli indagati - riceveranno gli avvisi di fine indagine e dovranno rispondere del reato di maltrattamento seguito da morte.
Una doccia fredda per Santon, al secolo Gianni Fregni, il conduttore del carretto trainato da Pasqualina, e per il proprietario dell'asinello. Santon, a poche ore dalla morte dell'animale - avvenuta tra l'altro sotto gli occhi delle persone che partecipavano al carnevale - si era detto stupito e amareggiato per la piega giudiziaria che aveva preso la vicenda. E aveva cercato di difendersi sostenendo che l'asina non era sotto sforzo, che il carrettino era leggero. Qualche giorno fa era sceso in campo anche il Comune di Persiceto, sostenendo a spada tratta Santon. - L'asinello non era morto di fatica, la verità verrà a galla.- si leggeva nella nota dell'amministrazione. L'indagine e l'autopsia stanno aprendo invece un altro scenario. E adesso si profila in modo sempre più pesante il reato di maltrattamento. Reato che appunto è previsto dalla nuova legge anche quando viene fatto fare ad un animale un lavoro sproporzionato alle sue forze.
La vicenda fa registrare anche la presa di posizione dell'allevatore finito sotto i riflettori proprio per la morte di Pasqualina - Non fa parte di Raglia con Noi, - spiegano i rappresentanti dell'associazione - perché questo è il nome della nostra asineria. Noi e i nostri asini partecipiamo ad eventi pubblici importanti quali Fieracavalli di Verona da ormai quattro anni. Proprio attraverso Fieracavalli ci siamo fatti conoscere anche all'estero. Il nostro nome compare sul nostro abbigliamento e sulle nostre attrezzature ed è ormai conosciuto. Tra l'altro la nostra attività è puramente di tipo hobbystico, ma non ci sogneremo mai di prestare i nostri asini ad altri per un carnevale.-

IL GOLFO

10/02/07
 
Questa volta a danno di una nota associazione animalista
 
Affaire cani, scattano altre perquisizioni domiciliari
 
Che si è contraddistinta negli anni per il lavoro svolto in favore degli amici dell’uomo. Gli agenti del commissariato di Ischia guidati dal vice questore Antonio Vinciguerra si sono presentati presso l’abitazione della presidentessa e della tesoriera dell’associazione ed hanno prelevato e sequestrato atti ritenuti interessanti per l’inchiesta, che verranno consegnati quanto prima al pubblico ministero. L’indagine potrebbe coinvolgere anche qualche amministratore comunale che stipulò alcuni contratti per dare un tetto ai cani
 
Ischia (NA) - Si allarga l’inchiesta sul traffico di cani da parte della procura della Repubblica di Napoli che si avvale della preziosa collaborazione del commissariato di Ischia, diretto dal vice questore Antonio Vinciguerra. Nella giornata di ieri sono state eseguite due nuove perquisizioni domiciliari nei confronti dei vertici di un’associazione che avrebbe il compito di aiutare gli amici a quattro zampe. Si paventa l’ipotesi di un giro per nulla chiaro e in considerazione di ciò, i magistrati, che nel frattempo sono diventati tre che si occupano di più filoni, hanno deciso di mettere mano sugli atti in possesso del presidente e del tesoriere di detta associazione per verificare la correttezza o meno della gestione. Nel frattempo si sospetta l’ipotesi di maltrattamento di animali e di “gestione” degli atti non conforme alla realtà. Ma questo è solo un primo passo, in quanto gli aspetti oggi in mano agli inquirenti sono molteplici e di ampio respiro. Sono stati sequestrati e quanto prima saranno trasmessi ai magistrati che ne dovranno approfondire le contabilità che sono diverse e comunque dovranno essere vagliate da un esperto. Gli agenti della squadra di polizia giudiziaria del commissariato di Ischia si sono recati nella mattinata di ieri presso l’abitazione della presidentessa dell’associazione, I.A., e della tesoriera U.G. Non si conosce quali sono i risultati degli accertamenti compiuti con meticolosa precisione da parte degli agenti che hanno controllato ogni angolo delle abitazioni con l’intento di rinvenire documenti utili all’inchiesta. E a quanto pare – da indiscrezioni trapelate – sono stati portati via alcuni documenti, e soprattutto il libro dove sono elencate le offerte per il sostentamento della stessa associazione da parte di privati cittadini, tra cui persone anche conosciute nell’ambiente isolano e non. E’ una inchiesta che è una costola di quella che è esplosa diverse settimane fa, quando gli stessi poliziotti hanno eseguito altre perquisizioni e notificato contestualmente avvisi di garanzia in ordine alla gestione del canile di Panza e funzionari dell’Asl Napoli 2 che hanno il compito istituzionale di svolgere controlli di loro pertinenza. In particolare nel settore veterinario. Quest’ultima iniziativa dimostra che l’inchiesta non è affatto in stand by, ma si muove a trecentosessanta gradi alla ricerca di elementi per comprendere che fine hanno fatto realmente i cani prelevati dalle strade (perlopiù abbandonati o cresciuti in cattività) e accuditi dallo stesso canile o da queste associazioni. Non più tardi di prima di Natale, gli stessi poliziotti si sono recati nella pineta ove erano allocati diversi cani per un sopralluogo constatando che erano tenuti in modo per nulla congeniale alla cura e al sostentamento degli animali a quattro zampe. Segnalando l’anomalia alla procura della Repubblica, che dopo gli ulteriori accertamenti di polizia giudiziaria ha quindi disposto le perquisizioni che sono state ritenute utili ed indispensabili per il proseguimento dell’accertamento della verità. In questo groviglio c’è anche l’ipotesi di reato di interruzione di pubblico servizio in ordine ad alcune attività che non sarebbero state eseguite da parte di chi si era impegnato a farlo con l’ente pubblico. Si parla in questo caso di un accordo stipulato diversi anni fa tra il canile e alcuni Comuni dell’isola d’Ischia, impegnandosi a prelevare, ogni qualvolta ve ne fosse necessità, i cani rimasti abbandonati per le strade per dare loro un rifugio o un tetto. Stando agli accertamenti compiuti finora dagli investigatori, tale patto non sarebbe stato rispettato in quanto in diverse occasioni i cani non sarebbero stati presi in affido come da contratto stipulato dietro pagamento di una somma di denaro concordata precedentemente. Con la scusa che non vi erano posti disponibili al momento. Non provocando, però, alcun danno per il canile, proprio per come era strutturata la convenzione tra comune e l’associazione che ha in affido l’intera struttura di Panza. In quest’ottica, sempre stando alle indiscrezioni, c’è una ipotesi tuttora al vaglio dei magistrati per individuare i presunti responsabili dei comuni che sottoscrissero l’accordo per contestare a loro l’ipotesi di reato contro la pubblica amministrazione. Si parla con insistenza di concorso in abuso d’ufficio e rifiuto in atti d’ufficio e qualcosa d’altro che deve ancora essere valutato in tutta la sua ampiezza. E’ ovvio che tutte queste persone sottoposte ad indagini devono essere allo stato definite innocenti fino al passaggio di una sentenza in giudicato. Lo riafferma la nostra Costituzione. Certo è che le troppe segnalazioni, le denunce che sono piovute come un temporale sugli uffici del procuratore della Repubblica, hanno provocato indagini a catena, tanto da richiamare l’attenzione di ben tre sostituti procuratori che si occupano di questo o meno presunto affare dei cani. Bisogna capire se effettivamente gli animali venivano dati in affido come è stato scritto in ogni atto rilasciato, o se qualcuno o meno abbia lavorato per fini poco leciti per ottenere dei vantaggi economici. Ecco perché le verifiche vengono svolte in più direzioni e le iniziative della procura della Repubblica vanno proprio verso una meta che preoccupa non poco tutti coloro che hanno avuto un ruolo nella “gestione” di questi animali indifesi. L’atto di sequestro compiuto è ritenuto assai interessante, che sommato a quelli eseguiti nei mesi scorsi, dà la dimensione che il fenomeno è complesso e che ha bisogno di ulteriori verifiche. Essendosi allargato il giro dei presunti indagati. Con la presenza di personaggi che hanno amministrato le comunità isolane e che hanno avuto contatti con i soggetti che hanno promosso, sponsorizzato e sollecitato un accordo per trovare una giusta sistemazione ai cani randagi. Oltre ai cani, nell’inchiesta si parla del fenomeno dei gatti randagi. Anche qui ci sarebbe stato qualcosa di irregolare. Che fine hanno fatto i diversi felini? Se lo chiedono gli agenti della polizia giudiziaria del commissariato di Ischia che cercano di rinvenire in qualche atto un elemento che consenta di ottenere una risposta esauriente a una domanda che il magistrato ha già formulato. Nell’attesa di un chiarimento, si è passati a mettere sotto torchio gli indagati, cercando di far sentire il fiato sul collo in modo da ottenere qualche risultato che al momento non è di tali dimensioni da innescare uno o più provvedimenti di somma urgenza.
 
IL GOLFO Quotidiano di Ischia e Procida

IL CAFFE'

11 febbraio 2007
 
Blitz a Chiasso per un traffico di cani, ma....

Indagini della polizia e del veterinario cantonale

Chiasso - Wiskey, Luna, Pablo.. tutti cani abbandonati e in cerca di un nuovo padrone; basta un clic su www.aiutocani.ch per vederli; un colpo di telefono a nadine del Bellinzonese per organizzare l'incontro e la consegna: la fattura ammonta a 400 franchi circa. Un commercio che ha fatto rizzare le orecchie al veterinario cantonale Tullio Vanzetti, che venerdì ha sguinzagliato i suoi ispettori a Chiasso, in zona Serfontana, per un blitz con agenti di polizia a caccia di cani, venditori e acquirenti. Ma del previsto mercatino illegale di cani non c'era più traccia, forse per una soffiata, forse per un cambio di programma. Vanzetti non si scoraggi: "Stiamo indagando siamo all'inizio. Il commercio di questa associazione non è legale- spiega. Ci vuole un'autorizzazione per vendere animali, viene rilasciata dal mio ufficio, che ne stabilisce le modalità".
"Aiutocani" è una costola dell'associazione nazionale www.hundehilfe.ch di Turgovia, che sta dando qualche grattacapo anche alle autorità locali per la vendita di un cane in pessime condizioni di salute. Il padrone che doveva pagare l'animale 450 franchi, ha fatto marcia indietro e segnalato il caso. Anche in Ticino non sono mancati reclami. "Siamo in contatto e collaboriamo con altri cantoni". La vendita dei cani, alcuni giungono in Svizzera - non si sa bene come- da Germania, Spagna, Italia (francia, anche, n.d.r.) avviene tramite una rete di privati che aderiscono all'iniziativa e mettono a disposizione spazi. Difficile fare chiarezza. "Bisogna stare molto attenti quando si acquista un animale, va verificata la provenienza, i certificati la serietà dell'allevatore,...", raccomanda il veterinario cantonale, che è intenzionato a smantellare sul nascere questo commercio che sta mettendo piede anche in Ticino.
 

IL GIORNO
5 FEBBRAIO 2007
 
«Trenta cani a settimana venduti alla Germania: li usano come cavie» Un animalista denuncia, i Nas indagano
 
di RAFFAELLA FOLETTI
 
BERGAMO
«ALMENO TRENTA cani spariscono ogni settimana dalla Lombardia. Vengono pagati anche 300 euro ciascuno, prendono la strada della Germania. Partono con documenti falsificati, finiscono come cavie». Bruno Boffelli, animalista bergamasco, ha sporto denuncia ai carabinieri insieme all’Enpa. É stato interrogato dai carabinieri del Nas, che indagano anche su mandato di altre cinque Procure lombarde, e da un magistrato. «Ora è tutto fermo. Il pubblico ministero — racconta Boffelli — mi ha detto che ha sulla scrivania cose più importanti. D’accordo, per carità. Dico solo: non dimentichiamocene».
LA SCOPERTA avviene sul campo. Il volontario 38enne, un lavoro da pubblicitario e ogni momento libero dedicato agli animali in difficoltà, ha iniziato a interrogarsi.
«Mi è parso strano che ci fossero tante richieste di adozioni dalla Germania, soprattutto di cuccioli. Mi hanno spiegato che c’erano alcuni proprietari di cascine che ne prendevano anche 40 alla volta. Mi sono chiesto, come li mantengono? Gli animali costano: trasporto, assicurazioni, cibo, cure. Così ho iniziato a indagare — ricorda il volontario — pescando nella rete lombarda dei tanti amici degli animali».
Salta fuori che «dopo una sosta di sole 24 ore al canile, i documenti che attestavano la somministrazione dell’antirabbica, che va fatta quaranta giorni prima, erano già pronti. Quindi dovevano essere falsi».
Boffelli trova un referente in un maresciallo dei Nas e dà il via all’inchiesta bergamasca.
A BRESCIA un fascicolo vede 10 indagati per associazione a delinquere finalizzata al falso, truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche e maltrattamenti. Nei guai i responsabili di tre associazioni che gestiscono canili e due veterinari dopo i sequestri di camion sull’A4, cani stipati e documenti sospetti. L’ipotesi: sperimentazioni chirurgiche e farmaceutiche.

 

24 GENNAIO 2007
 
VIVISEZIONE 'Ecco la mia legge salva-cavie'
L'ha depositata a Montecitorio il deputato di Forza Italia Benedetto Della Vedova: prevede il reinserimento degli animali studiati, norme sugli animali transgenici e metodi alternativi all'uso di animali
 
Roma, 24 gennaio 2007 - Metodi alternativi; reinserimento degli animali; norme sugli animali transgenici. Insomma, una proposta di legge salva-cavie. Una riforma integrale di tutto il settore della sperimentazione animale. Le novita' per i laboratori- per chi ci lavora e per chi subisce gli esperimenti- sono contenute nella proposta di legge (Ac 2157) depositata dal deputato di Fi Benedetto Della Vedova. E presentata oggi a Montecitorio. La pdl, spiega il firmatario, e' un punto di incontro tra diverse istanze: quelle che arrivano dal settore della farmacologia e quelle avanzate dall'universo animalista. Non a caso, alla conferenza di oggi erano presenti i presidenti della Lega antivivisezione Gianluca Felicetti e di Farmindustria Sergio Dompe'.
Diversi i punti salienti della proposta di legge firmata da Della Vedova. Eccone alcuni.
- Metodi alternativi: rappresentano una concreta speranza per il futuro di non utilizzare piu' gli animali nella ricerca, almeno per cio' che riguarda la ricerca applicata.
- Reinserimento degli animali. Tranne qualche eccezione, l'attuale prassi prevede la soppressione delle cavie. l'articolo 5 della pdl stabilisce la sopravvivenza degli animali che al termine delle procedure di ricerca siano ancora in buone condizioni di salute.
-Animali geneticamente modificati. L'articolo 6 della pdl individua in maniera dettagliata i criteri con cui devono essere generati, utilizzati ed allevati gli animali biotech. Si introduce anche il concetto di rapporto tra danno e beneficio.

IL GIORNALE
16 GENNAIO 2007

Il Comune sterilizza gli 80 gatti del San Carlo

Milano - La Moratti mette fine alla guerra degli 80 gatti al San Carlo. Li farà sterilizzare dall’Asl e non li sfratterà dall’ospedale, ma solo dai sotterranei. Il sindaco ha chiuso la vicenda ieri salvaguardando degenti, lavoratori ma anche i tantissimi felini, c’è chi dice ottanta e chi cento, che settimana scorsa erano finiti al centro delle cronache quando vi si erano imbattuti i Nas durante il blitz voluto dal ministro alla Salute Turco dopo lo scandalo che aveva investito il policlinico Umberto I di Roma. E se allora gli sgraditi «ricoverati» a quattro zampe erano l’unico neo del nosocomio di via Pio II, adesso il problema non sussiste. È stato risolto ieri dal Garante del Comune per la tutela degli animali, Gianluca Comazzi, nominato a novembre da Letizia Moratti. Una soluzione che sembra mettere tutti d’accordo (...) Marisa de Moliner
 


LIBERO
16 GENNAIO 2007

Salvati i gatti del San Carlo: traslocano in cortile

Milano - E' stato trovato un accordo per i gatti dell'ospedale San Carlo che vivevano nei sotterranei. «La Asl si è impegnata a sterilizzare i felini», spiega Gianluca Comazzi, garante per la tutela degli animali del Comune, «mentre il San Carlo fornirà piccole casette da mettere nel giardino dell'ospedale dove i gatti potranno vivere»
 
11 GENNAIO 2007
 
SARA' SPOSTATA COLONIA FELINA OSPEDALE DI MILANO
Dopo il blitz dei Nas decisione dell'Assessore regionale alla sanita' Ce'.
 
Milano - Il procuratore aggiunto di Milano Nicola Cerrato, responsabile del dipartimento che si interessa dei reati contro l'ambiente, ha chiesto ai carabinieri del Nas una relazione sul centinaio di gatti che vivrebbero negli scantinati dell'ospedale San Carlo di Milano.
In particolare si chiede di indicare se questa massiccia presenza di animali possa rappresentare un pericolo per l'igiene della struttura ospedaliera. Al momento non e' prevista la contestazione di reati.

2 Gennaio 2006
Credo sia giusto e corretto che tutti sappiano che il nostro carissimo amico e collaboratore attivo e disinteressato Giovanni Salamone di Dronero (Cuneo) ha avuto un terribile incidente: intanto che cercava di ricuperare del polistirolo per riparare le cucce da regalare ad un canile  il solaio è precipitato facendolo cadere malamente a terra con ferite al capo.

Ora è grave in ospedale e prego tutti di rivolgere un pensiero a lui, alla sua gentilezza, alla sua generosità,al suo amore per tutti gli animali per i quali ha sempre combattuto battaglie solitarie fra i suoi monti.
Spero ardentemente che si possa riprendere perché per me, e per tutti quelli che lo conoscono, è più che un amico, è un fratello al quale va tutto il nostro affetto.
Con preoccupazione e con dolore
 
Ebe Dalle Fabbriche 
2 Gennaio 2006
Ogni anno siamo costretti ad assistere alla squallida esibizione dei botti di capodanno, abitudine che non ci apparteneva ma che abbiamo facilmente e superficialmente adottato senza prendere in considerazione i gravi danni che essa provoca.
A parte il fastidio provocato nelle persone che non amano essere tenute sveglie per gran parte della notte e lo spreco di denaro che potrebbe essere profuso in attività più proficue, non possiamo dimenticare il terrore che questi fracassi provocano negli animali, sia di casa, che di allevamento, che selvatici, per non parlare dei danni alle persone che rimangono ferite e alle possibilità di incendi (come pare sia avvenuto in Liguria ove ancora le fiamme distruggono ettari di bosco).
Diciamo basta alla inciviltà superficiale e vuota.
 
Ebe Dalle Fabbriche