Notiziario n° 19
Roma, gennaio 2010
Cari amici,
perché vi giunga, in un momento poco confortante per l’insieme degli
eventi mondiali, una notizia che vi darà grande sollievo, apriamo il
Notiziario del 2009 con il
COMUNICATO STAMPA finale del
” VII Congresso
Mondiale sui metodi alternativi e l’uso degli animali nelle scienze
biomediche”
firmato:
Thomas Hartung e Herman Koeter *, copresidenti del Congresso
“Nel ‘VII
Congresso Mondiale sui metodi alternativi ed uso degli animali nelle
scienze biomediche’ svoltosi a Roma dal 30 agosto al 3 settembre
2009, la massima comunità scientifica internazionale e la comunità
animalista mondiale hanno insieme fatto propri, nel campo della
tossicologia, i nuovi importanti metodi sviluppati negli Stati Uniti, in
Europa e in Giappone, che si prefiggono di valutare la sicurezza delle
sostanze chimiche - farmaci, vaccini, additivi alimentari, pesticidi e
cosmetici inclusi - con l’uso strategico di tutti i nuovi strumenti
forniti dalla genomica, dalle tecnologie informatiche e dai sistemi di
sperimentazione ad alta prestazione. Si tratta di un cambiamento di
portata globale nella valutazione di rischio, di una svolta che
determinerà una riduzione senza precedenti nell’uso di animali da
laboratorio nei prossimi dieci anni. Ma il cambiamento sarà tale da
rendere, con ogni probabilità, il ricorso agli animali da laboratorio
del tutto superfluo nel giro dei prossimi 20 anni.
Il VII Congresso Mondiale ha radunato eminenti scienziati in
rappresentanza di governi, mondo accademico e industria, come pure
esperti ed esponenti di tutte le maggiori organizzazioni di tutela degli
animali, provenienti da oltre 40 paesi del mondo. Si è tenuto nel
prestigioso Hotel Cavalieri Hilton di Roma e ha registrato la
partecipazione di 950 esperti.
Intitolato “Calling on science” (“Appello alla scienza”), esso ha
trattato tre temi principali: “Tecnologie innovative, concezioni e
approcci”, “Aree di utilizzo degli animali” e “I progressi nei settori
delle scienze della vita”. Per ciascun tema sono stati illustrati i
progressi scientifici e le aspettative future, per un totale di oltre
250 conferenze e oltre 400 poster formali di carattere scientifico
presentati nel corso dei tre giorni.
I partecipanti hanno concordato nel ritenere che l’attuale conoscenza
del genoma, sia umano che di molte specie animali, ha prodotto nell’area
della mappatura e dell’espressione genica un progresso scientifico di
tale portata da rendere possibile, nel prossimo futuro, la valutazione
dei rischi e dei danni provocati dalle sostanze chimiche e
microbiologiche senza ricorrere agli animali da laboratorio, ma con
l’applicazione di tali nuovi strumenti. Questi verranno affiancati dalle
attuali tecnologie informatiche (che mettono in collegamento e
analizzano enormi quantità di dati) e dai sofisticati sistemi di
sperimentazione in vitro di seconda generazione (che studiano i processi
metabolici sub-cellulari).
Herman Koëter, Presidente del Congresso insieme a Thomas Hartung, ha
dichiarato: “Queste tecnologie sono capaci di raccogliere una quantità
mai raggiunta prima d’informazioni sui possibili effetti avversi recati
da una sostanza ai sistemi biologici. Sono anche in grado di generare
una quantità di conoscenza di gran lunga maggiore di quella che fino ad
oggi abbiamo saputo individuare e capire. Esse ci faranno considerare,
in un futuro assai vicino, l’uso degli animali a fini sperimentali
estremamente obsoleto” […].
(*) Thomas
Hartung: (già Direttore ECVAM - Centro Europeo per la Validazione
dei Metodi Alternativi), è oggi direttore del CAAT (“Centro per le
Alternative alla Sperimentazione animale”) della Johns Hopkins
University e docente di Tossicologia Basata sull’Evidenza, presso lo
stesso ateneo (Baltimore, US).
Herman B.W.M. Koëter: (già direttore scientifico dell’Autorità
europea per la sicurezza alimentare, EFSA) è amministratore delegato
dell’organizzazione no-profit ‘Orange House Partnership’ (Bruxelles,
Belgio) costituitasi di recente per assistere le istituzioni pubbliche
dei paesi in via di sviluppo sui temi della valutazione e della gestione
del rischio.
Una nuova tappa importante
Anche se la diffusione oltre oceano del nostro pensiero scientifico è
già stata testimoniata dal documento “Tossicologia del XXI secolo”
del Consiglio Nazionale delle Ricerche (NRC) statunitense e da tanti
altri organi ufficiali, il testo qui sopra riportato ha rappresentato
per noi una sorpresa inaspettata: una vera rivoluzione avvenuta
nell’ambito del “World Congress on Alternatives and Animal Use in the
Life Sciences” (Congresso Mondiale sui Metodi Alternativi e l’uso degli
Animali nelle Scienze biomediche), giunto quest’anno alla sua VII
edizione.
Tale congresso, da noi sempre seguito, promosso dal CAAT, Centro per
le Alternative alla Sperimentazione Animale dell’Università Johns
Hopkins di Baltimora, con la collaborazione di numerose istituzioni
statunitensi e di svariate multinazionali coinvolte nella
sperimentazione animale, si è sempre trovato, infatti, su posizioni
assai distanti dalle nostre. Sin dalla sua prima edizione
(Baltimora,1993) l’immenso raduno di istituzioni, scienziati,
associazioni, aziende transnazionali e pubblico (ripetutosi anche nel
1996, 1999, 2002, 2005 e 2007) ha avuto il solo fine di mostrare
all’opinione pubblica animalista un impegno (ben più apparente che
reale) del Governo USA nel contenere la vivisezione, sulla base della
politica delle 3R (“Refine, Reduce, Replace”; in italiano:
“Raffinare, Ridurre, Rimpiazzare”) promossa da Russell e Burch nel 1953.
Tuttavia la politica delle 3R, basata su considerazioni etiche, è
sempre stata molto più utile a rilanciare che non a ridurre la
vivisezione. I leggeri ritocchi proposti nell’uso degli animali da
laboratorio e le “alternative” previste in casi molto limitati, hanno in
realtà contribuito a tenere viva la convinzione che la sperimentazione
animale fosse valida, indispensabile e insostituibile (non a caso il suo
uso è in questi anni ampiamente cresciuto). Gli organizzatori del
Congresso hanno inoltre sempre risposto con un rifiuto categorico alle
nostre richieste, ogni volta ripetute, di un dibattito sull’affidabilità
scientifica del metodo (mai verificata nonostante la sperimentazione
animale venga usata come parametro per l’autorizzazione di ogni nuovo
metodo di ricerca.)
Una grande soddisfazione dunque, scoprire che nella VII edizione del
Congresso, del 2009, nonostante si citassero ancora le 3R e nonostante
la nostra battaglia debba ancora continuare per abbreviare i tempi che
ci separano dalla fine degli esperimenti su animali, il “passaggio
epocale” (da in vivo a in vitro) per una maggiore
affidabilità dei test, che il Consiglio Nazione delle Ricerche
statunitense aveva annunciato (vedi Notiziario 17), è concettualmente
avvenuto …
Eppure nell’Unione Europea …
Thomas Hartung, dopo avere lasciato la carica di direttore dell’ECVAM
presso il Centro Europeo di Ricerca di Ispra ed avere assunto quella di
direttore del CAAT, della Johns Hopkins University, sembra essere stato
il motore principale nel nuovo orientamento del Congresso. Nei due mesi
che lo hanno preceduto sono stati pubblicati su “Nature” (che, vi
ricordiamo, è la più importante rivista scientifica a livello
internazionale) ben due suoi importanti articoli sul nuovo pensiero che
egli ritiene debba ormai ispirare le valutazioni di tossicità. Eccone i
concetti principali, in estrema sintesi:
1) “Tossicologia per il XXI secolo” (Nature 460, 9/7/09) :
Circa 80 anni fa, qualche anno dopo l’inizio dell’era della chimica,
fu messo a punto un mix di approcci sperimentali per identificare i
pericoli legati alle sostanze chimiche. Vi fu un periodo produttivo di
breve durata che presto si concluse, poiché il sistema rimase congelato
e - diversamente da quanto avvenne in tutte le altre branche della
scienza - non si rinnovò, malgrado molti progressi scientifici si
fossero verificati. La tossicologia rimase immersa in un “sonno
profondo”, dovuto forse in parte alla necessità di armonizzare le norme
e linee guida internazionali per favorire, nel mercato globale, la
libera circolazione delle merci. Eppure la richiesta di sicurezza,
sempre crescente, ha dato il via al regolamento europeo REACH “per la
valutazione, regolamentazione e autorizzazione delle sostanze chimiche”.
Varato il 1° giugno del 2007, dopo una lunga preparazione molto
ostacolata dalle industrie chimiche, REACH prevede la valutazione di
rischio non soltanto per ogni nuova sostanza, ma anche per tutte le
sostanze immesse nell’ambiente prima del 1981 (97% delle sostanze
chimiche oggi in uso).
Il problema oggi è: “Quale approccio deve essere usato? Sono utili gli
animali per valutare la tossicità?”
Ben pochi studi sono stati fatti per rispondere a questa domanda e quei
pochi, dice Hartung, indicano una bassissima correlazione tra le
risposte fornite dagli animali e quelle riscontrate nell’uomo. “Non
siamo ratti da 70 kg …”. Dopo avere analizzato le diverse fasi della
ricerca su animali che producono risposte inaffidabili, egli conclude
che la sola cosa auspicabile sia “un sistema totalmente nuovo, costruito
al più presto partendo da zero, con metodi moderni”, senza
ricorrere alla diffusa usanza di cambiare o aggiungere qualche pezzo
alla ricerca … la struttura intera essendo obsoleta e da sostituire.
2) “Il regolamento REACH della UE: un passo più lungo della
gamba” (Nature, 27/08/09):
Sulla base di uno studio prodotto dal CAAT, Hartung analizza, per i
prossimi 10 anni, il problema dei costi previsti applicando REACH con
uso di animali (ultimo calcolo: non meno di 54 milioni di animali e non
meno di 9,5 milioni di € l’anno). Le previsioni vanno ben oltre le
precedenti stime: il numero di animali è aumentato di 20 volte e il
numero di sostanze da testare è cresciuto da 30.000 a 68.000. Le ragioni
sono varie: la nuova richiesta di prove di tossicità teratogena (sulle
funzioni riproduttive), che richiedono lo studio della discendenza degli
animali sottoposti ai test su ben due generazioni; l’allargamento della
UE a 27 stati; la crescita delle industrie chimiche, ecc. ecc… Hartung
conclude dichiarando: “Sostengo REACH, ma ritengo che abbiamo
sottovalutato la sfida che esso comporta […] Per raggiungere gli
scopi che ci siamo prefissi è indispensabile investire nei metodi
alternativi. Per me non vi è alternativa senza REACH, ma non vi è REACH
senza alternative”.
Già nell’intervista di Alison Abbott (Nature,10/11/05)
Hartung aveva dichiarato: “REACH rappresenta un’occasione unica per
ridare alla tossicologia dignità di scienza” (sostituendo le prove su
animali, ndt). Questo articolo di “Nature”, che viene pubblicato 4
anni dopo, pur non usando toni polemici, rappresenta un atto d’accusa
all’Unione Europea per non avere colto quell’occasione.
Un’occasione che, durante tutta la lunga preparazione del regolamento,
EQUIVITA ed Antidote Europe hanno insieme cercato in tutti i modi di non
vanificare: conferenze, emails e fax ad ogni deputato europeo, contatti
con la Rappresentanza Permanente di Bruxelles, Conferenza Stampa al
Parlamento Europeo, incontro con il Commissario Frattini, ecc. ecc.,
ottenendo come piccolo risultato –troppo piccolo ma comunque
significativo - la citazione della tossicogenomica nella parte
introduttiva di REACH.
La Revisione della direttiva 86/609 “per la protezione degli animali
da laboratorio” e altre iniziative di EQUIVITA
La nostra azione sui parlamentari UE si è spostata, nel 2009, sul
progetto di Revisione della direttiva 86/609 “Per la protezione degli
animali usati a fini scientifici”, attualmente ancora in corso. Per ben
due volte nel corso del 2009 abbiamo inviato lettere d’informazione e di
aggiornamento su questo tema a tutti i parlamentari europei.
Pure su questo fronte – che riguarda direttamente anche la salute umana
- è necessario applicare, come dice Hartung su Nature, “la
revisione totale del sistema” senza il solito “lavoro a patchwork” dei
“piccoli aggiustamenti“.
L’ultima bozza della Revisione della 86/609, presentata dal Parlamento
il 5/5/08, non sembra invece contemplare in alcun modo né il concetto di
una revisione generale che tenga conto degli enormi progressi
scientifici avvenuti in un quarto di secolo, né quello ancora più
esplicito di un “cambiamento epocale”, annunciato dal NRC statunitense e
già avviato oltre oceano. La Revisione va piuttosto in senso inverso:
scompare l’articolo 7.2 (“si eviterà di eseguire un esperimento
qualora per ottenere il risultato ricercato sia ragionevolmente e
praticamente applicabile un altro metodo, scientificamente valido che
non implichi l’impiego di animali”), sostituito da una delega agli
Stati Membri a “vigilare” affinché vengano applicati nuovi metodi “solo
se riconosciuti dalla legislazione Comunitaria” (procedura che richiede
numerosi anni). Se la bozza non sarà modificata radicalmente, la nuova
legge europea sulla ricerca biomedica soddisferà di sicuro gli interessi
di corto miraggio delle transnazionali chimico-farmaceutiche, ma
condannerà l’UE ed i cittadini europei ad un posto di retroguardia nel
progresso scientifico.
Sperando che possa ancora avvenire una svolta, continueremo nel nostro
impegno affinché l’Europa non ripeta l’errore commesso con REACH ...
Il Premio Pietro Croce, III Edizione
Il 25 novembre si è svolta in Campidoglio, come l’anno scorso,
un’importante iniziativa promossa da EQUIVITA e dal Movimento UNA, Uomo,
Natura, Animali, nella splendida sala Pietro da Cortona dei Musei
Capitolini. La conferenza, il cui titolo è stato “Salute umana: il
futuro dei test e della prevenzione” ha avuto il patrocinio del Comune
di Roma ed è stata presenziata dall’Assessore all’Ambiente Fabio De
Lillo, in rappresentanza del sindaco Gianni Alemanno.
Nel corso della conferenza è stato assegnato il “Premio Pietro Croce per
l’abolizione della sperimentazione animale”, giunto ormai alla sua Terza
Edizione. Su decisione unanime della giuria, il Premio è stato assegnato
allo studio “Effetti dei pesticidi sulla salute umana” del Comitato
Scientifico “Antidote Europe” ed è stato riscosso dal direttore di
Antidote, dott. André Ménache.“
Erano relatori, oltre al nostro presidente Gianni Tamino e ad André
Ménache, il Prof Luigi Campanella, che ha illustrato l’elaborato finale
dello studio “Il contributo della chimica al superamento della
sperimentazione animale: fotosensore per prove di tossicità” premiato
l’anno scorso, il dott. Massimo Formica, dei medici per l’ambiente, e
Fulco Pratesi, presidente onorario del WWF Italia. La relazione sul
Bisfenolo A di Claude Reiss, presidente di Antidote, purtroppo
trattenuto in Francia per gravi ragioni di famiglia, è stata presentata
da André Menache.
Risale ad alcuni anni ormai l’impegno di Equivita contro l’inquinamento
da sostanze tossiche, del quale i pesticidi rappresentano uno dei
settori più gravi perché, usati sia in agricoltura che nelle
disinfestazioni urbane, hanno modo di propagarsi nell’aria, nel suolo,
nell’acqua e nel cibo stesso. La nostra attenzione su questo tema si è
accentuata lavorando sul testo di REACH e sulle conseguenze negative che
hanno, per la scarsa affidabilità, le valutazioni di tossicità
effettuate su animali. Ma il tema si ricollega anche alla nostra
decennale campagna contro gli Ogm, che sono causa di un grave aumento
nell’uso dei pesticidi (il 70% di essi, essendo modificati per resistere
ai diserbanti, ne incrementano l’uso di circa 4 volte, mentre si può
dire del residuo 30% che essi vengono modificati per essere trasformati
in pesticidi, e dunque come pesticidi dovrebbero essere regolamentati).
Con il Premio Pietro Croce ad Antidote Europe si è voluto allo stesso
tempo:
* sensibilizzare il Comune di Roma per indurlo a proibire le
disinfestazioni attualmente consentite;
* incentivare la ricerca cellulare per la tossicologia, dimostrando gli
ottimi risultati che produce;
* agire in favore dell’agricoltura biologica, unica che esclude i
pesticidi, e che, secondo vari recenti studi scientifici, oltre ad
essere più rispettosa della sovranità alimentare dei popoli e del loro
diritto al cibo, risulta essere anche la più produttiva.
Molte altre iniziative sulla sperimentazione animale si sono svolte nel
2009, quali, ad esempio: la creazione e diffusione (per ora in Nord
Italia) di uno spot radiofonico che denuncia l’errore scientifico di una
ricerca basata su animali; l’avvio dello studio giuridico di un’azione
legale per l’inosservanza della legge 116/92; l’appello alla Regione
Lombardia contro l’uso dei maiali clonati per la ricerca, ecc. ecc…
OGM: Il Vaticano e la Pontificia Accademia delle Scienze
Un nuovo ed importante contributo contro gli Ogm in agricoltura è venuto
dal Papa Benedetto XVI, nel documento “Instrumentum laboris” consegnato
il 19 marzo a Yaoundé in occasione del Sinodo dei Vescovi Africani. Egli
scrive: “La campagna di semina degli organismi geneticamente modificati
pretende di assicurare la sicurezza alimentare […] Questa tecnica
rischia di rovinare i piccoli agricoltori e di sopprimere le loro semine
tradizionali rendendoli dipendenti dalle società produttrici di Ogm”. Da
tempo aspettavamo il sostegno della Chiesa … oggi è arrivato!
Ma la Pontificia Accademia delle Scienze, incurante di ciò, ha ritenuto
di dover organizzare, come già fece nel 2004, una vera e propria
operazione di marketing per la loro promozione con una “Settimana di
studi” (15-19 maggio 2009) sul tema “Le piante transgeniche per la
sicurezza alimentare nel contesto dello sviluppo”, in cui il “Golden
rice” ed il suo inventore Potrikus avevano il posto d’onore. La
Pontificia Accademia, autonoma dal Vaticano, ha selezionato tra i propri
relatori solo i militanti pro-Ogm, ha chiuso le porte alla società
civile e ha rilanciato la propaganda menzognera sulla “maggiore
produttività” e “minor inquinamento”. Il Vaticano ha fortunatamente
subito preso le distanze da queste posizioni con un articolo su
“L’Osservatore Romano” (1/05/09).
Per contrastare l’iniziativa della Pontificia Accademia, EQUIVITA ha
tempestivamente intrapreso una campagna d’informazione dell’opinione
pubblica insieme a VAS,Verdi Ambiente e Società, e L’associazione
culturale “Ambientescienze”, articolata in:
-
Distribuzione di 5.000 copie di un nostro volantino (in 4 pagine, con
testo in 3 lingue) presso il Vaticano , nelle Università e in altri
luoghi. In esso si contrapponevano le parole del Papa a quelle della
Pontificia Accademia.
- Inoltro di
4 Comunicati stampa in data, 13, 14, 15, e 18 maggio.
- Consegna
di materiale informativo a “l’Osservatore Romano”.
-
Manifestazione in Piazzale Flaminio durante la settimana di studi.
L’eco delle
nostre parole ed azioni ha costretto la Pontificia Accademia ad un
silenzio assoluto sul lavoro da loro svolto.
Sul tema degli Ogm l’intervento di EQUIVITA è stato tempestivo in
numerose altre occasioni:
- Per far
giungere il nostro parere al Governo Italiano sulle autorizzazioni
alle varietà transgeniche. Lo stesso è stato fatto presso il Governo
spagnolo (unico ad avere autorizzato la coltivazioni di Ogm in UE)
attraverso la sua rappresentanza a Roma.
- Per
fornire consulenza ovunque richiestaci, in particolare dal WWF Italia,
che, rispondendo ad un questionario del WWF internazionale, doveva
definire la sua posizione sugli Ogm.
- Per
diffondere l’allarme sulla escalation dei brevetti, oggi richiesti e
talvolta già ottenuti perfino su piante e animali convenzionali
(sostegno alle iniziative di “No Patents on Life” e di “No Patents on
Seeds” a Monaco di Baviera).
Cari amici, vi abbiamo riassunto in estrema sintesi il lavoro svolto
quest’anno; anche quest’anno con il massimo impegno. Ma la scarsità
delle sostanze limita, oggi più che mai, il nostro operato.
VI RICORDIAMO DUNQUE CHE LA POSSIBILITÀ CHE AVREMO DI AGIRE
TEMPESTIVAMENTE, IN UN MOMENTO TANTO SIGNIFICATIVO E GRAVE, DIPENDE DAL
VOSTRO AIUTO.
I contributi ad EQUIVITA si possono versare:
- alla posta: con un
versamento su: c/c postale n° 88922000 intestato a: “Fondo
Imperatrice Nuda, Comitato Scientifico Antivivisezionista”, Via P. A.
Micheli, 62 - 00197 Roma (e non più l’altro numero di c/c postale)
- in banca: con un bonifico sul conto BancoPosta n°
88922000 intestato a: “Fondo Imperatrice Nuda, Comitato Scientifico
Antivivisezionista” (ABI:7601,CAB:3200 (IBAN: IT55 N076 0103 2000 0008
8922 000)
- con assegno non trasferibile inviato per posta a: "Fondo
Imperatrice Nuda - Comitato Scientifico EQUIVITA" via P.A. Micheli, 62 -
00197 Roma (meglio se accompagnato da telefonata allo 06.3220720, ore
9.00 -13:30)
Vi ringraziamo di tutto cuore e vi inviamo i più affettuosi auguri per
un felice 2010
Per informazioni: consultate il
nostro sito, con particolare attenzione a “Notiziari” (http://www.equivita.it/NotiziariEQUIVITA.htm)
e “Comunicati”: (http://www.equivita.it/comunicatistampa.htm)