Care/i,
inoltriamo di seguito la dichiarazione (punto 1) del capogruppo dei
Verdi alla Camera, Bonelli, riguardo alla terribile vicenda del cane
lasciato
morire di fame e di sete in una recente mostra d'arte e un aggiornamento
(tratto direttamente dal sito ufficiale dell'autore della petizione
internazionale) sulla vicenda (punto 2).
Federazione Verdi Toscana
1)Bonelli: al bando Guillermo Habacuc Vargas
"L'orribile agonia di un povero cane privato di acqua e cibo esposto in
una mostra non è arte, è crudeltà. L'autore di questo crimine contro gli
animali è Guillermo Vargas, conosciuto come Habacuc in Costa Rica, il
suo Paese"?. Lo afferma il capogruppo dei Verdi alla Camera Angelo
Bonelli. "Invitiamo " aggiunge Bonelli - a firmare la petizione online
per chiedere agli organizzatori della Biennale Centroamericana Honduras
2008 di non ospitare le opere di Habacuc,candidato addirittura a
rappresentare il proprio Paese alla prestigiosa esposizione. Ci
associamo alla richiesta del Commissario Franco Frattini affinchè Italia
ed Unione Europea chiudano le porte a questo sedicente artista. La
violenza contro gli animali " conclude il capogruppo del Sole che Ride
-è ingiustificabile e la forte pressione dell?opinione pubblica può
contribuire a evitare che certi casi di inammissibile crudeltà si
ripetano".
2) Aggiornamento tratto dal sito
http://www.ea6gk.org Si sollecita un pronunciamento ufficiale da
parte di : Asociación Nacional Protectora de Animales Asociación de
Bienestar y Amparo Animal
Asociación Humanitaria para la protección animal de Costa Rica
Colegio de Médicos Veterinarios
Facultad de Medicina Veterinaria, Universidad Nacional
Foro de Ilustradores GAMA
Sono state raggiunte 171.000 firme e alla causa si è aggiunta la
Fondazione Brigitte Bardot, che ha a sua volta promosso una petizione
per impedire che l'artista del Costa Rica Habacuc partecipi alla
biennale del 2008 in Honduras come rappresentante ufficiale del suo
paese. Si afferma che il cane è stato tenuto in condizioni di
denutrizione e legato per GIORNI. Loro affermano che non si tratti di un
giorno solo. Lamentano che non solo non ha somministrato all'animale
nessun tipo di primo soccorso, cosa che avrebbe richiesto come minimo,
visto lo stato in cui versava (acqua, cibo e cure veterinarie) ma ne ha
aggravato la situazione mantenendolo in una condizione di forte stress
in quanto veniva esposto al pubblico, con folla e luci. Si presume che
il cane sia morto in quel luogo, come sarebbe logico dopo aver passato
giorni privo di alimentazione, ma recentemente e dopo numerose
interrogazioni da parte della stampa e degli attivisti, la galleria ha
detto che il cane alla fine è scappato. La galleria ha presentato questa
"opera" come rappresetativa dell'alienazione e indifferenza della gente
verso questi cani prima che venisse ucciso in Costa Rica il nicaraguense
Natividad Canda, sbranato da dei rottweiler. María José Yglesias Ramos
(redattrice della lettera) conclude questo riassunto con " Sul fatto che
questa sia un'idea totalmente illogica,irrazionale e controproducente
non voglio esprimermi, per rispetto all'intelligenza di tutti".
Tutti coloro che hanno firmato la petizione condividono la sensibilità
sia verso l'arte che verso gli animali e la natura. Così come rispettano
le istituzioni e le leggi della società che possono permettere al mondo
una crescita più umana e dignitosa. E' proprio per questo che ci siamo
opposti alle azioni del sig. Habacuc e al fatto che la sua opera
rappresenti il Costa Rica (patria di chi scrive) a livello
internazionale. Il sig. Habacuc tra l'altro compie queste 'opere' in
base alla sua teoria per la quale la libertà di espressione giustifichi
la violazione dei basilari principi di umanità e rispetto
della vita.
Le azioni compiute dal sig. Habacuc in Costa Rica e Nicaragua sono anche
contrarie alle leggi, regolamenti, direttive e buon senso sul trasporto,
trattamento e cura degli animali. A maggior ragione questo deve essere
punito perché la violazione è ancora maggiore se fatta in un atto
evidentemente pubblico, noto a tutti, diffuso dalla stampa e da cui lui
trae profitto economico e professionale.
Chiedono quindi che più che la libertà di espressione e la creatività,
vengano presi in considerazione i reati commessi dall'artista e dalla
galleria che lo ha ospitato. Si chiede una condanna anche lieve, che
però mostri chiaramente il confine tra libertà di espressione
dell'artista e diritto alla vita.
Segnalano poi che, nonostante le petizioni e il supporto delle altre
organizzazioni anche internazionali, si fosse chiesto che questo artista
non rappresentasse il Costa Rica all'esposizione, è stato comunicato che
l'associazione che sponsorizza la manifestazione, EMPRESARIOS POR EL
ARTE (lavoratori delle arti) diretta da Rónald Zurcher, ha comunicato
che manterrà invece questo signore come l'artista rappresentante del
Costa Rica alla Biennale.
A questo punto, comunicano che stanno chiedendo formalmente agli
organizzatori della Biennale in Honduras che questo artista non sia
invitato o non si accetti la sua partecipazione alla mostra. Chiedono
l'appoggio degli enti ufficiali citati sopra.