Sabato 25 settembre 2010

Manifestazione a Roma e Parigi contro la nuova direttiva UE sulla vivisezione !

(Roma, Piazza della Repubblica, ore 15)

Cari amici,

 

            benché fosse annunciata, la notizia dell’approvazione della nuova direttiva UE sulla sperimentazione animale, in sostituzione di quella del 1986, è stato un duro colpo per quanti, noi compresi, speravano di riuscire ad influenzare i politici con le petizioni e le lettere di sensibilizzazione. Chiaramente le lobby che sfruttano gli esseri senzienti per i propri interessi hanno un potere enorme, anche grazie all’attuale legge elettorale che non permette la scelta diretta dei candidati da parte degli elettori, e lo sbarramento delle rappresentanze politiche al 4%, il che –  in Europa, oltre che nel nostro paese – impedisce l’influenza delle minoranze.     

            Occorre quindi prendere atto della volontà del Parlamento Europeo di arrendersi agli interessi di quanti ritengono gli animali non umani degli oggetti su cui sperimentare senza scrupoli, utilizzandoli anche come (inutile) paravento per poter successivamente sperimentare sugli umani nuove molecole farmacologiche (in maggior parte al fine di poter sostituire quelle per le quali è scaduto il brevetto, divenute “generiche”, ossia producibili liberamente). Ed inoltre – cosa ancora più assurda – poter testare solo sugli animali non umani (sempre inutilmente ai fini umani) vecchie e nuove molecole chimiche, per le quali i test sugli umani non sono ancora previsti! (Regolamento REACH del 2007). Ma prendere atto di ciò non significa tacere e reprimere il nostro disgusto!

            Le “migliorie” che alcuni ritengono essere contenute nella nuova direttiva sono in realtà polvere negli occhi. Scopo fondamentale è – come sempre - livellare la concorrenza in Europa. Né sfugge il tono demagogico per far apparire “umana” una normativa che ripropone, dopo 24 anni, gli stessi principi  sulla base dei quali si pretendeva apparisse lecito infliggere sofferenze e morte ad altre specie per nostro tornaconto. Principi che se fossero applicati agli umani da parte di un’altra specie indurrebbero gli attuali sostenitori di tale pratica “a stracciarsi le vesti” dalla disperazione. Dunque è l’opportunismo, appoggiato da convenienti quanto arcaiche credenze in miti antropocentrici e quindi specisti (per non dire “razzisti”) a guidare tali scelte. Peraltro, guardare ai “miglioramenti” (per di più, presunti) di una tale normativa, e giustificare così la sua libera accettazione, siglando un patto con le controparti, significa riconoscere  la sperimentazione animale come inevitabile, e porre la parola fine alla lotta contro la vivisezione. L’unica sperimentazione eticamente accettabile per non bloccare il progresso delle scienze può invece essere solo quella svolta nell’’interesse dei singoli individui, umani o non umani, per curarli da malattie o infortuni.

            Vi invitiamo quindi a partecipare alla manifestazione del 25 settembre per dimostrare il  risentimento per una scelta basata su principi specisti e quindi contraria ai diritti di tutti gli esseri senzienti, affinché questa nuova direttiva sia modificata e  non sia trasformata in legge nazionale!

               

Massimo Terrile

e-mail:  comunicazioni@antispec.org                                                                                           

Sito Internet : www.antispec.org