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Comunicato 29/06/07
Quale
avvertimento ci viene dalla morte fulminante del pensionato
del Vercellese, dovuta al fungo Amanita phalloides ?
Ci viene un avvertimento molto semplice:
non “testare” la commestibilità dei funghi sul gatto di casa,
perché,
come ogni tossicologo vi può confermare:
il fungo Amanita
phalloides può essere somministrato, anche ad ogni pasto, a gatti ed a
conigli (animali comunemente usati nei laboratori proprio per i test
di tossicologia …) senza che rechi loro alcun danno!
(Allo stesso modo si può somministrare al gatto la mortale tossina
botulinica, far leccare i baffi alla pecora o al porcospino con l’arsenico
o l’acido cianidrico, lasciare in ottima salute cavie, polli e scimmie con
dosi pesanti di stricnina, nutrire topi, cavalli, pecore, capre, tordi e
fringuelli con la cicuta; mentre potrete avvelenare gatti e conigli col
succo di limone, i pappagalli con il prezzemolo, e potrete far morire
cavie e criceti somministrando loro la penicillina …; migliaia gli altri
esempi disponibili).
L’avvertimento si trasforma oggi in un
Appello del Comitato Scientifico EQUIVITA
per i nostri legislatori:
Se volete tutelare la nostra salute, non consentite che nell’attuazione
del Regolamento europeo REACH la tossicità delle sostanze chimiche da
regolamentare venga ancora valutata su animali!
Il Regolamento europeo REACH, che si prefigge di tutelare la salute e
l’ambiente, regolamentando ogni nuova sostanza introdotta nell’ambiente,
prevede che i test di tossicità in base ai quali verranno rilasciate le
autorizzazioni VENGANO EFFETTUATI CON I TEST SU ANIMALI, in base ad
arcaiche procedure OCSE. Sono disponibili invece oggi, grazie ai recenti
avanzamenti della scienza, metodi scientifici, come la tossicogenomica
e la proteomica (vedi “Nature 10/11/05), che offrono affidabilità
di gran lunga maggiore, tempi cento volte più veloci e costi di gran lunga
inferiori, oltre ad essere standardizzabili e replicabili.
La sovrapponibilità della risposta dell’animale con quella dell’uomo,
come da dati pubblicati su Pubmed, è solo del 18%. I test su animali,
nel caso delle sostanze chimiche immesse nell’ambiente, non saranno
neppure seguiti dalle prove cliniche (come nel caso dei farmaci) e dunque
costituiscono un vero attentato alla nostra salute, oltre che uno
sperpero dei soldi del contribuente
Comitato Scientifico EQUIVITA
Tel. +39.06.3220720, oppure: +39.335.8444949
email: equivita@equivita.it,
www.equivita.org
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