ANIMAL
LIBERATION E IL CANILE DI VIBO VALENTIA
ANIMAL LIBERATION
E IL CANILE DI VIBO VALENTIA
Nell'autunno 2005 Animal
Liberation, rappresentata dalla neo-costituita sezione di Vibo Valentia,
vinse la gara d'appalto per la gestione del Canile comunale.
Ai primi di dicembre, in qualità di presidente della nostra Associazione e
di un socio della sezione di Rimini, Jean Pierre, mi recai a Vibo.V. per
svolgere un sopralluogo a sorpresa presso la struttura.
Alle 10,30 del
mattino trovammo il Canile sguarnito di qualsiasi presenza umana
e i cani completamente abbandonati e se stessi ed in una
situazione di degrado spaventosa che culminò nel ritrovamento di una
decina di cani morti con grumi di sangue addosso dentro il
frigorifero della cucina.
In un box c'era un cane temporaneamente paralizzato a
seguito di un incidente d'auto che giaceva nell'acqua ristagnante su tutto
il pavimento.
Jean Pierre ed io ricordiamo i pentoloni pieni di pane ed acqua, unico
cibo somministrato e il nervosismo che segnalava l'alto livello di
sofferenza e stress patiti dai cani.
Evidenzio che il Canile, visto esternamente e nella zona di ingresso si
presentava invece molto bene: le stelle di Natale fiorite, la statua di
San Francesco, le luci colorate e intermittenti tipiche delle festività
conferivano alla struttura un tono completamente diverso dalla realtà
degradata e orrenda che ne costituiva la sostanza.
Rintracciammo telefonicamente il gestore ufficiale del Canile Aldo Prestia
allora presidente della sezione vibonese e la moglie (gestore di fatto) i
quali si trovavano a Reggio Calabria e risposero che fino a tarda sera o
all'indomani non sarebbero tornati e nessun altro poteva venire ad aprire.
Ci rivolgemmo alla polizia che intervenne e constatò il degrado, chiamammo
la stampa che poi pubblicò articoli e foto a tutta pagina e brani di
interviste in cui spiegavo l'accaduto. Dopo qualche ora arrivarono in
canile la coppia Silvana e Aldo Prestia, accompagnati dal veterinario
privato del canile, nel frattempo erano giunte anche una ventina di
persone di Vibo V. interessate alla sorte del Canile tra cui Caterina
Gioffrè ed altre persone disponibili a fare volontariato ma respinte e
rifiutate dai Prestia.
A quel punto,
avvalendomi dei poteri conferitemi come presidente dell'Associazione,
sospesi immediatamente Aldo e Silvana Prestia dalla carica di socio e
tolsi loro con effetto immediato la gestione del Canile che affidai seduta
stante a Caterina Gioffrè da me conosciuta come persona pulita e
determinata.
Questa, sostenuta e
coadiuvata da un gruppetto di volontarie, prese subito a nutrire, curare e
pulire cani e canile.
Dati i fortissimi appoggi personali di cui i Prestia godevano e godono in
Comune, come il comandante dei Vigili urbani che una rivista in quei
giorni definì “l'inossidabile comandante massone Corigliano”, incaricato
dall'amministrazione di seguire e decidere in merito al canile,
incontrammo subito una pesantissima opposizione da parte delle
istituzioni.
Jean Pierre mi aiutò e restò con me a Vibo V. una settimana, poi dovette
ripartire. Può raccontare cosa ha visto e vissuto: la notte con la polizia
a casa dei Prestia che avevano sottratto dei cani dal canile, i cani a
casa loro in un tanfo terribile e chiusi al buio in un garage sottostante,
i cani con ferite e in stato di incuria in un terreno di loro proprietà
dove corpi di cani morti erano già stati dissepolti e oggetto di articoli
di stampa e denuncie da parte di Caterina, una cagnolina con rogna mai
curata che ormai non aveva più pelo e che poi invece è stata curata per
mesi fino a trovare una buona adozione…Io dovetti restare fin dopo
Natale.
Il Comune non
pagava le rette stabilite dalla gara d'appalto perché alleato dei
Prestia perché voleva “affamare” noi e i cani, costringerci a lasciare
Caterina, riprenderci i Prestia e riaffidare loro il canile.
In tutto il canile i Prestia non avevano neppure un guinzaglio, non
c'erano coperte o pedane rialzate per i cani che giacevano nel cemento.
Faccio notare che
quando emerge la realtà di un canile gestito malamente da una
sezione di una qualche Associazione , l'Associazione medesima,
solitamente, difende la sua sezione , respinge le critiche, fa
quadrato intorno per timore che la sua immagine sia danneggiata.
Noi di Animal Liberation abbiamo fatto il contrario : il Canile
era gestito in modo che Animal Liberation ritiene indegno, quindi abbiamo
sottratto la gestione ai coniugi Prestia, li abbiamo denunciati,
sospesi ed espulsi , per nulla frenati dal timore di perdere in
immagine e agendo senza alcuna omertà o difesa dell'Associazione.
Non sto a raccontare gli
incontri-scontro col sindaco e col Corigliano, né i nostri blitz in Comune
per ottenere il rispetto del pagamento e far valere il diritto di nominare
Caterina Giofrè gestore responsabile del canile, né cosa significa
non avere i soldi per comprare il cibo necessario a 228 cani, né
cosa significa l'arrivo in canile di cuccioli o adulti abbandonati che ASL
e Comune vogliono trasferire ad un lager di una vicina
località dove 1.000 cani sono gettati a morire di fame ed a sbranarsi tra
loro.
La sezione di Bologna si indebitò e mi mandò diverse migliaia di euro ed
un carico di cibo.
Il giorno di Natale lo trascorremmo a pulire a rimuovere gli strati di
sporco e marciume accumulati e le volontarie di Vibo V. continuarono
ancora a lungo prima di riuscire a portare il Canile in una buona
condizione di igiene e pulizia.
Siamo tornati a Bologna portando con noi nove cuccioli
per evitare loro una triste sorte.
Questo è stato il primo gruppo di cani di Vibo. V. portati qui per
trovargli casa.
Era il capodanno 2006.
Oggi sono 50 i cani di Vibo V. adottati tramite Animal Liberation
perché da allora abbiamo continuato periodicamente a portare cibo
a Vibo V. e cani a Bologna, perché il Comune continua a boicottare
Caterina ritardando il pagamento di molti mesi.
Ed anche quando
paga, secondo il contratto, dà 75 centesimi al giorno a cane per 100 cani.
Ma i cani sono 200. Significa 37 centesimi .
Con questi si
deve fare tutto : nutrirli, pulire, pagare il veterinario, i
farmaci, gli interventi chirurgici, l'ordinaria manutenzione del canile ed
anche lo spurgo delle fogne che costa 700 euro ogni volta e che si è
costretti a fare diverse volte l'anno.
Bisogna tenere
conto che essere a Vibo V. non è come essere al nord, dove se si fanno
collette alimentari la gente dà e dove i Comuni pagano rette di 3, 4 anche
6 o 7 euro al giorno per ciascun cane. A Vibo Valentia, la provincia con
il tenore di vita più basso d'Italia, la gente non dà niente.
Abbiamo stampato
e portato volantini belli, con le foto dei cani a colori e richieste di
adozioni e di cibo, siringhe, disinfettanti, guanti, detergenti,
farmaci….e in canile NON E' ARRIVATO NIENTE.Io ero là. Lo so bene.
Per questo e per il gran
buon lavoro di Caterina, sebbene dalla primavera 2006 il Canile sia
passato da Animal Liberation all'Associazione Il Lupo di Gubbio da lei
presieduta, l'impegno di Animal Liberation per il Canile di Vibo V. è
proseguito intatto.
Caterina Gioffrè e le altre volontarie del Canile lavorano molto bene
anche rispetto alle adozioni che avvengono in
modo controllato ed equilibrato, senza possessività verso
i cani, ma senza faciloneria ed oggi il numero dei cani presenti è
sceso dai 228 iniziali a 175.
Perché se è vero che 50 li abbiamo presi noi, è vero che in quella zona ci
sono molti abbandoni ed al Canile ne arrivano in continuazione.
Tutti i collaboratori che sono andati a Vibo V. a portare cibo, raccolto
anche dalla sezione di Rimini, ed a prendere cani sono rimasti colpiti
dalla dedizione e capacità dispiegate in tale penuria di mezzi.
Oggi i nostri più forti auspici sono affinché la gestione del
Canile sia riconfermata al Lupo di Gubbio perché il loro operato
è in sintonia con Animal Liberation: il meglio possibile nel Canile, ma
soprattutto che i cani escano dai canili e vadano a casa.
Purtroppo il
Comune di Vibo Valentia ha indetto per il giorno 20 dicembre 2007 la gara
d'appalto per la gestione del Canile e lo scopo, temiamo, sia di
riaffidarlo ai Prestia.(leggi cronistoria seguente)
Per questo chiedo alle sezioni e a tutti i soci di Animal
Liberation e alle persone sensibili di attivarsi con la massima
urgenza per inviare alle autorità di Vibo V. un messaggio
tipo quello allegato.
10 dicembre
2007
Animal Liberation Bologna
Antivivisezione - Diritti dei Non-Umani
ONLUS
La presidente nazionale
Lilia Casali
SEDE
NAZIONALE
Via degli Albari, 2 40126 BOLOGNA
Cell 340-1487067 Fax 051-235856 C.F. 92029450373 C.C. Postale n. 21154406
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