COMUNICATO STAMPA
UNA MOSTRA PER GLI ORSI DELLA LUNA:"MOONBEAR DALL'INFERNO AL PARADISO"
 

Milano, dal 7 dicembre al 24 dicembre 2007 presso Carré viale Papiniano 38, Milano
Mancano pochi giorni all'inizio della mostra fotografica che avrà come tema i bellissimi orsi della luna, orsi che vengono tenuti in gabbie piccolissime per tutta la loro esistenza e vengono munti della propria bile almeno due volte al giorno. E' una pratica crudele e assolutamente inutile; inoltre, pensate come si può considerare un rimedio curativo la bile estratta da un orso stressato, che soffre terribilmente?!
Il sipario si aprirà il giorno 7 dicembre c.a., presso Carrè, dove la mostra resterà fino al 24. Inoltre, i giorni 10/11 e 17/18 una parte  significativa degli incassi verrà devoluta a Animals Asia Foundation.
Dalle 17.00 alle 20.00 verrà offerto un aperitivo con piccoli apetizers.
Invito in allegato.
Questa campagna di sensibilizzazione sarà un modo per far conoscere questo  orrore, sconosciuto ai più, e soprattutto far conoscere Animals Asia  Foundation, Associazione che si batte per ridare la libertà e la dignità  agli orsi della luna, così chiamati per la luna d'oro crescente che sembra nascere sul loro petto. Potete visitare il sito web www.animalsasia.it per saperne di più; e  scrivere a danibellon@libero.it per qualsiasi informazione. Grazie per l'attenzione, anche da parte degli orsi, più di 10.000, che in  questo modo non vengono dimenticati rinchiusi nel loro dolore.
Un grazie di cuore a tutti coloro che vorranno unirsi a noi.
 
Daniela Bellon
Animals Asia Foundation
 
 
DALL'INFERNO AL PARADISO: gli orsi della bile
 
 
Ci sono dei mondi che non riusciamo neanche a immaginare e atrocità che non riusciamo a pensare. Ci sono invece persone che riescono a immaginare, a pensare e, soprattutto, a mettere in atto ferocie inaudite, usando la tortura quotidiana su uno o più animali. Le fabbriche della bile sono una di queste realtà di sofferenza, dove centinaia di orsi vengono tenuti e "munti" della propria bile due volte al giorno, finché vivono, o meglio, sopravvivono. Lo strazio e il dolore che provano questi animali sono indescrivibili; le loro urla raggiungono spazi immensi, ma vuoti, perché nessuno li può sentire.
E, come la volpina che presa al laccio della trappola scava con tutte le sue forze una buca davanti a sé nell'ultimo, disperato e purtroppo inutile tentativo di liberarsi, noi cerchiamo di scavare dentro la coscienza di tanti esseri umani, sperando che, almeno il nostro, non sia un tentativo vano. Già perché la libertà è il passaggio dall'inferno al paradiso, per tutti noi. Chi non la possiede, la anela. Chi ce l'ha, non vuole perderla. In nome della Libertà sono state scritte le pagine più belle della letteratura mondiale, sono stati fatti i sogni più grandi, sono stati disegnati i cieli più azzurri.
Animals Asia Foundation si occupa di ridare dignità e libertà agli orsi, che passano lunghi anni della loro vita chiusi in squallide, piccolissime gabbie per una pratica che non ha davvero nessun senso di esistere. La loro bile è, infatti, completamente sostituibile da prodotti di erboristeria o di sintesi.
Riuscire a ridare la libertà a quegli orsi è un motivo di orgoglio per chi, come Jill fondatrice dell'associazione e del centro di recupero, ne ha fatto un percorso di vita.
Tutti quegli orsi possono essere liberati, se ognuno di noi ne fa un percorso di vita per un singolo momento, perché è l'oblio la condizione più terribile, mentre il pensiero, fino a quando viene esercitato, denuncia e rassicura allo stesso tempo. Quindi, anche solo parlare di loro e magari riuscire a fare qualcosa è un modo per renderli liberi, per non dimenticarli tenendoli rinchiusi nel loro triste dolore, per non abbandonarli al loro destino, per sapere che la speranza, che un giorno tutto questo finisca, esiste ed è una possibilità concreta.
Chi visita il sito web www.animalsasia.it può scoprire come avvicinare distanze che sembrano inavvicinabili, può, come diceva Oscar Wilde, assorbire i colori della vita riempiendo quegli spazi vuoti, perché in
questo modo gli permettiamo di comunicare con noi. Di 208 allevamenti stimati in Cina, 41 sono già stati chiusi dal Governo.
 
Daniela Bellon