A La Nazione

Alla  c/a di Sandro Bennucci

Lettera pubblica di solidarietà ad Alberto Alberti presidente dell’associazione Amici del cane e del gatto di Firenze.

Siamo rimasti sconvolti nell’apprendere dell’intervento massiccio contro persone che conosciamo da anni come veri amanti degli animali, intervento degno solamente di un blitz anti mafia o anti terrorismo.

Il “Canile del termine”, gestito da questa associazione da almeno 30 anni, ricovera i cani inviati da diversi Comuni fiorentini, Firenze compreso, con i quali ha stipulato convenzioni; ricovera ed assiste cani su ordine di Procure (Firenze e Napoli) e all’improvviso si vede messo sotto sequestro con perquisizioni anche di case e di automobili personali.

Non vorremmo che tutto fosse nato per una triste storia provocata dalla contesa (tardiva) di gestire alcuni pit bull bisognosi di riabilitazione e di educazione, provenienti dallo zoo di Napoli e ricoverati da molto tempo (su disposizione della procura di Napoli) presso il canile di Firenze, rivendicazione che ha provocato lo scioglimento della sezione di Firenze di una grossa associazione nazionale che ora, pare, voglia rivendicare il “privilegio” di gestire questi animali (dietro equo compenso ovviamente!).

Ma i cani non sono oggetti, si sono abituati al luogo ed alle persone che li seguono ed hanno il diritto di continuare a vivere dove hanno trovato, finalmente, serenità ed affetto.

E’ molto triste assistere ad interventi di questo tipo provocati da denuncie di altre associazioni che non si sono mai curate di questi animali e che non si curano nemmeno delle conseguenze provocate su tutti gli altri ospiti del “Canile del termine” al quale va tutta la nostra solidarietà di animalisti veri e convinti.

San Piero a Sieve, 10 febbraio 2006