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MATTANZA DELLA FAUNA IN ABRUZZO TRE ORSI, DUE LUPI UCCISI NEL PARCO NAZIONALE WWF DESTINA UNA TAGLIA DI 10.000 EURO A CHI CONSEGNERA’ I RESPONSABILI ALLA GIUSTIZIA PRATESI: “ATTO CRIMINALE GRAVISSIMO: UN PAESE CIVILE NON PUÒ PERMETTERSI QUESTI SCEMPI “ La perdita di un maschio, una femmina in età
riproduttiva e un giovane su una popolazione di 30-50 orsi può costituire
un colpo mortale alla specie Il WWF chiede un ‘RIS’
per la tutela dell’orso marsicano, una squadra investigativa in grado di
condurre indagini puntuali e rintracciare i responsabili di un reato
gravissimo che distrugge la nostra fauna. Il sito dell’associazione oggi
listato a lutto. Un esempio su tutti, la Regione Abruzzo: mentre nei mesi scorsi ha tanto pubblicizzato la nascita del cosiddetto Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM), ovvero l’accordo tra gli enti sulla tutela dell’Orso bruno, non ha neanche risposto all’appello del Ministero dell’Ambiente per evitare la preapertura della caccia per l’emergenza incendi proprio in quelle aree interessate dagli avvelenamenti. Il WWF segnala ormai un abisso tra le emergenze e le necessità di tutela concreta di specie e aree protette, da un lato e, dall’altro, l’ossessione con la quale si traduce tutto in vuote iniziative di immagine. E spesso, troppo spesso, ormai, le attività reali sul territorio sono intraprese e condotte da volontari e associazioni, come il WWF, che pochi anni fa organizzò proprio in queste aree campi per il recupero degli alberi da frutta. Per il resto, invece, troppo spesso solo eventi, carte e tanto spettacolo, e molte, troppe sedie ed incarichi di cui fregiarsi e da spartire. Per non parlare di viaggi: ricordiamo, ad esempio, un viaggio in Cina di una folta delegazione di questi enti preposti alla gestione e tutela del territorio, realizzato per spiegare ai ricercatori cinesi i grandi progetti che in Italia si stanno attuando per la tutela della specie, l’orso, appunto. Dalla Cina era difficile accorgersi delle innumerevoli e insistenti voci che nei paesi marsicani si susseguivano circa possibili atti vendicativi verso questi esemplari. Forse avrebbe pagato di più l’impiego di queste ingenti risorse destinate ai viaggi a favore, ad esempio, della costituzione di una banca dati sugli animali vittime di avvelenamenti, per inquadrare territorialmente il problema e supportare le indagini. Grifoni, lupi, corvi imperiali, aquile reali, gipeti e ora l’orso: un patrimonio faunistico che continua ad essere messo a rischio da atti criminali, come l’uso dei bocconi avvelenati, la causa più probabile della morte dei tre orsi ritrovati oggi. Un barbaro sistema di uccisione che ancora oggi non è trattato come un reato contro il nostro patrimonio naturale e culturale e contro la salute dei cittadini. Per il WWF occorre rimettere ordine nelle priorità di chi è responsabile della prevenzione e della tutela del nostro patrimonio naturale: immediatamente, è necessario avviare un puntuale monitoraggio della compra-vendita delle sostanze velenose usate in agricoltura, vere e proprie armi nelle mani di gente senza scrupoli; poi, si creino strumenti appropriati di cui squadre investigative e ad alta specializzazione scientifica possano servirsi per individuare responsabilità e perseguire i reati. Ma soprattutto è necessario che il Governo rafforzi il suo impegno nella tutela della nostra biodiversità e faccia sì che i Parchi possano tornare a svolgere in via prioritaria l’attività primaria per cui sono stati creati: proteggere la natura e garantire il nostro patrimonio di biodiversità. Queste morti sono una perdita immensa per il nostro paese. Che servano, almeno, a qualcosa. Roma, 2 ottobre 2007 -
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