MATTANZA DELLA FAUNA IN ABRUZZO

TRE ORSI, DUE LUPI  UCCISI NEL PARCO NAZIONALE

WWF DESTINA UNA TAGLIA DI 10.000 EURO A CHI CONSEGNERA’ I RESPONSABILI ALLA GIUSTIZIA

PRATESI: “ATTO CRIMINALE GRAVISSIMO: UN PAESE CIVILE NON PUÒ PERMETTERSI QUESTI SCEMPI “

La perdita di un maschio, una femmina in età riproduttiva e un giovane su una popolazione di 30-50 orsi può costituire un colpo mortale alla specie
Nelle ultime ore scoperti anche due lupi uccisi nella stessa maniera
Un abisso tra le proposizioni degli Enti che dovrebbero tutelare la specie e le reali azioni che dovrebbero essere messe in campo.

Il WWF chiede un ‘RIS’ per la tutela dell’orso marsicano, una squadra investigativa in grado di condurre indagini puntuali e rintracciare i responsabili di un reato gravissimo che distrugge la nostra fauna. Il sito dell’associazione oggi listato a lutto.

Indignazione del WWF per la perdita di tre esemplari di orso bruno marsicano, a questi si aggiungono due lupi appena ritrovati nella stessa zona. Si tratta di specie tra le più importanti della fauna italiana.  Tra questi l’orso Bernardo, diventato famoso nel mondo per le sue incursioni nei paesi del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise. A proteggerlo era nata l’Associazione “Amici di Bernardo” che risarciva i proprietari delle galline di cui sembra che Bernardo fosse ghiotto.

“Sempre nella Marsica l’anno scorso sono stati ritrovati più di 10 grifoni avvelenati e tanti altri animali  – commenta Fulco Pratesi, Presidente onorario del WWF Italia -  E’ chiaro che si tratta di un’area ad alto rischio. Ma tutta l’Italia lo è. Stiamo distruggendo una delle ricchezze attorno a cui è nata e fiorita l’economia di intere regioni. Consentire che si perda un orso o un lupo alla volta è come lasciar  sfregiare un’opera d’arte, è un atto insano come prendere a martellate la Pietà di Michelangelo. Siamo profondamente indignati: dopo una stagione di incendi – e l’Abruzzo è la regioni più colpita -  i Parchi e la loro fauna continuano a subire colpi. Ora serve una risposta ferma e puntuale sulla prevenzione”.

Allo sconcerto il WWF aggiunge la propria profonda preoccupazione per il significato e le implicazioni di quest’atto: l’uccisione di questi rari esemplari, infatti, si aggiunge al triste record estivo della ragione Abruzzo, risultata una delle regioni maggiormente colpite dall’ondata di incendi dolosi che ha colpito il nostro Paese; e gli Enti coinvolti nella gestione di questa specie hanno dimostrati i propri limiti ed incapacità nelle azioni di tutela e prevenzione.

Un esempio su tutti, la Regione Abruzzo: mentre nei mesi scorsi ha tanto pubblicizzato la nascita del cosiddetto Patto per la Tutela dell’Orso Marsicano (PATOM), ovvero l’accordo tra gli enti sulla tutela dell’Orso bruno, non ha neanche risposto all’appello del Ministero dell’Ambiente per evitare la preapertura della caccia per l’emergenza incendi proprio in quelle aree interessate dagli avvelenamenti.

Il WWF segnala ormai un abisso tra le emergenze e le necessità di tutela concreta di specie e aree protette, da un lato e, dall’altro, l’ossessione con la quale si traduce tutto in vuote iniziative di immagine. E spesso, troppo spesso, ormai, le attività reali sul territorio sono intraprese e condotte da volontari e associazioni, come il WWF, che pochi anni fa organizzò proprio in queste aree campi per il recupero degli alberi da frutta. Per il resto, invece, troppo spesso solo eventi, carte e tanto spettacolo, e molte, troppe sedie ed incarichi di cui fregiarsi e da spartire.

Per non parlare di viaggi: ricordiamo, ad esempio, un viaggio in Cina di una folta delegazione di questi enti preposti alla gestione e tutela del territorio, realizzato per spiegare ai ricercatori cinesi i grandi progetti che in Italia si stanno attuando per la tutela della specie, l’orso, appunto. Dalla Cina era difficile accorgersi delle innumerevoli e insistenti voci che nei paesi marsicani si susseguivano circa possibili atti vendicativi verso questi esemplari. Forse avrebbe pagato di più l’impiego di queste ingenti risorse destinate ai viaggi a favore, ad esempio, della costituzione di una banca dati sugli animali vittime di avvelenamenti, per inquadrare territorialmente il problema e supportare le indagini.

Grifoni, lupi, corvi imperiali, aquile reali, gipeti e ora l’orso: un patrimonio faunistico che continua ad essere messo a rischio da atti criminali, come l’uso dei bocconi avvelenati, la causa più probabile della morte dei tre orsi ritrovati oggi. Un barbaro sistema di uccisione che ancora oggi non è trattato come un reato contro il nostro patrimonio naturale e culturale e contro la salute dei cittadini. Per il WWF occorre rimettere ordine nelle priorità di chi è responsabile della prevenzione e della tutela del nostro patrimonio naturale: immediatamente, è necessario avviare un puntuale monitoraggio della compra-vendita delle sostanze velenose usate in agricoltura, vere e proprie armi nelle mani di gente senza scrupoli; poi, si creino strumenti appropriati di cui squadre investigative e ad alta specializzazione scientifica possano servirsi per individuare responsabilità e perseguire i reati.  Ma soprattutto è necessario che il Governo rafforzi il suo impegno nella tutela della nostra biodiversità e faccia sì che i Parchi possano tornare a svolgere in via prioritaria l’attività primaria per cui sono stati creati: proteggere la natura e garantire il nostro patrimonio di biodiversità.

Queste morti sono una perdita immensa per il nostro paese. Che servano, almeno, a qualcosa.

Roma, 2 ottobre 2007 - Ufficio stampa WWF Italia – 06-84497377
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