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COMUNICATO STAMPA Strasburgo voterà la contestata direttiva sulla sperimentazione animale L'on. Tiziano Motti (Ppe): «Valutare le tecniche alternative per evitare sofferenze inutili agli animali»
BRUXELLES, 2 SETTEMBRE - Sono già centinaia di migliaia le firme di cittadini e di personaggi noti che hanno sottoscritto gli appelli delle organizzazioni animaliste contro la vivisezione, per manifestare la loro disapprovazione verso il testo della Direttiva che dovrebbe essere portato al voto il prossimo 8 settembre in occasione della plenaria del Parlamento europeo. Un testo che, giunto alla sua seconda lettura, ha subito parecchi incidenti di percorso, primo fra tutti il ritiro del nome della prima relatrice, l'on. Murko, per protestare contro la decisione della Commissione parlamentare di approvare, a sua insaputa, emendamenti che stravolgevano totalmente l'impianto della relazione stessa. La nuova relatrice, la tedesca Elisabetta Jeggle, sostiene che il testo che verrà portato in plenaria è frutto di un compromesso equilibrato tra Commissione, Parlamento e Consiglio. L' on. Tiziano Motti, Eurodeputato dell'Udc e membro del Ppe, dà atto alla collega, che fa parte dello stesso gruppo, di aver svolto un gravoso lavoro diplomatico, ma esprime la sua profonda perplessità di fronte a questo testo che ritiene ancora troppo sbilanciato in sfavore degli animali. «La Direttiva, invece di acconsentire ad infliggere ai nostri amici animali un ripetuto dolore, giustificandolo come “moderato", dovrebbe valutare con maggiore attenzione le moderne metodologie alternative di sperimentazione, come ad esempio quelle basate sui test computerizzati, avviando l’introduzione di misure urgenti e specifiche per garantire rispetto, umanità e giustizia alle altre specie viventi, con particolare riguardo a quelli che permettono all’uomo di essere felice grazie alla loro presenza e al loro affetto e che condividono sentimenti e dolore». L'Unione europea si batte da sempre per la tutela e la promozione dei diritti dell'uomo mentre ammette esperimenti sugli animali, riconosciuti dalla stessa Ue come “esseri senzienti", tali da portarli allo sfinimento. La nuova direttiva, malgrado l’intensa attività effettuata al fine di trovare opportuni equilibri tra le necessità legate alla ricerca scientifica e la tutela degli animali coinvolti nella sperimentazione, pare non escludere, tra l’altro, la vivisezione su primati anche in assenza di gravi motivazioni riguardanti la salute umana, la sperimentazione anche su cani e gatti randagi, la sperimentazione senza anestesia o senza somministrazione di antidolorifici ad un animale sofferente se il ricercatore lo ritiene opportuno. Anche per questo motivo l’on. Motti ha sollecitato a margine del dibattito sulla nuova Direttiva europea una riflessione urgente della classe politica. Quando si legifera in materia di animali si dovrebbe ricordare tutto quello che gli animali fanno per noi, a partire dal fatto che garantiscono compagnia a milioni di bambini, uomini e donne, contribuendo alla loro serenità o ad alleviare la loro solitudine e sofferenza. La nuova classificazione della loro sofferenza dovuta alla sperimentazione da “lieve" a “moderata", prevista dalla nuova Direttiva in corso di approvazione, non è la riconoscenza che essi si attendevano dall’uomo.
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