PER IL SINDACO ZANOLA GREEN HILL E' UN SOGGIORNO
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Qualche giorno fà il Coordinamento è venuto a conoscenza delle
dichiarazioni rese al Giornale di Brescia dal sindaco di Montichiari,
Elena Zanola. E' oramai risaputo che etica e trasparenza non sono alla
base dei valori della maggior parte dei politici italiani, ma quello che
il sindaco ha fatto trasparire attraverso le sue dichiarazioni è
sconcertante. Le dichiarazioni rilasciate rappresentano in maniera
inequivocabile quanto una persona 'eletta' dalla gente in realtà non
ascolti veramente cosa la maggior parte della gente sta comunicando, senza
alcuna mediazione.
Migliaia di persone hanno manifestato a Montichiari, a Roma e in tutta
Italia, per rendere evidente il commercio di morte intrattenuto da Green
Hill e per comunicare che un luogo del genere andrebbe chiuso, senza
scuse. In diverse parti le dichiarazioni della Zanola non corrispondono al
vero,  non solo ci ricordano che l'ampliamento è stato originariamente
respinto per motivi di carattere 'ambientale' , che rimane comunque un
fatto indiscutibile (ovvero concedere l'importanza ed il rispetto che si
deve alla natura), ma non sia mai che ci si ricordi dei 2500 individui
prigionieri di Green Hill  e del perché sono rinchiusi lì dentro. Il
sindaco raggiunge il culmine quando ci ricorda che 2200 cani (falso: si
sta parlando di più di 2500) 'soggiornano' all'interno dell'allevamento.
Avete letto bene: 'soggiornano'. Dopo mesi di dura campagna, dopo l'ampia
attività di organizzazione e divulgazione del Coordinamento Fermare Green
Hill, del Comitato Cittadino e dopo la dimostrazione delle tantissime
persone scese in strada, la Zanola parla ancora di 'soggiorno' per cani,
come se si riferisse ad un canile o ad un rifugio. Ci chiediamo veramente
se il sindaco di Montichiari abbia realmente preso in considerazione tutte
le persone che hanno manifestato, se abbia realmente avuto la volontà di
ascoltare le istanze di chi assolutamente non reputa Green Hill un
soggiorno per migliaia di cani ma un lager vero e proprio. Abbiamo la
'vaga' impressione che non abbia dato la giusta considerazione ad
un'importante problema che affligge la città di Montichiari.

Nella sua dichiarazione viene menzionata l'impossibilità di intervenire
con una revoca dell'autorizzazione, in fondo il posto è stato visitato ed
è TUTTO REGOLARE. Queste parole, al Coordinamento, non riescono ad andare
giù, questa esigenza di specificare ancora che dentro Green Hill è tutto
regolare fa ribrezzo e se sulla carta è vero che l'autorizzazione andrebbe
tolta solo dopo aver rilevato grosse violazioni di carattere sanitario,
rimane il fatto che se ci fosse la volontà chiara e politica di chiudere
l'allevamento, la Zanola potrebbe farlo, prima di tutto perché Green Hill
di fatto è un lager per cani beagle e non un 'soggiorno'. Cosa ci ricorda
il comportamento del sindaco? Ci ricorda ancora una volta che certi
personaggi considerano gli animali non umani come degli oggetti facenti
parte di un'azienda che, come tante altre, vuole 'produrre' in serie
migliaia di essere senzienti da spedire ai laboratori di tortura. Tutto
questo avviene nel 'soggiorno' che il sindaco di Montichiari continua a
legittimare e difendere provando a scaricare la responsabilità su
parlamentari e ministri vari, provando ad ostruire il lavoro sul
territorio del Comitato Cittadino (ostacolando costantemente la
possibilità di volantinaggi o realizzazione di banchetti informativi),
provando a mettere in discussione il messaggio di questo Coordinamento e
di tutte le persone contrarie, un messaggio che sentiamo di rinnovare:
Green Hill è un lager, va chiuso e se c'è una persona che lo autorizza ad
andare avanti, questa ha nome e cognome ed è Elena Zanola.

Pensiamo, in questo momento, che sia importante ricordare al sindaco che
certe sue dichiarazioni andrebbero valutate con attenzione. Dopo tutto,
quando non si sa cosa dire, forse è meglio stare in silenzio.
Quella che segue è una e-mail che invitiamo a recapitare alla Zanola,
forse la prossima volta riuscirà almeno ad usare termini diversi e più
appropriati sulla questione. In allegato forniamo l'articolo tratto dal
Giornale di Brescia.

Coordinamento Fermare Green Hill

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Email di riferimento:
ufficio.protocollo@cert.montichiari.it

Lettera di protesta:

Spett.le Sindaco Elena Zanola,

ho appreso le sue dichiarazioni rese al Giornale di Brescia di giovedì 18
novembre 2010 in merito all'allevamento-lager Green Hill, situato nella
città di cui lei è il sindaco: Montichiari.
Ho trovato le sue dichiarazioni, oltre che errate in alcuni punti a
livello informativo, anche sconcertanti e prive delle più semplici basi
etiche. Dopo tutti questi mesi in cui la città di Montichiari  è salita
all'attenzione pubblica per la campagna portata avanti contro Green Hill,
non solo vi siete prodigata per ostacolare il comitato cittadino, non solo
avete mostrato scarsa attenzione al problema sollevato da migliaia di
persone, ma vi siete resa protagonista di definire ancora oggi 'soggiorno'
quello che in realtà è un lager che spedisce cani beagle ai centri di
tortura di tutta Europa. Lo scorso 25 settembre a Roma hanno sfilato circa
10.000 persone con uno scopo preciso, veder chiuso Green Hill. Altre
migliaia hanno sfilato in questi mesi con due cortei per le strade del
paese e con un presidio davanti all'allevamento, tutte ricordando una cosa
che non fornisce scuse, Green Hill sarà 'regolare' secondo il suo punto di
vista, ma secondo quello di migliaia di persone decisamente no. Ne vuole
tenere conto? Si parlerà ancora molto di questa vicenda, così come se ne è
parlato in questi mesi, bisogna ammettere che la sua carriera politica e
il suo 'curriculum' finora possono vantare una nota non da poco:
permettere ad un lager per animali di andare avanti nella propria città e
definirlo ancora, dopo tutto quello che sta accadendo, un 'soggiorno'.
Lei ha una strana concezione della parola 'soggiorno', il vocabolario
Treccani la definisce così: "Il dimorare per un certo periodo di tempo in
un luogo che non sia la propria abituale residenza, e per lo più a scopo
turistico, di cura, per svago, per istruzione". Lei ha piuttosto
considerato questa parola  sinonimo di lager, tortura e morte, non è
esattamente la stessa cosa. In futuro vorrei invitarla a considerare con
più attenzione e rispetto il problema, a usare le parole con attenzione, a
riflettere su quello che si comunica e alla fine di tutto considerare,
semmai ci riuscisse, che dentro Green Hill sono stipati, per essere
mandati ai luoghi di tortura, più di 2500 cani beagle (non 2200...),
questo forse le permetterebbe di considerare la possibilità, ignorata
finora, di revocare l'autorizzazione. Ci rifletta.

(nome e cognome)