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La nostra associazione da anni si interessa
delle esportazioni e dei trasferimenti abbastanza singolari da Regione a
Regione, trasferimenti duranti i quali si perde ogni traccia degli
animali. Per questo abbiamo predisposto una petizione popolare per
chiedere una seria legislazione sull'argomento nella convinzione che
ogni Comune, e quindi ogni Regione, si deve occupare dei suoi animali
randagi mettendo in atto tutte le strategie necessarie per contenere e
ridurre il randagismo: sterilizzazione, controlli su iscrizione
all'anagrafe canina, controlli su canili rifugi pensioni commercianti
allevatori .
Il prossimo mese nei giorni 24 e 25 marzo
rilanceremo la raccolta firme sulle piazze italiane - potete richiedere
il modulo o scaricarlo direttamente dal sito.
LIBERO
6 FEBBRAIO 2007
Cani venduti come cavie ai
laboratori tedeschi
Alba Piazza
Il canile è soltanto un passaggio obbligato.
Una specie di copertura. In quelle gabbie, purtroppo, i randagi, non
trascorrono più di un'ora. Da lì, infatti, vengono dirottati altrove.
Lontano. Sempre più spesso all'estero. Quel che è certo è che l'adozione,
in questi casi, è quasi sempre un miraggio. Di norma, infatti, il destino
dei quattrozampe è ineluttabile: finiscono sui tavolacci dei laboratori.
Cavie per la sperimentazione farmaceutica o altre diavolerie. L'ultimo
episodio di traffico di animali trafugati, stipati su camion in viaggio
sull'A4 in condizioni igieniche pessime, e smerciati in Europa come carne
da macello per gli esperimenti farmaceutici, è stato smascherato a Bergamo
da un volontario dell'Ente Nazionale Protezione Animali (Enpa). Con il
sostegno dell'associazione, questo impavido attivista ha collaborato a
un'indagine dei Nas che ha portato alla denuncia di dieci persone per
associazione a delinquere finalizzata al falso, truffa aggravata per il
conseguimento di erogazioni pubbliche e maltrattamenti. Il traffico ruota
attorno alla gestione dei canili. Tra gli indagati, infatti, compaiono i
responsabili di strutture collusi con due veterinari. I randagi vengono
pagati anche trecento euro e comprati "in stock", trenta-quaranta
esemplari alla volta. Il pretesto è l'adozione, i documenti con le
vaccinazioni vengono falsificati. Le indagini si estendono a ben cinque
procure lombarde. L'Enpa aveva già lanciato l'allarme la scorsa estate
dopo che le Guardie Zoofile dell'associazione animalista bloccano, a
Padova, un furgone di 39 cuccioli sempre diretti in Germania e provenienti
dalla Grecia. Alessandra Capogreco, responsabile dell'Enpa di Arezzo,
denuncia un altro caso: «Lo scorso aprile abbiamo fermato un furgone
sospetto in Val di Chiana e diretto a Viterbo. Dentro c'erano stipati 41
cani di razza, per lo più cocker, beagle, labrador e un pastore del
bovaro. Ho fatto notare agli inquirenti che su una gabbia di contenimento
compariva una scritta in tedesco» sottolinea l'attivista. In quel caso
viene chiesto l'intervento dell'Asl e scatta il sequestro cautelativo. Un
cane non ce la fa: muore durante il tragitto confinato in quello spazio
angusto. «Bisogna puntare l'attenzione anche sugli allevamenti» suggerisce
la Capogreco. Il carico in questione proviene da Reggio Emilia e la
"bolla" relativa al trasporto è fasulla: il numero di esemplari a bordo è
infatti di gran lunga maggiore. Il caso segnalato ad Arezzo segue il
processo inverso: il traffico di animali, stavolta, proviene dall'Europa
dell'Est ed è diretto in Italia. A distanza di poco tempo viene
smantellata un'altra organizzazione che gestisce il traffico di cani a
Genova. Sempre un anno fa, a Casalecchio di Reno, grazie a una denuncia
dell'Enpa viene a galla un altro traffico di cani provenienti dall'Est.
«Noi ci occupiamo anche della gestione del canile comunale ma, posso
assicurarle che e le nostre adozioni si limitano alla Toscana e sono
assolutamente sicure» ci tiene a ribadire. «È evidente che ciascun Paese
ha il suo bel numero di cani abbandonati. Ma perché dalla Romania devono
approdare qui? Noi non li mandiamo certo dove non possiamo seguirli.
Purtroppo questo è un fenomeno dilagante, difficile da smantellare ma va
combattuto». Lorena Tardino, responsabile della sezione di Pavia dell'Enpa,
l'anno scorso fa decollare un'indagine, tuttora in svolgimento, sui cani
dati in affido ai canili convenzionati con il proprio Comune a partire dal
2004. «È un dato di fatto che molti cani arrivano dal Sudeuropa per poi
poi essere adottati al Nord ma, come si concretizzino questi affidi, non
ci è dato sapere». E punta il dito contro i «vuoti legislativi che
concedono troppo spazio ai privati». La Tardino auspica, infatti, la
creazione di «microstrutture di ricovero per cani da gestire sul
territorio». Anche lei ha sentito di un caso di affido in Germania. Ha
controllato la modulistica per poi verificare che il numero indicato
risulta inesistente. Sorge il sospetto che l'adozione, ancora una volta,
sia la copertura di traffici illeciti. Per questo gli interpellati
concordano, in questi casi, sulla garanzia di spostamenti geografici
minimi. È la conditio sine qua non, l'unica via per scongiurare il
pericolo che questi cani "si perdano per strada". E la fine che li attende
non ha nulla a che vedere con un accogliente ricovero per quattrozampe.
LIBERO
6 FEBBRAIO 2007
Laboratorio
Un cucciolo in canile. L'anno scorso grazie alla denuncia delle Guardie
Zoofile dell'Enpa è stato bloccato un furgone di 39 cuccioli diretti in
Germania e provenienti della Grecia. La scorsa estate un carico con 41
cani di razza è stato bloccato ad Arezzo. L'ultima indagine coordinata dai
Nas coinvolge 5 procure lombarde. Finite sotto indagine dieci persone ,
due sono veterinari.
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