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Il Centro Recupero Fauna Selvatica della Lipu rischia di chiudere per il poco interesse del Comune di Roma verso gli animali.
Che fine faranno le migliaia di uccelli che i cittadini, ma persino corpi di vigilanza come la forestale, i guardiaparco, la polizia provinciale  portano ogni anno al Centro?
E le attività didattiche, educative, di formazione e di impegno ambientalista del Centro?
Scriviamo al Sindaco e all'Assessore all'ambiente, chiedendo che siano trovate  le risorse per far vivere questa ormai "storica" realtà della nostra Città.
 

AMBIENTE: LIPU AD ALEMANNO, A RISCHIO 800 RONDONI E RAPACI
(ANSA) - ROMA, 14 LUG -
''Senza fondi la nostra attivita' di recupero della fauna selvatica in difficolta' rischia di fermarsi''. E' il grido d'allarme per il Centro recupero fauna selvatica di Roma lanciato dalla Lipu-BirdLife Italia che chiede alle istituzioni, in primis il Comune di Roma, di ripristinare i fondi erogati fino al 2009 e che da quest'anno non sono più stati concessi.
In questo momento, precisa l'associazione ambientalista, nel Centro recupero Lipu a Roma decine di volontari si alternano per alimentare 800 animali tra piccoli rondoni, ricci, pipistrelli, piccoli di civette, gheppi e allocchi e due cuccioli di volpe, oltre a vari esemplari adulti con traumi come poiane, falchi e gufi.
''Dall'inizio dell'anno - sottolinea il presidente Lipu-BirdLife Italia Giuliano Tallone - abbiamo anticipato noi i fondi necessari per curare i primi tremila animali arrivati fino ad oggi al centro. Ci appelliamo alla sensibilità del Sindaco Alemanno affinché all'approvazione del bilancio comunale vengano garantite le risorse per il centro recupero, come da convenzione attiva da oltre dieci anni''.  Ospitato all'interno del Bioparco, il centro Lipu e' da anni il punto di riferimento per i romani che raccolgono fauna selvatica ferita o in difficolta'.
Nel 2009 sono stati 4.800 gli animali ricoverati, di cui 3.800 uccelli cui si aggiungono un migliaio di vertebrati tra cui mammiferi e rettili. Un'attività preziosa per il nostro patrimonio di biodiversita', che ora rischia di interrompersi lasciando senza aiuto migliaia di animali, come i tantissimi pulcini durante la stagione estiva o le centinaia di esemplari di specie protette, come i rapaci, feriti a fucilate durante la stagione venatoria. Un'attività, quella del recupero fauna, peraltro prevista dalla legge, che delega le province ad autorizzare i centri recupero.
Nel complesso i rapaci ricoverati sono stati 273, tra cui molti gheppi, civette, barbagianni, allocchi, per un totale di 16 specie di rapaci. 81 invece le specie 'non rapaci' ricoverate e 21 specie di vertebrati tra cui molti pipistrelli, tartarughe, ricci e istrici.(ANSA).

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